Mercoledì, 26 febbraio 2020 - ore 08.27

Cgil Lavoro, welfare Unificati i fondi di previdenza della cooperazione

Accordo storico tra cooperative e sindacati. Dalla fusione di Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop nasce Previdenza Cooperativa. Quinto per iscritti (112.000) e ottavo per patrimonio (1,9 miliardi di euro)

| Scritto da Redazione
Cgil Lavoro, welfare Unificati i fondi di previdenza della cooperazione

Lavoro, welfare Unificati i fondi di previdenza della cooperazione

Accordo storico tra cooperative e sindacati. Dalla fusione di Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop nasce Previdenza Cooperativa. Quinto per iscritti (112.000) e ottavo per patrimonio (1,9 miliardi di euro)

Nasce Previdenza Cooperativa, il fondo unico di previdenza complementare per i lavoratori delle cooperative italiane. È stato approvato il 16 febbraio, a Bologna, il progetto di fusione tra Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop, che darà vita ad uno dei fondi pensione negoziali più grandi e patrimonializzati del Paese. Il quinto per iscritti (112.000) e l’ottavo per patrimonio (1,9 miliardi di euro di attivo), ancora più solido, efficiente e vantaggioso per i suoi aderenti.

Previdenza Cooperativa sarà aperto a tutti i settori ed imprese cooperative e farà riferimento a tutti i contratti nazionali di lavoro sottoscritti da Confcooperative, Legacoop e Agci con Cgil, Cisl e Uil. La fusione è stata annunciata, al termine delle tre assemblee dei delegati che, a FICO Eataly World, hanno approvato il progetto, lo statuto e il regolamento elettorale del nuovo fondo.

La fusione crea valore in termini di efficienza, per assicurare ai lavoratori aderenti prestazioni ancora più sicure e vantaggiose e ampliare ulteriormente il bacino degli iscritti. L’obiettivo è quello di rilanciare il ruolo della previdenza complementare come secondo pilastro pensionistico. Infatti, le economie di scala che i tre fondi otterranno dalla fusione in Previdenza Cooperativa comporteranno, si stima, una diminuzione tra il 5% e il 10% delle principali voci di spesa di gestione, grazie alla razionalizzazione dei servizi e alla rinegoziazione con i fornitori e i gestori finanziari. Renderà inoltre possibile allocare meglio le risorse, consolidare gli assetti organizzativi e strategici e rispondere all’ampia domanda potenziale di previdenza integrativa ancora non soddisfatta nel mondo cooperativo.

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