Venerdì, 19 agosto 2022 - ore 04.17

Bambinisenzasbarre, una petizione su Change per i figli di genitori detenuti

Sara di Bambinisenzasbarre chiede che l’Unione Europea riconosca la Carta italiana dei figli di genitori detenuti anche per gli 800.000 minorenni europei

| Scritto da Redazione
Bambinisenzasbarre, una petizione su Change per i figli di genitori detenuti

Sara di Bambinisenzasbarre è una ragazza di 17 anni con tanti sogni e tante paure, ma per una parte della sua adolescenza la sua vita è stata turbata dall’arresto e la condanna di suo padre. Un evento che l’ha fatta precipitare in una spirale che l’ha allontanata dai suoi amici, dalla scuola, dalla sua normalità fino a condurla al ricovero e alla solitudine. Grazie all’articolo 3 del Protocollo d’Intesa - Carta dei figli dei genitori detenuti e previa autorizzazione del Giudice di Sorveglianza, Sara ha potuto rivedere il padre a casa in occasione del suo compleanno, anche se per alcune ore, ritrovando il proprio equilibrio e la condizione di ragazza diciassettenne.

Sara sa che la sua condizione di figlia di genitore detenuto è comune a tanti altri ragazzi e bambini in tutta Europa. Questa consapevolezza l’ha portata a decidere di lanciare una petizione sulla piattaforma di Change.org, dove chiedere alle Istituzioni europee, primo fra tutti al Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, di promuovere tra gli Stati membri l’adozione della Carta dei figli dei genitori detenuti firmata il 21 marzo 2014 in Italia dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Vincenzo Spadafora, e Lia Sacerdote, Presidente di Bambinisenzasbarre Onlus. Tale documento tutela e garantisce il diritto alla continuità del legame affettivo con il proprio genitore in regime di detenzione e a quest’ultimo il proprio diritto alla genitorialità.

«La mia storia non è diversa da quella di tanti altri ragazzi che entrano in carcere per abbracciare il proprio genitore detenuto», ha dichiarato Sara. «Solo in Italia, la Carta dei figli dei genitori detenuti da più di un anno ci consente di affrontare le tante difficoltà e rigidità della nostra condizione e, seppur lentamente, ha trasformato lo sguardo del carcere verso di noi, ma nel resto dell’Europa non è sempre così. Per questo mi appello alle Istituzioni europee affinché la Carta sia estesa a tutti i figli di genitori detenuti europei».

La petizione, lanciata sulla piattaforma Change.org, si inserisce nel quadro delle attività promosse da Bambinisenzasbarre insieme alla rete europea Children of Prisoners Europe - COPE, in occasione della Campagna europea d’informazione Non un mio crimine ma una mia condanna che richiama, per il sesto anno, l’attenzione di tutti sulla situazione vissuta dai figli di genitori detenuti. In particolare, per questa edizione, l’Italia è capofila nella richiesta alla Commissione e al Parlamento Europeo di adottare la Carta affinché si garantiscano uguali diritti agli 800.000 minorenni europei figli di genitori detenuti.

«La partecipazione attiva delle carceri italiane è ogni anno più numerosa», ha sottolineato Lia Sacerdote. «È l’occasione per constatare che si è avviato un processo di cambiamento ampio che oltrepassa i confini nazionali, che valorizza gli aspetti relazionali e di inclusione, permettendo agli incontri in carcere di essere vissuti in una cornice di attenzione per quello che è uno dei momenti decisivi al mantenimento e alla continuità della relazione figli-genitori detenuti. Mentre per Bambinisenzasbarre è un momento importante per consolidare i rapporti con gli Istituti penitenziari, che si concretizzano nello scambio di informazioni indispensabile al monitoraggio dell’attuazione della Carta così come previsto dalla Carta stessa».

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