Giovedì, 23 luglio 2026 - ore 01.37

Crema. Vicenda ‘Musalla’ La scelta del Presidente Cappelli è sbagliata ed inopportuna | F.Bordo

Quella di Cappelli è quindi, politicamente parlando, una scelta Inopportuna

| Scritto da Redazione
Crema. Vicenda ‘Musalla’ La scelta del Presidente Cappelli è sbagliata ed inopportuna | F.Bordo

A fronte della richiesta avanzata dai consiglieri di minoranza di svolgere un Consiglio Comunale aperto in merito alla “vicenda Musalla”, ritengo che la posizione di diniego assunta dal Presidente del Consiglio Vincenzo Cappelli sia sbagliata ed inopportuna. E’ una scelta Sbagliata, perché lo Statuto della Città come il Regolamento del Consiglio, che a suo tempo ho contribuito a stendere prevede che “in presenza di particolari ragioni sociali o politiche un terzo dei consiglieri possono chiedere la convocazione del Consiglio aperto” e che “il Consiglio viene convocato dal Presidente tempestivamente e comunque non oltre i 15 gg dalla richiesta”. E’ fuori da ogni dubbio che in città sia in corso, da parecchio tempo, un acceso dibattito gestito ed alimentato per lo più in maniera strumentalmente, in merito alla realizzazione di un luogo di culto di una confessione religiosa diversa da quella cattolica e che questo acceso confronto oggi si configuri come un’oggettiva “ragione sociale o politica” per cui reputo legittimo richiedere un Consiglio Comunale aperto: inoltre, al Presidente del Consiglio Comunale, non viene assegnato alcun potere di valutazione in merito.

Quella di Cappelli è quindi, politicamente parlando, una scelta Inopportuna: un’Amministrazione di centrosinistra non deve permettere che cadano ombre sul dialogo e sulla partecipazione, anche se in questo caso il confronto dagli stessi richiedenti è stato impostato con modalità spesso non corrette o, addirittura, che hanno rasentato lo squallore. Bene ha fatto la Sindaca Bonaldi a rendersi da subito disponibile per un altro momento di confronto, anche se rimango convinto che proprio nell’Assemblea cittadina più importante sarebbe opportuno far uscire, dai membri del Consiglio come dalle forze sociali e associative e dai cittadini stessi, la voce alta di una Città che non mette in discussione le libertà individuali e collettive, come lo è quella di professare liberamente e pacificamente il proprio culto; anche perché sono sicuro che da noi non si sia ancora radicato il morbo di prendere voti andando contro gli immigrati e nel contempo di fare soldi, illegalmente, con gli stessi.

On Franco Bordo ( Sel Crema) 

 

 

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