Domenica, 29 novembre 2020 - ore 02.02

Archivio di Stato Presenta La carità a Cremona nel tardo Medioevo – Documento 1

Registro di fondazione del Consorzio della Donna, quinto decennio del sec. XIV con aggiunte successive.

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Archivio di Stato Presenta La carità a Cremona nel tardo Medioevo – Documento 1

Archivio di Stato Presenta La carità a Cremona nel tardo Medioevo – Documento 1

Registro di fondazione del Consorzio della Donna, quinto decennio del sec. XIV con aggiunte successive.

Il Consorzio comunemente detto della Donna, fu fondato nel novembre del 1334 da un gruppo di cittadini cremonesi con intenti devozionali tipici della confraternita medievale, come ricordato nel cosiddetto codice di fondazione in cui furono scritti gli statuti del Consorzio, compilati qualche tempo più tardi, nel 1347. Il testo degli statuti del Consorzio è preceduto da un ampio prologo nel quale si esprime la venerazione per la Vergine Maria, alla quale è intitolato, oltre al particolare legame con i Francescani. L’azione caritativa sembra avere inizialmente un ruolo non preponderante: gli statuti del 1347 stabilirono sì che durante l’ultima domenica del mese il Consorzio dovesse preoccuparsi di distribuire pane in particolare ai poveri «vergognosi», a coloro cioè che non osavano mendicare pubblicamente, e ai malati, ma fine principale dell’istituzione pare fosse la mutua assistenza tra gli aderenti alla confraternita caratterizzata quindi da quella che Giorgio Politi, curatore dell’inventario della sezione antica dell’archivio dell’Istituto Elemosiniere, definisce una «tensione corporativa». Col tempo, però, l’attività caritativo-assistenziale venne accentuata, favorita tra l’altro dagli ampi privilegi fiscali riconosciuti nel Quattrocento da Visconti e Sforza e da famiglie che tra il Trecento e il Settecento disposero che il Consorzio divenisse in tutto o in parte erede delle loro sostanze, spesso specificando il fine caritativo cui si intendeva fossero destinate.

Si apre con la redazione degli statuti nel 1347 e prosegue con la matricola del Consorzio, ove furono registrati i nomi degli aderenti, suddivisi per porte e vicinie; il Consorzio infatti raccoglieva iscritti residenti in tutta la città. Nel 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳 furono trascritti anche i più antichi privilegi con i quali il duca di Milano, all’epoca signore di Cremona, concedeva al Consorzio esenzioni dal pagamento di dazi.

A c. 2v miniatura della metà del secolo XV, già attribuita a Bonifacio Bembo (metà sec. XV), poi ritenuta opera di pittore cremonese del primo Cinquecento, raffigurante un angelo che regge uno stendardo sul cui fondo blu spicca in oro il simbolo del Consorzio, costituito dalla ‘mezzaluna circondata di stelle’, sotto la scritta in caratteri gotici, di mano simile a quella che ricorre anche in altre pagine del registro.

ASCr, Istituto elemosiniere, Corpi soppressi, reg. 188.

Fonte Archivio di Stato Cremona

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