Lunedì, 06 dicembre 2021 - ore 16.05

Corte Europe di giustizia Non chiamiamola Riforma di Sergio Cofferati

Il Parlamento Europeo ha approvato la scorsa settimana a Strasburgo una profonda e assai negativa modifica dell’architettura del sistema giudiziario europeo.

| Scritto da Redazione
Corte Europe di giustizia Non chiamiamola Riforma di Sergio Cofferati

Tra il 2011 e il 2013, nel pieno della crisi economico-finanziaria che ha investito gli Stati europei, la Corte di giustizia ha proposto di aumentare il numero di giudici del Tribunale di dodici unità (poi ridotte a nove), in ragione di un presunto aumento del carico di lavoro e dei casi pendenti. Su tale proposta la Commissione europea ed il Parlamento europeo si erano espressi favorevolmente. Gli Stati Membri tuttavia non hanno trovato un accordo sul criterio di attribuzione dei giudici ai diversi Paesi.

Il 13 ottobre 2014, la Corte, su invito della presidenza italiana del Consiglio dell’UE, ha presentato dunque al Consiglio una nuova proposta, questa volta consistente nel raddoppio dei giudici del Tribunale, portandoli dagli attuali 28 a 56 (due per Stato membro). Tale proposta includeva anche la soppressione del Tribunale della funzione pubblica, che pure aveva dimostrato nel tempo un buon funzionamento. In pratica, visto che gli Stati non riuscivano a mettersi d’accordo su come scegliere i giudici aggiuntivi, la assurda soluzione raggiunta è stata quella di raddoppiarli, senza alcuna attenzione a ragioni di costo, di utilità e di efficacia della giustizia.

Ci si sarebbe attesi a questo punto una dura presa di posizione da parte del Parlamento europeo e della Commissione, sia per difendere criteri di scelta che siano basti sulla competenza e non solo sulla nazionalità dei giudici, che per tutelare la efficacia del sistema giudiziario europeo che infine per ridurre i costi per i contribuenti.

Nulla di questo è avvenuto. Il Parlamento Europeo ha anzi approvato la scorsa settimana la posizione del Consiglio.

Il Parlamento ha cosi dimostrato un’assoluta subalternità istituzionale su un tema centrale per le istituzioni europee, perdendo un’occasione preziosa per sostenere un approccio comunitario a difesa di una giustizia efficace senza sprechi di risorse pubbliche.

Naturalmente ho votato contro la misura e contro la proposta di raddoppio dei giudici, insieme ad altri miei colleghi di diversi gruppi politici.

Continuerò a lottare per un sistema giudiziario europeo efficace, basato sulla competenza e senza sprechi.

Sergio Cofferati parlamentare europeo

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