Giovedì, 21 marzo 2019 - ore 08.31

Conferenza sul clima Katowice - Polonia di Alvaro Dellera (Crema)

E’ terminata la cop24 (conferenza delle parti sul clima di Katowice - Polonia) che avrebbe dovuto rendere operative le regole dell’accordo di Parigi, la cop21 del 2015.

| Scritto da Redazione
Conferenza sul clima Katowice - Polonia  di Alvaro Dellera (Crema)

Conferenza sul clima Katowice - Polonia  di Alvaro Dellera (Crema)

E’ terminata la cop24  (conferenza delle parti sul clima di Katowice - Polonia) che avrebbe dovuto rendere operative  le regole dell’accordo di Parigi, la cop21 del 2015.

Ci sono volute  24 ore  supplementari per firmare un accordo che ancora una volta non centrerà obiettivo di mantenere il riscaldamento globale del clima al disotto dei 2 gradi centigradi entro la fine del secolo. Il nodo delle promesse di riduzione delle emissioni di CO2 non è ancora stato risolto. In particolare quattro nazioni si sono opposte alle diverse risoluzioni del documento finale : Russia, Stati Uniti,Arabia Saudita e Kuwait. Ma anche la Turchia, ed Brasile con il nuovo capo di stato Jair Bolsonaro, che ha bloccato il mercato delle emissioni di CO2. Un sistema compensativo, deterrente economico per chi inquina costringendo  a pagare per ogni tonnellata di emissioni. Dall’eloquente  titolo;  chi inquina paga. Non trovando l’accordo  di contabilizzazione della CO2 dispersa nell’atmosfera.

Nuovamente queste nazioni hanno anteposto i loro interessi economici e industriali, mentre gli stati più vulnerabili si stanno giocano la sopravvivenza.

Resta così irrisolto il principale tema della lotta ai cambiamenti climatici: le promesse di riduzione delle emissioni di CO2 che furono avanzate dai singoli governi prima della Cop 21.(2015)

Tema che, si legge dal documento, sarà riproposto alla cop 25 che si terrà fra un anno in Cile. Mentre  in Italia nel 2020 si terrà la cop 26.

Di anno in anno di cop in cop i cambiamenti climatici stanno già producendo  ingenti danni al pianeta alle cose e alle persone. Forse è anche il caso di chiedersi se ne vale ancora  la pena difendere i propri interessi economici ad oltranza, ammalorare l’atmosfera e minare la salute pubblica  quando i danni, annualmente,  dimezzano la ricchezza prodotta di ciascun stato.

 Alvaro Dellera (Crema) 

 

 

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