Sabato, 11 luglio 2020 - ore 04.29

ASST RESPONSABILITÀ NELLE SEGNALAZIONI DI MINORI E DONNE VITTIME DI VIOLENZA.

IL PROCURATORE CAPO DEI MINORI GIULIANA TONDINAIN AULA CON GLI OPERATORI DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI

| Scritto da Redazione
ASST RESPONSABILITÀ NELLE SEGNALAZIONI DI MINORI E DONNE VITTIME DI VIOLENZA. ASST RESPONSABILITÀ NELLE SEGNALAZIONI DI MINORI E DONNE VITTIME DI VIOLENZA. ASST RESPONSABILITÀ NELLE SEGNALAZIONI DI MINORI E DONNE VITTIME DI VIOLENZA.

ASST RESPONSABILITÀ NELLE SEGNALAZIONI DI MINORI E DONNE VITTIME DI VIOLENZA.

IL PROCURATORE CAPO DEI MINORI GIULIANA TONDINAIN AULA CON GLI OPERATORI DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI

Donne e minori, vittime di violenza. Un tema, purtroppo, sempre più attuale e dai risvolti drammatici.

Secondo il rapporto dell'OMS, infatti, la violenza contro le donne rappresenta “un problema di salute di proporzioni globali enormi” che colpisce oltre il 35% delle donne in tutto il mondo e, cosa ben più grave, è che ad infliggere la violenza sia nel 30% dei casi un partner intimo. Non va meglio per i più piccoli. Nel 2018, in Italia i minori vittime di reati: sono stati 5.990, il 3% in più rispetto al 2017 (Dossier "Indifesa" di Terre des Hommes). Le vittime sono state in prevalenza bambine e ragazze (59,4%) e un terzo ha subito maltrattamenti in famiglia.

Di questo si è parlato lo scorso 6 febbraio durante un corso di formazione dedicato agli operatori dei servizi territoriali. In aula sono intervenuti Paola Mosa (Direttore Socio –Sanitario ASST Cremona), Giuliana Tondina, (Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Brescia) e Massimiliano Gioncada (avvocato esperto di servizi sociali e sanitari) Carmen Rauso (Responsabile Servizio Sociale ASST di Cremona) L'incontro è stato moderato dal Margherita Fornaciari (Responsabile Medicina Legale ASST di Cremona).

Il focus del corso ha riguardato gli aspetti tecnico giuridici e deontologici  che possono coinvolgere da vicino gli operatori dei servizi a  cui capita di intercettare le vittime di violenza. Per questo in aula erano presenti assistenti sociali, psicologi, medici, ostetriche, forze dell'ordine, operatori del terzo settore, dei comuni e del territorio.

Il confronto è stato decisamente costruttivo, soprattutto per rispondere ad alcune delle domande cruciali a cui un operatore è chiamato, spesso in emergenza, a rispondere con professionalità per assistere e tutelare delle vittime. Domande, quali ad esempio: come e quando deve essere fatta una segnalazione alle autorità competenti? Quali elementi deve contenere per consentire a chi di dovere di prendere i provvedimenti più opportuni?

Il sistema sanitario nazionale mette a disposizione delle donne e dei minori, italiani e stranieri, una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali, anche attraverso strutture facenti capo al settore materno-infantile, come ad esempio i consultori. Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima, inoltre, è il Pronto Soccorso. E’ qui che le vittime di violenza si rivolgono per un primo intervento sanitario. A tale proposito è importante ricordare che sono attivi percorsi e modelli integrati di intervento e assistenza con l’obiettivo di tutelare la vittima da un punto di vista fisico e psicologico nel fondamentale rispetto della riservatezza. E’ importante ricordare che in Italia esiste una rete di centri anzi violenza a cui fare riferimento; il numero nazionale antiviolenza donna è il 1522.

UOS Comunicazione | ASST di Cremona

www.asst-cremona.it

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