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Biblioteca di Crema 12 marzo, presentazione di "Ho solo seguito il vento"

Alle ore 21.00

| Scritto da Redazione
Biblioteca di Crema 12 marzo, presentazione di

Padre Vincenzo Barbieri (1931-2010),  gesuita e missionario ribelle fino all’ultimo giorno della sua vita, soprannominato il «megafono della carità». Dopo una forte esperienza a Lione nei primi anni ‘60 e ispirandosi al Service Laïcat Missionaire francese, fonda a Milano nel 1965 COOPI, una delle prime associazioni italiane di laici per l'Africa e l'America Latina che ad oggi ha realizzato più di 1.400 progetti in 59 Paesi, raggiungendo 80 milioni di beneficiari.  Nella storica sede dell’organizzazione, una cascina via De Lemene, negli anni passano cooperanti, dirigenti, personale medico e gente comune, sempre sottoposti ad un duro training voluto dal suo fondatore.

Il cammino di COOPI tuttavia non fu privo di ostacoli: nel 1968, nonostante l'appoggio di Papa Montini, punto di riferimento dei pionieri della cooperazione del volontariato laico, padre Barbieri si trova obbligato a scegliere tra la presidenza dell’associazione e l’appartenenza alla Compagnia dei Gesuiti, senza comunque lasciare il ministero sacerdotale. La sua passione, la sue ferme convinzioni e la solidarietà espressa a favore della comunità dell'Isolotto di Firenze gli costano addirittura un arresto per l'occupazione del duomo di Firenze, accuse da cui fu successivamente pienamente prosciolto, ma che lo resero un personaggio scomodo, e soprattutto incompreso, nell'Italia dei primi anni settanta. Pochi lo sanno, ma è stato uno dei «padri» della cooperazione italiana. Uomo instancabile e «burbero benefico», non si accontentò di gestire la sua Ong, ma ha continuato a spendersi in prima persona nel contatto con i bisognosi, nelle attività di sensibilizzazione e di raccolta fondi, nella lotta per la giustizia.

Ora è uscita in libreria una biografia intitolata «Ho solo seguito il vento. Vita di Vincenzo Barbieri, padre del volontariato internazionale».  Scritto da due dei protagonisti e amici di padre Barbieri, il giornalista di Famiglia Cristiana Luciano Scalettari, per anni inviato in Africa, e il medico Claudio Ceravolo, oggi presidente della ong, il volume prende spunto da una delle frasi più celebri di padre Barbieri: «Ho incontrato questa realtà di laici che partivano, e anch'io sono andato dove soffiava il vento».  L’«età adulta» di COOPI inizia nei primi anni ‘80, con la gestione dei campi profughi di circa 70.0000 persone affidatagli dalle Nazioni Unite nella regione dell'Ogadèn, in Etiopia, devastata dalla guerra civile. Esperienza alla quale fece seguito, nel 1994, l’enorme sfida del Ruanda, quando COOPI fu chiamata a misurarsi, anche qui con successo, con l’emergenza di una delle più gravi crisi umanitarie della storia. Sono anche gli anni in cui padre Barbieri si fa da parte, lasciando che l'associazione si professionalizzi, senza però mai abbandonarne le redini. La sua missione lo portava, anche durante i primi stadi della malattia che l’avrebbe portato alla morte, a sostare con un megafono fuori dai teatri della “Milano bene”, chiedendo «un euro per sfamare un bambino». Era il «mendicante della carità» che «se si esponeva era solo per combattere l’ingiustizia della povertà».  Come sottolinea Andrea Riccardi nella sua prefazione al volume: «La sua eredità e il suo messaggio rimangono importanti per i settemila cooperanti italiani, giovani e soprattutto donne, che costruiscono relazioni tra i popoli e rappresentano l'aspetto migliore del nostro paese».

Fonte: Biblioteca di Crema

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