Giovedì, 09 luglio 2020 - ore 22.23

Corte dei Conti: ''Privilegiare i grandi ospedali non ha protetto gli italiani''

Negli ultimi anni troppa attenzione ai grandi ospedali ha messo nei guai quelli più piccoli.

| Scritto da Redazione
Corte dei Conti: ''Privilegiare i grandi ospedali non ha protetto gli italiani''

La Corte dei Conti, nell’ultimo Rapporto sulla finanza pubblica, ha presentato un approfondimento sulla sanità spiegando come negli ultimi anni le cure si siano concentrate maggiormente nei grandi ospedali e di conseguenza si è assistito a un impoverimento del sistema di assistenza sul territorio, lasciando gli italiani “senza protezioni adeguate” davanti all’emergenza coronavirus.

Nel rapporto viene evidenziato come le strutture territoriali siano diventate sempre meno efficaci e come la crisi innescata dal Covid-19 abbia portato alla luce i rischi derivanti dal ritardo con cui ci si è mossi per rafforzare le strutture territoriali. Nel report si legge:

“Se aveva sicuramente una sua giustificazione a tutela della salute dei cittadini la concentrazione delle cure ospedaliere in grandi strutture specializzate riducendo quelle minori che, per numero di casi e per disponibilità di tecnologie, non garantivano adeguati risultati di cura, la mancanza di un efficace sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la popolazione senza protezioni adeguate. Se fino ad ora tali carenze si erano scaricate non senza problemi sulle famiglie, contando sulle risorse economiche private e su una assistenza spesso basata su manodopera con bassa qualificazione sociosanitaria (badanti), finendo per incidere sul particolare individuale, esse hanno finito per rappresentare una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta”

I magistrati contabili ritengono che “una adeguata rete di assistenza sul territorio” no sia solo una “questione di civiltà a fronte delle difficoltà del singolo e delle persone con disabilità e cronicità”, ma sia anche “l’unico strumento di difesa per affrontare e contenere con rapidità fenomeni come il coronavirus.

La Corte dei Conti scrive ancora:

“L'insufficienza delle risorse destinate al territorio ha reso più tardivo e ha fatto trovare disarmato il primo fronte che doveva potersi opporre al dilagare della malattia e che si è trovato esso stesso coinvolto nelle difficoltà della popolazione, pagando un prezzo in termini di vite molto alto”

Per questo prevede la necessità di ulteriori risorse “per gli investimenti diretti a riportare le strutture sanitarie ad efficienza”. Inoltre viene sottolineato che a peggiorare la situazione è stata anche una vera e propria fuga di medici italiani all’estero negli ultimi anni: ben 9mila medici formatisi nel nostro Paese sono poi andati all’estero in otto anni secondo quanto si evince dai dati dell’Ocse. Le principali destinazioni sono state Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia.

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