Domenica, 17 novembre 2019 - ore 22.18

Cgil Ex Ilva ArcelorMittal, è il giorno dello sciopero

Stop di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo. Le richieste avanzate dalla Cgil al vertice tra governo, sindacati ed enti locali per salvare lo stabilimento siderurgico di Taranto. Conte: tavolo permanente, appello all’unità

| Scritto da Redazione
Cgil Ex Ilva  ArcelorMittal, è il giorno dello sciopero

Cgil Ex Ilva  ArcelorMittal, è il giorno dello sciopero

Stop di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo. Le richieste avanzate dalla Cgil al vertice tra governo, sindacati ed enti locali per salvare lo stabilimento siderurgico di Taranto. Conte: tavolo permanente, appello all’unità

Tutti i lavoratori del gruppo ArcelorMittal si fermano per 24 ore a partire dalle 7 di questa mattina (venerdì 8 novembre). Lo sciopero è stato dichiarato da Fim, Fiom e Uilm e arriva poche ore dopo l'incontro tra Conte e sindacati – terminato in nottata –  che si è svolto al termine di una giornata convulsa in cui il premier era anche salito al Quirinale per riferire a Mattarella. Nella stessa serata di ieri, a Porta a Porta, nel ribadire le sue critiche al gruppo franco-indiano, il primo ministro ha detto che tutte le ipotesi sono in campo, anche la nazionalizzazione. Certo è che, senza passi avanti con l'azienda, tra 28 giorni gli stabilimenti ex Ilva torneranno nelle disponibilità dei commissari.

L'azienda “ha posto condizioni provocatorie e inaccettabili, e le più gravi riguardano la modifica del piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate, la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno al lavoro dei 2 mila attualmente in amministrazione straordinaria”. Così Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil nel dichiarare lo sciopero.

Fiom, Fim e Uilm, anzitutto, chiedono all'azienda “l’immediato ritiro della procedura”. E sollecitano il governo sia “ad assumere atti forti e inequivocabili in difesa del futuro del polo siderurgico più importante d’Europa” sia a non concedere ad ArcelorMittal “alcun alibi per disimpegnarsi, ripristinando tutte le condizioni in cui si è firmato l’accordo del 6 settembre 2018, che garantirebbe la possibilità di portare a termine il piano ambientale nelle scadenze previste”. Per i sindacati le condizioni “devono includere lo scudo penale, limitato all'applicazione del piano ambientale, e il ritiro di qualsiasi ipotesi di esuberi”.

Il vertice Conte-sindacati

Al tavolo erano presenti i ministri Patuanelli, Di Maio, Costa, Boccia, Catalfo, Bellanova, Speranza, Provenzano e il sottosegretario Turco. Per i sindacati c’erano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e di Fim Fiom e Uilm. Presente anche il governatore della Puglia Emiliano e il sindaco di Taranto Melucci. Al tavolo anche il direttore generale di Confindustria.

"Dobbiamo restare uniti in questo passaggio che si annuncia complesso". Questo, secondo fonti citate dalle agenzie di stampa, l’invito che Conte avrebbe rivolto. Il premier avrebbe riferito di aver proposto a Mittal di "aprire subito un tavolo per fare di Taranto un hub internazionale per la transizione energetica", proposta che non è stata accolta. Conte avrebbe poi detto che il governo sarebbe stato pronto a mettere anche delle risorse per la bonifica del territorio ma anche questa prospettiva non è stata raccolta da ArcelorMittal. "Ritengo - avrebbe osservato Conte - che questa dismissione sia cominciata da un po' di tempo". Conte ha quindi proposto un tavolo permanente sullo stabilimento siderurgico, per preservare un polo “strategico per il Paese”.

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