Martedì, 05 marzo 2024 - ore 15.37

Anche Piacenza tra le 'Cento città contro il dolore'

L'assessora Corvi :' Ringrazio tutti i cittadini che si sono fermati sotto i portici per saperne di più'

| Scritto da Redazione
 Anche Piacenza tra le 'Cento città contro il dolore'

 Anche Piacenza tra le 'Cento città contro il dolore'

 Anche Piacenza è stata, nel fine settimana appena trascorso, tra le “Cento città contro il dolore” coinvolte, per l'edizione 2023, dall'iniziativa che Fondazione Isal ha lanciato sull'intero territorio nazionale per sensibilizzare la collettività sul dolore cronico, sostenendone il riconoscimento come malattia da prevenire e prendere in carico anche garantendo la piena applicazione, nel nostro Paese, della legge 38/10 che garantisce il diritto di accesso ai centri specializzati nella cura del dolore.

Un impegno che sul nostro territorio è stato raccolto dalla sezione locale di Cfu Italia – Comitato Fibromialgici Uniti, la cui referente Maria Carla Cejas ha allestito uno stand sotto i portici Ina di piazza Cavalli nella mattinata del 7 ottobre, ricevendo numerose richieste di informazioni dai cittadini, nonché la visita dell'assessora ai Servizi Sociali Nicoletta Corvi, del presidente dell'Ordine provinciale dei Medici Mauro Gandolfini e del dirigente medico dell'Unità operativa Terapia del Dolore dell'Azienda Usl Roberta Venturi.

I più recenti dati diffusi dal Consiglio dell'Unione Europea attestano che circa 80 milioni di persone, nel continente, soffrono di dolore cronico da moderato a grave, di cui 13 milioni – pari al 26% della popolazione – in Italia: nevralgie, endometriosi, vulvodinia, fibromialgia, esiti da trauma, emicrania, herpes zoster, neuropatia diabetica sono solo alcune delle patologie che causano una sofferenza fisica persistente, da cui discendono conseguenze di notevole impatto psicologico e relazionale. “Dare un segno di vicinanza, attenzione e solidarietà è molto importante – sottolinea l'assessora Corvi – perché il riconoscimento di queste malattie, sotto il profilo sociale accanto a quello scientifico, è il primo passo verso gli obiettivi di sviluppo e consolidamento di una rete di sostegno efficace e capillare, in grado di rispondere ai bisogni di tutti i pazienti nel rendere accessibili, in misura crescente, le cure più adeguate. E' fondamentale, in questo percorso, che tutti possano trovare ascolto e accompagnamento: di qui il grande valore di ogni progetto che possa far crescere una sensibilità diffusa sul tema, consentendo a chi soffre di poter essere compreso e aiutato”.

“Ringrazio tutti i cittadini che si sono fermati sotto i portici per saperne di più, l'assessora Corvi e medici, come il dottor Gandolfini e la dottoressa Venturi, che sono sempre al nostro fianco. Cfu – spiega Maria Carla Cejas – ha proprio l'obiettivo di promuovere ogni tipo di iniziativa che possa contribuire a migliorare le condizioni di vita, l'assistenza e la cura delle persone affette da malattie croniche e invalidanti e delle loro famiglie. In particolare, la nostra associazione è in prima linea, anche attraverso l'organizzazione di eventi divulgativi e la raccolte di firme, per ottenere il riconoscimento istituzionale e l'inserimento, nei livelli essenziali di assistenza, di patologie quali la fibromialgia, la sindrome da fatica cronica, la sensibilità chimica multipla e l'elettrosensibilità. Chi volesse maggiori ragguagli o un punto di riferimento può scrivermi all'indirizzo di posta elettronica cfu.er.carlacejas@gmail.com”.

Per ulteriori informazioni, www.cfuitalia.it e www.fondazioneisal.it

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