Martedì, 16 luglio 2024 - ore 21.09

ASST Crema Parkinson. L’arteterapia aiuta a (ri) conoscere se stessi

Chiuso il progetto di arte terapia proposto da Asst Crema e Associazione Tartaruga condotto da Viviana Visconti.

| Scritto da Redazione
ASST Crema Parkinson. L’arteterapia aiuta a (ri) conoscere se stessi

ASST Crema Parkinson. L’arteterapia aiuta a (ri) conoscere se stessi

Chiuso il progetto di arte terapia proposto da Asst Crema e Associazione Tartaruga condotto da Viviana Visconti.

“Un’occasione per (ri) scoprire talenti e abilità” Una tovaglia piena di colori, di sogni, di emozioni provate durante il percorso. Per scoprire o riscoprire abilità e talenti, nonostante la malattia. O meglio, anche con la malattia. È questo l’esito del percorso di arteterapia proposto dall’ambulatorio di Asst Crema dedicato alla malattia di Parkinson e ai disturbi del movimento, coordinato da Rosina Paletta, in collaborazione con l’associazione Tartaruga.

L’esperienza condotta dall’arteterapista Viviana Visconti è giunta alla sua seconda edizione. “Quest’anno – spiega Visconti -abbiamo accolto due gruppi. Il primo, composto da persone che già avevano sperimentato le attività dello scorso anno ed il secondo di persone nuove, che si avvicinavano per la prima volta all’arteterapia.

Nel primo caso abbiamo affrontato la tematica del corpo, sperimentando materiali eterogenei, quali le stoffe ed il cucito, per coltivare abilità manuali e dare spazio all’immaginazione e alla creatività di ciascuno”. Dalle mani, simbolo di fatica, ai piedi, simbolo del movimento, gli incontri hanno stimolato riflessioni. Fino all’uso di materiali morbidi e accoglienti, come un abbraccio. Come la stoffa. Infine, sulla tela è stata data l’opportunità di dare forma all’identità con l’autoritratto.

“Nel secondo caso, abbiamo lavorato sulla relazione, sulla forza della condivisione, sulla possibilità di affrontare un percorso tortuoso insieme, riscoprendo alcuni materiali ancestrali, quali l’argilla e la creta”. Hanno trionfato i colori e le forme, capaci di riempire una tela bianca e creare un’opera collettiva a partire dall’esperienza di ciascuno. “Quella di portare in ospedale le opere d’arte è stata una grande intuizione. L’arte consente a ciascuno di fruire di bellezza, anche per pochi attimi”.

La voce di Viviana Visconti è colma di soddisfazione. “Seguire due gruppi diversi è stato impegnativo, ma mi ha consentito di portare con me tante impressioni diverse. E conservare ricchezza”. Per il medico neurologo Rosina Paletta e la neuropsicologa Vanessa Raimondi, “questa esperienza è stata resa possibile grazie ad un importante e prezioso lavoro d’equipe. Grazie all’associazione Tartaruga, alla nostra tirocinante Alessandra Amiduri, ai tanti partner che hanno reso possibile questa esperienza che ci ha permesso di offrire alle persone in carico un’esperienza diversa, dando concretamente forma all’approccio globale di presa in carico della persona.

Lo abbiamo fatto mettendo a frutto le potenzialità dell’arteterapia, provate anche dal punto di vista scientifico”. I partecipanti sono stati sottoposti ad un colloquio neuropsicologico prima di iniziare il percorso e al termine dello stesso: “dal punto di vista neuropsicolgico – commenta Raimondi – registriamo un miglioramento”. Come spiega il medico Rosina Paletta: “La creazione artistica si basa su sofisticati meccanismi neurologici tra cui il riconoscimento della forma, percezione del movimento, integrazione senso-motoria, astrazione e coordinazione occhio-mano. Nella malattia di Parkinson, anche in fase iniziale, si verificano anomalie di tali funzioni, denominate funzioni visuo-spaziali.

L'impatto di tali deficit sull'indipendenza funzionale e il benessere psicologico sono stati storicamente sottostimati ed efficaci trattamenti per questa compromissione sono sconosciuti. Questi sintomi possono essere riscontrati in qualsiasi fase della malattia ed influenzano molte attività della vita quotidiana negativamente, come l'umore, l'autoefficacia, l'indipendenza e la qualità complessiva della vita. Inoltre, la disfunzione visuospaziale è stata recentemente collegata alla compromissione dell'andatura e alle cadute, sintomi noti per essere fattori prognostici sfavorevoli. L'arteterapia può consentire ai soggetti con tali disabilità un potenziamento delle funzioni visuospaziali e, dunque, una migliore qualità della vita”.

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