Mercoledì, 24 aprile 2024 - ore 11.56

(CR) La cipria alla città e i cittadini trattati da allocchi. La sinistra è la zavorra

Come nelle peggiori tradizioni, anche l’Amministrazione di Cremona esce dal pluriennale letargo per mettere un po’ di cipria alla città

| Scritto da Redazione
(CR) La cipria alla città e i cittadini trattati da allocchi. La sinistra è la zavorra

La cipria alla città e i cittadini trattati da allocchi. La sinistra è la zavorra di Cremona.

Come nelle peggiori tradizioni, anche  l’Amministrazione di Cremona esce dal pluriennale letargo per mettere un po’ di cipria alla città in vista delle prossime elezioni di giugno.

Dopo dieci anni di incuria e di abbandono del patrimonio pubblico anche la Giunta Comunale sta incominciando a percepire la delusione e il distacco di un’ampia fetta di cremonesi che sentono, giustamente, tradita la loro fiducia di fronte a tante promesse non mantenute.

E’ giunto il momento di rifare il trucco alla città. Così gli assessori cercano di coprire il vuoto delle loro azioni con un diluvio di parole,  prive di reali novità per i cittadini. Abbiamo trovato  divertente l’ennesimo comunicato stampa della Giunta Comunale riguardante l’applicazione “delle scalette in ferro” al parcheggio multipiano di Via Dante, nel frattempo completamente arrugginito. Un cantiere finanziato con il Patto Lombardia, quando Presidente del Consiglio dei Ministri era Matteo Renzi. Fa tenerezza l’annuncio dell’ennesimo incarico professionale per la sistemazione  delle montagnole di piazza Roma, inagibili dal 2018, dopo che questa Amministrazione si è fatta bocciare ben tre richieste di finanziamento per mancanza di idee e di progetti ritenuti idonei. E che dire delle fotografie degli assessori sorridenti e rassicuranti in posa sui pochi cantieri attivi, stile Istituto Luce.

Ma a vincere il campionato del mondo di “faccia tosta” è il Sindaco di Cremona, finalmente uscente. Dopo le promesse del 2014, le rassicurazioni del 2017, gli impegni del 2019, le garanzie del 2021, oggi Galimberti vagheggia ancora lo spegnimento dell’inceneritore, dopo averlo svenduto ad A2A, società  nel cui piano industriale non sono previsti stanziamenti dedicati alla dismissione o  alla riconversione dell’impianto.

Che questa Giunta Comunale sia destinata a lasciare  dietro di sé molte macerie e lacerazioni, non solo materiali,  è un fatto assodato,  con il quale anche i suoi più incalliti sostenitori stanno facendo i conti. E' un'Amministrazione che nega un oggettivo problema di sicurezza  e microcriminalità, sempre più segnalato e percepito dai cremonesi, con gli episodi che la cronaca riporta ormai come una preoccupante tendenza.

Ma il dato politicamente  più interessante è rappresentato dalla scarsa considerazione che gli esponenti del Pd hanno dei cittadini cremonesi, evidentemente ritenuti degni di essere trattati da allocchi, individui privi di intelligenza e di memoria, ai quali propugnare ancora una volta vecchie e nuove bugie e suggestioni.  Più sono grosse e irrealizzabili, più vengono rilanciate allo scopo di farle apparire vere.  Si tratta del desueto metodo della politica inconcludente e ciarliera, che privilegia il ricorso alla propaganda rispetto alla concretezza delle soluzioni, che non si assume mai alcuna responsabilità rispetto ai propri insuccessi, che è sempre pronta a trovare capri espiatori, che non dichiara mai obbiettivi concreti per paura di essere misurata, che fa coincidere gli obbiettivi di sviluppo di un territorio con i limiti culturali e professionali degli esponenti politici che lo amministrano (pro-tempore), che guarda con sospetto e diffidenza chi ha idee migliori delle proprie, che parla di trasparenza ma agisce con arroganza e presunzione, che ha come priorità la sopravvivenza della propria “classe dirigente” e per questa è disposta a mentire anche di fronte alle evidenze, che non accetta nessun confronto perché non è in grado di sostenerlo, che assume come verità assolute le proprie piccole convinzioni, che delegittima gli avversari anziché misurarsi con le idee altrui, che privilegia l’appartenenza alla propria tribù  rispetto al merito e alle competenze, che utilizza il metro della mediocrità e della supponenza per misurare gli altri, che ama assumersi i meriti del lavoro altrui cercando sempre di mettere il cappello su ogni iniziativa di successo, che si impegna sempre “tantissimo” e “intensamente” anche quando il ruolo della politica o dell’Amministrazione è stato marginale se non irrilevante, che parla di “scelte condivise” ma non riesce neppure a costruire una strategia comune con gli enti confinanti dello stesso colore politico.

La sinistra cremonese si conferma, ancora un volta, quello che è stata in questi anni: una zavorra per Cremona.

Carlo Malvezzi - FI

Alessandro Zagni - FdI

Simona Sommi - Lega

Maria Vittoria Ceraso - Viva Cremona

Claudia Monteverdi - Gruppo Misto

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