Martedì, 02 giugno 2026 - ore 18.34

BILANCIO COMUNALE. PORTESANI. CREMONA MERITA’ MOLTO DI PIU’

TANTI RACCONTI, POCHE SCELTE, SCARTO PALESE TRA NARRAZIONE SINDACO E VITA REALE DEI CITTADINI

| Scritto da Redazione
 BILANCIO COMUNALE. PORTESANI. CREMONA MERITA’ MOLTO DI PIU’

 BILANCIO COMUNALE. PORTESANI. CREMONA MERITA’ MOLTO DI PIU’; TANTI RACCONTI, POCHE SCELTE, SCARTO PALESE TRA NARRAZIONE SINDACO E VITA REALE DEI CITTADINI

Manca il futuro per la città. Manca una visione di che città si voglia costruire. La nostra visione di città è diversa. Cremona ha bisogno di scelte, non solo di racconti. Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona, ha sintetizzato così la posizione della lista civica nel corso del dibattito sull’approvazione del bilancio comunale.

“Il bilancio presentato dall’amministrazione racconta molto, ma sceglie poco. Tiene in ordine i conti, ma non indica una direzione chiara per il futuro della città”, ha detto Portesani nel salone dei Quadri di palazzo Comunale. “Tra la narrazione della Giunta e la vita reale dei cittadini c’è uno scarto evidente. Si parla di cultura, giovani, sicurezza, ma quando si va a vedere nel bilancio mancano le decisioni che fanno davvero la differenza”.

Tema importante la candidatura a Capitale italiana della Cultura di Cremona.

“Centoventimila euro di consulenze, ha incalzato il capogruppo di Novita’ a Cremona, non fanno una politica culturale. Senza bandi pubblici, senza un vero sostegno agli enti culturali del territorio, il rischio è un’operazione ben scritta ma poco vissuta”. Severo anche il giudizio sulle politiche per i giovani. “Non bastano i contenitori e i rendering. Senza opportunità reali per i giovani, senza misure fiscali, tariffarie e abitative per studenti e giovani lavoratori, Cremona rischia di diventare una città sempre più vecchia e sempre più povera, socialmente ed economicamente”.

Altro capitolo delicatissimo: il welfare. “La spesa sociale cresce, ma le emergenze aumentano. È il segno che l’assistenzialismo non basta più. Serve un cambio di paradigma: un welfare che renda le persone più autonome e il sistema più sostenibile”, ha appuntato.

Poi è tornato sul dibattuto tema della sicurezza. “Quella che qualcuno ha chiamato ‘percezione di insicurezza’ è una realtà quotidiana per molti cittadini. Basta scaricare le responsabilità: il Comune deve presidiare di più il territorio, soprattutto nelle zone e negli orari critici”. Stigmatizzata anche la recente decisione sulle partecipate.

“È ormai ufficiale la dismissione di Reindustria da parte del Comune di Cremona, come confermato anche oggi da Sindaco È una scelta politica legittima, di cui non contesto i fondamenti normativi, ma discutibile nel merito. Reindustria non era solo una partecipazione formale, ma un contenitore di competenze progettuali e strategiche che potevano essere valorizzate. Non condivido il giudizio poco lusinghiero espresso oggi dal Sindaco”.

“La storia di REI dimostra che la stessa esprimeva competenze che potevano essere fondamentali per affrontare partite complesse come ZIS, ZLS, sviluppo territoriale, progettazione integrata e accesso a strumenti sovracomunali. Un esempio concreto lo abbiamo proprio in questi giorni: la Provincia di Cremona ha affidato a una cooperativa di Ghedi il servizio di supporto all’istruttoria ambientale. Si sarebbe potuto fare diversamente. Coinvolgere la Provincia come socio di Reindustria e affidare a quella società un servizio di questo tipo avrebbe significato rafforzare una piattaforma pubblica di competenze, ampliare il portafoglio attività e avvicinarsi all’obiettivo del milione di euro di servizi ai soci pubblici. Oggi la domanda politica resta aperta: quale alternativa ha individuato il Comune di Cremona per garantire quelle competenze progettuali e strategiche?”. “Il Comune di Crema, assumendo una decisione analoga, ha indicato chiaramente Consorzio.IT come soggetto di riferimento, coerentemente con la valorizzazione dell’area omogenea cremasca. E Cremona? Qual è la strategia? C’è? O si naviga a vista? Il Sindaco oggi ha risposto fin troppo chiaramente a questa nostra domanda. Si naviga a vista”. “Un documento finanziario contabile che amministra l’oggi, ha concluso Portesani, ma non costruisce il domani”.

L'Ufficio stampa

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