Martedì, 28 luglio 2026 - ore 12.04

CONTRIBUTO DI LABORATORIO? NO GRAZIE!

| Scritto da Redazione
CONTRIBUTO DI LABORATORIO? NO GRAZIE!

Da anni la scuola viene massacrata da tagli, a partire dall’Autonomia scolastica il processo di smantellamento dell’istruzione è andato avanti inarrestabile.
 Dopo gli 8 miliardi di tagli del duetto Gelmini-Tremonti, le nostre scuole han dovuto fare i conti con il Governo dei “professori”.
Una delle conseguenze dei tagli la stanno vedendo gli studenti e le loro famiglie: i contributi di laboratorio.
Ogni anno, infatti, al momento dell’iscrizione all’anno scolastico successivo le famiglie sono chiamate a versare a ministero e scuola tasse e contributi. I ragazzi di quarta e quinta sono obbligati a versare la tassa d’iscrizione pari a 6,04 €, la tassa di frequenza pari a 15,13 €, la tassa di diploma (da pagare alla consegna del diploma) pari a 15,13 € e infine la tassa di esame (da pagare al momento della domanda per gli esami) pari a 12,09 €.
Ciò non basta, dopo i grossi tagli sull’istruzione le scuole chiedono i cosiddetti contributi di laboratorio. Ma cosa sono questi contributi di laboratorio? Essi sono contributi “volontari” che chiedono le scuole alle famiglie ogni anno per il miglioramento dell’offerta formativa scolastica in quanto i finanziamenti statali non sono più sufficienti a pagare tutti i progetti delle singole scuole, in realtà non sono più sufficienti nemmeno al pagamento delle spese di funzionamento ordinario delle scuole.
Ecco quindi che le scuole chiedono questi contributi che teoricamente sono volontari, teoricamente in quanto con sempre più frequenza per far fronte ai sempre più poveri bilanci scolastici le scuole cercano di spacciarli per obbligatori.
E’ il caso del liceo Racchetti dove la richiesta per tali contributi è arrivata prima di Dicembre. Dopo che gli studenti sono stati messi al corrente dalle organizzazioni studentesche della volontarietà di questi contributi e che numerosissimi studenti si sono rifiutati di pagare (in molte classi anche il 90% degli studenti non ha pagato), il Preside Cremonesi ha avviato una rappresaglia scolastica. Le pressioni sui rappresentanti d’istituto da parte del Preside sono sempre più frequenti, agli studenti si minaccia di non dare le password per visualizzare le pagelle se prima non pagano i contributi, il Preside stesso fa giri nelle classi in cui prova a persuadere (invano) gli studenti a pagare, si minaccia di convocare ogni singola famiglia non pagante a scuola per “convincerla” a pagare.
I contributi scolastici non sono bassi, per Crema si parla di cifre che vanno dai minimo 100 euro fino agli oltre 200 euro, per la Adiconsum riescono ad arrivare e a volte a superare i 300 euro. Nei bilanci scolastici la voce “Contributo da privati” spesso raggiunge il 40-50% delle entrate scolastiche. Dopo i tagli ai fondi d’istituto peraltro si prospettano nuovi aumenti di questi contributi. Come Comitato in difesa della Scuola Pubblica siamo assolutamente contrari alla pratica dei contributi di laboratorio, solidarizziamo e ci uniamo alla lotta degli studenti non paganti e invitiamo tutti a seguire tale metodo in quanto la scuola deve essere pubblica e gratuita. Accettare passivamente che lo Stato strangoli le scuole per poi chiedere i soldi a studenti e famiglie, significare accettare l’inizio della privatizzazione scolastica, significare accettare la selezione di classe dentro le nostre scuole. Chi paga può accedere all’istruzione se no niente, ciò non lo accettiamo più! La scuola deve essere finanziata dallo Stato non dalle famiglie!
CONTRIBUTO? NO GRAZIE! 
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CONTRIBUTO DI LABORATORIO? NO GRAZIE!

Ogni anno per noi studenti arriva il periodo dell’iscrizione all’anno scolastico successivo e per le nostre famiglie il momento di pagare le tasse e i contributi scolastici.
Il ministero, infatti, obbliga le famiglie degli studenti di quarta e quinta superiore a pagare delle tasse scolastiche: la tassa d’iscrizione pari a 6,04 €, la tassa di frequenza pari a 15,13 €, la tassa di diploma (da pagare alla consegna del diploma) pari a 15,13 € e infine la tassa di esame (da pagare al momento della domanda per gli esami) pari a 12,09 €.
Ma ciò non basta, dopo 20 anni di massacranti tagli operati sull’istruzione pubblica le scuole stanno avviando una pratica sempre più consolidata: imporre anche loro tasse dette contributi di laboratorio.
I contributi, anche se molte scuole fanno credere che siano obbligatori, sono assolutamente facoltativi. Infatti, secondo i principi di gratuità dell’istruzione non è consentito chiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per le attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro). L’unico motivo per cui la scuola può chiedere contributi alle famiglie è il rimborso delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria. 
Come Comitato in difesa della Scuola Pubblica pensiamo che l’istruzione debba essere gratuita, le scuole devono essere finanziate dallo Stato non dalle famiglie. I contributi richiesti dalle scuole ammontano a centinaia di euro, in alcune scuole italiane arrivano anche ai 200-300 euro, qui a Crema si parla di una media di 150 €. In un periodo di crisi come questo molte famiglie non riescono ad arrivare alla fine mese figuriamoci se riescono a pagare simili cifre per un servizio che dovrebbe essere pubblico e gratuito.
Diciamo basta al pagamento dei contributi volontari di laboratorio, l’istruzione deve essere pubblica e gratuita.

 

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