Edilizia lombarda: il 2025 chiude a +3,7% ma per il futuro pesano i costi dei materiali e le incognite sulla domanda
A trainare il comparto è soprattutto la spinta dei cantieri pubblici che permette di mantenere il segno positivo anche nei primi mesi del nuovo anno
Milano, 29 giugno 2026 – Prosegue la fase di crescita per l’edilizia lombarda. Secondo i dati dell’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia il 2025 si è chiuso con un volume d’affari in crescita del +3,7%, quinto anno positivo consecutivo, sebbene in rallentamento dopo il +4,1% del 2024 e il +8% del 2023.
L’espansione del volume di affari si è accompagnata alla crescita della base occupazionale (+1,5% il numero di addetti secondo i dati Infocamere-Inps), mentre la propensione a investire ha risentito della maggiore incertezza sui livelli della domanda futura: la quota di imprese che ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel 2025 è scesa al 26% dal 33% dell’anno precedente.
Il 2026 si è aperto con un cambiamento radicale nello scenario internazionale: lo shock energetico causato dal conflitto iraniano e dalla chiusura del canale di Hormuz si è infatti riflesso in un’accelerazione dei costi delle materie prime e di conseguenza dei prezzi alla produzione, tornati sui ritmi del 2023.
Nel primo trimestre il volume d’affari ha mostrato un consolidamento della crescita (+7% su base annua), anche per l’effetto dei prezzi, confermando però un andamento fortemente differenziato a seconda del mercato di riferimento: la quota di imprese che ha dichiarato un incremento, pari al 53% del campione, sale al 68% per quelle che operano nel mercato pubblico mentre scende sotto il 50% nel mercato residenziale e in quello delle ristrutturazioni.
Le aspettative degli imprenditori sull’evoluzione a breve termine del volume d’affari restano incerte, ma evidenziano un deterioramento generalizzato per quello che riguarda la domanda di nuovi lavori, con saldi tra previsioni di crescita e diminuzione negativi e in peggioramento per tutti i mercati, anche in quello pubblico che vede avvicinarsi la scadenza del piano infrastrutturale delle opere legate al PNRR.
Il cambiamento della situazione congiunturale si evince dal quadro delle criticità segnalate dagli imprenditori: in testa alle loro preoccupazioni balza, infatti, il costo dei materiali (26%) seguito dalla debolezza della domanda (20%), che hanno scalzato il tema della difficoltà di reperimento di personale (18%).
"Il comparto delle costruzioni si conferma un pilastro fondamentale per l'economia e l'occupazione del nostro territorio - ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia. "I risultati dello scorso anno e la tenuta di questo inizio 2026 dimostrano la straordinaria solidità delle nostre imprese. Allo stesso tempo, però, l’escalation dei costi e le incognite internazionali impongono massima prudenza. Per non disperdere questo patrimonio, dobbiamo guardare oltre l'orizzonte del PNRR: sarà vitale sostenere gli investimenti in innovazione e competenze, aiutando il settore a trovare un sentiero di crescita stabile anche quando la spinta delle grandi opere pubbliche andrà a esaurirsi".
“Stiamo lavorando per sostenere un comparto strategico protagonista dell’economia lombarda. – ha affermato Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia - Con il lavoro sulla filiera dell’edilizia sostenibile, sull’economia circolare e sui progetti innovativi con le start up cerchiamo di proiettare questo settore fondamentale nel futuro. Formazione, comunicazione e nuove tecnologie sono elementi fondamentali per creare le condizioni di attrattività del settore per il cambio generazionale. I dati presentati oggi sono molto positivi rispetto alle aspettative e ciò significa grande solidità delle aziende di questo settore in Lombardia”.
“Il settore delle costruzioni opera in uno scenario ancora complesso – ha aggiunto John Bertazzi, Presidente di ANCE Lombardia - segnato da costi elevati, incertezza economica e normativa, trasformazioni urbane articolate e standard qualitativi ed energetici sempre più stringenti. In questo contesto, le imprese sono chiamate a investire, innovare e adattarsi a un quadro normativo e di mercato in continua evoluzione. Per sostenere crescita e investimenti servono regole chiare, tempi autorizzativi certi, strumenti amministrativi efficienti e una programmazione stabile. Solo così il comparto, che nel 2025 ha inciso per oltre il 10% del PIL regionale, potrà continuare a contribuire alla rigenerazione del territorio, alle opere pubbliche, alla competitività economica e alla qualità della vita delle comunità.”
Approfondimenti nei report pubblicati sul sito di Unioncamere Lombardia.



