Giovedì, 20 giugno 2019 - ore 05.25

Cgil Attacco Usa Siria, il giorno più difficile per la pace

Durante (Cgil): continuiamo a dire basta alla guerra. Landini: svolta pericolosa nel conflitto. Breanne Bluter (Women's March) ospite della Cdl di Firenze: notizia choc, preoccupante ciò che sta avvenendo. Sindacati a Piacenza in piazza con le associazioni

| Scritto da Redazione
Cgil Attacco Usa Siria, il giorno più difficile per la pace

“Nel giorno più difficile per la pace e la stabilità internazionale, continuiamo a dire basta alla guerra. Pace in Siria”. È il primo commento di Fausto Durante, responsabile delle Politiche europee e internazionali della Cgil, alla notizia delle bombe lanciate dagli Stati Uniti su una base militare siriana in risposta all'attacco chimico di martedì scorso. “È una pericolosa esclation nel già orribile conflitto che sta martoriando la Siria”, commenta Maurizio Landini. “Il bombardamento ordinato da Trump – afferma il segretario generale della Fiom – è tanto più pericoloso sia perché deciso in chiave puramente militare e senza consultare il Congresso americano, sia perché conferma la corsa agli armamenti annunciata dall'attuale amministrazione degli Stati uniti. È la popolazione civile a pagare il costo più alto di quella guerra, come di tutte le guerre combattute in questi anni, con morti, feriti, milioni di profughi, la vita sconvolta per sempre. Di fronte a questi orrori è necessaria una condanna senza condizioni e la mobilitazione della comunità internazionale, affinché la diplomazia ritorni a svolgere un ruolo di pace. Non sarà la guerra a risolvere un conflitto che dura da molti anni come quello siriano: bisogna riporre le armi e ridare la parola al dialogo, alla mediazione e alla politica per garantire pace e dignità a quel popolo, restituendogli le chiavi del proprio destino”.

“Facciamoci sentire, alziamo il nostro grido di pace per la Siria da Piazza Cavalli”. Aumentano le adesioni alla manifestazione-presidio previsto per oggi alle ore 18 in piazza Cavalli a Piacenza promosso da Cgil Cisl e Uil  per chiamare a raccolta cittadini e istituzioni. L’appello è rivolto in primis alla popolazione, ma in queste ore aumentano le associazioni che stanno dando la loro adesione al presidio dei lavoratori.

“Quello che sta succedendo in Siria – afferma Breanne Butler, una delle volontarie che ha organizzato la Women’s March, ospite della Cgil a Firenze – è molto preoccupante. Solo ieri – ricorda – ero in collegamento telefonico coi i coordinamenti della Women’s March perché stavamo pensando, dopo le immagini dei bambini morti sotto le bombe a Idlib, di organizzare momenti di commemorazione come veglie o cortei. Stamani mi sono svegliata sotto choc quando ho letto di questo attacco missilistico. Mi preoccupa la condizione di ipocrisia del presidente Trump, con le parole che ha detto ieri: lui che non ha mai fatto alcun minimo accenno all’idea di poter accogliere persone che stanno scappando dalle guerre. Mi chiedo quali siano le vere motivazioni di questo attacco: mi pare più l’esigenza di dare una dimostrazione di forza che qualcosa basato su ragioni umanitarie”.

Nel frattempo prosegue il progetto della Flai “Corridoi umanitari: adottiamo il futuro”. Questo il motto dell’iniziativa che verrà presentata l'11 aprile e che consiste nell’adozione da parte del sindacato di una famiglia siriana arrivata in Italia dai campi profughi del Libano grazie ai corridoi umanitari. Secondo l’accordo che verrà firmato tra le parti – la Federazione nazionale lavoratori agroindustria che accoglierà la famiglia di profughi, e la Federazione della chiese evangeliche in Italia (Fcei), tra le promotrici dei corridoi umanitari – dal 1° maggio partirà il “sostegno tutorio” della Flai che si protrarrà per un anno. La famiglia siriana che sarà presa in carico arriverà dal Libano con il prossimo corridoio umanitario in agenda a fine aprile.

Fonte rassegna sindacale 

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