Mercoledì, 25 maggio 2022 - ore 16.00

Bordo (Sinistra Italiana): ‘Serve vera unità tra Crema, Cremona e Casalmaggiore’

«In uno scenario di futuro e sviluppo Crema non deve più essere considerata la cenerentola del territorio»

| Scritto da Redazione
Bordo (Sinistra Italiana): ‘Serve vera unità tra Crema, Cremona e Casalmaggiore’

«La scelta, così come è stata condotta, prevista anche nella riforma costituzionale, di fine delle province così come le abbiamo conosciute sta già provocando gravi sbandamenti tra Comuni, Sindaci e Regioni nella divisione dei ruoli e delle competenze: al momento, in Italia, non è chiaro chi farà cosa»: così Franco Bordo, Deputato di Sinistra Italiana. «Anche per questo invito a votare no al referendum autunnale, per esprimere con forza la propria contrarietà a questo tipo di riorganizzazione, che ha creato più problemi che benefici».

«Pochi giorni fa, il Sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, ha affermato che occorre unirsi e non dividersi, a livello di istituzioni ma anche a livello di protagonismo dei territori, sistema delle imprese, Associazioni di categoria, mondo della cultura. Io sono molto d’accordo con Galimberti e con questo appello, che poteva anche essere lanciato già da tempo. Credo infatti che le tentazioni di divisione siano anche scaturite e alimentate da atteggiamenti che hanno portato a penalizzare una parte del territorio dell’attuale provincia di Cremona: mi riferisco al cremasco. Solo per fare un esempio, ricordo che, durante la vicenda della soppressione nel tribunale di Crema, da parte cremonese non ci fu alcuna sponda politica al fianco delle ragioni dei Sindaci e, soprattutto, dei cittadini cremaschi. L’accorpamento, tra l’altro, sta mostrando tutti i suoi limiti e non la riorganizzazione e innovazione sbandierata», prosegue Bordo.

«Credo dunque che, certo, serva essere uniti, ma che per farlo sia anche necessario alzare la voce in modo sempre univoco e unitario nei confronti di istanze superiori, come Regione e Governo. Due altri esempi, in ambito economico: la questione – caldissima – della Camera di Commercio e dell’importanza, da me già ribadita anche in altre occasioni, del mantenimento di una sede legale a Cremona; e poi, se è vero – come è vero – che l’agroalimentare è uno dei punti di forza di questo territorio, allora è sbagliato accettare il pesante ridimensionamento del Centro di Ricerca di Porcellasco», continua il parlamentare di Sinistra Italiana.

«Ma l’unità deve passare anche per un’analisi del territorio che si concentri su come valorizzare i vari settori produttivi, i distretti: anche in questo caso, sono d’accordo sul fatto che lo “spezzatino” non serva a nessuno. Sono contrario all’idea che il cremasco guardi verso Milano: saremmo solo uno dei tanti, lontani territori di periferia di una grande metropoli. A maggior ragione dopo le parole di Galimberti, il cremasco abbisogna di un segnale concreto, se la strada che si vuole percorrere è quella dell’unità e della valorizzazione di tutti», aggiunge il Deputato.

«In questo caso, porto una nota critica: di certo, fino a oggi, la gestione dell’Area Vasta e della sua leadership non ha aiutato, in questo senso, e credo si debba arrivare a un cambio di passo per saldare una concreta – non solo formale – unità politica e istituzionale tra Crema, Cremona e Casalmaggiore, per uno scenario di futuro e sviluppo in cui Crema non sia più considerata la cenerentola del territorio. Con un patto di questo tipo faremo un passo avanti, anziché avventurarci in controproducenti disgregazioni», conclude Franco Bordo.

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