Sabato, 21 settembre 2019 - ore 21.59

Cremasco. Costruire l’area vasta con Lodi e Treviglio di Piergiuseppe Bettenzoli (PRC Crema )

Personalmente ritengo un fatto fuori dalla discussione il riconoscimento della qualifica di Area Omogenea per il territorio cremasco, per le sue caratteristiche geografiche, storiche, culturali, gastronomiche, economiche e istituzionali.

| Scritto da Redazione
Cremasco. Costruire l’area vasta con Lodi e Treviglio di Piergiuseppe Bettenzoli (PRC Crema )

I sindaci dei comuni cremaschi, pur con tutte le difficoltà e le differenze politiche, su questo obiettivo concordano; penso che anche i Consiglieri Provinciali espressione del nostro territorio, debbano impegnarsi unitariamente per ottenere questo riconoscimento.

La riforma delle province, attuata dal governo Renzi, nella prospettiva del loro superamento, finora ha solo creato grossi problemi, senza produrre benefici ai cittadini, anzi, solo disservizi, oltre alla messa in difficoltà dei lavoratori delle amministrazioni provinciali che stanno affrontando processi di mobilità con seri problemi di ricollocazione, anche per l’indisponibilità a riceverli da parte di molti enti.

Come Partito della Rifondazione Comunista siamo decisamente contrari alla “deforma” costituzionale voluta dal governo Renzi, finalizzata alla definitiva abolizione delle province e alla modifica del ruolo, della composizione e delle modalità elettive del Senato della Repubblica.

Ci schieriamo fin d’ora apertamente per il NO, nel futuro referendum confermativo delle modifiche alla nostra Carta Costituzionale, che si dovrebbe convocare nel prossimo autunno.

 NEL FRATTEMPO, CHE FARE? Oltre al riconoscimento del Cremasco come Area Omogenea, dobbiamo lavorare per costruire un’ area vasta, per la gestione di servizi e per l’assunzione di funzioni delegate dalla Regione Lombardia. Un’area vasta che comprenda, oltre al Cremasco, sicuramente il Lodigiano e, perché no, Treviglio e il suo territorio. Questa area vasta non dovrebbe chiedere l’adesione all’attuale Città Metropolitana di Milano, proprio perché i nostri territori, seppur contigui, non conterebbero nulla all’interno di questo grande ente, avrebbero una rappresentanza numericamente ridotta  all’interno del Consiglio Metropolitano, un peso per abitanti scarso, circa un quattordicesimo della popolazione complessiva. All’interno della Città Metropolitana le scelte politiche-amministrative sono di fatto determinate dal Comune di Milano, che rappresenta il 40 % della popolazione di tutta la città metropolitana.Le attuali sette zone omogenee in cui è stato suddiviso il territorio della Città Metropolitana, sono di fatto aree più omogenee alla città di Milano, rispetto a quanto possa diventarlo il nostro territorio.

AREA VASTA NEI RAPPORTI CON LA CITTA’ METROPOLITANA. La creazione di un’area vasta cremasca-lodigiana e, possibilmente includente anche il trevigliese, può lavorare per ottenere uno status che, tutelando le proprie specificità, la metta nella condizione di rapportarsi in modo virtuoso con la Città Metropolitana.Lo Statuto della Città Metropolitana, all’articolo 31, prevede la possibilità di accordi con Comuni esterni all’area metropolitana.L’articolo prevede che la Città Metropolitana possa stipulare accordi e convenzioni con i comuni o con le unioni di comuni esterni al territorio metropolitano al fine della gestione integrata di servizi pubblici di comune interesse o comunque connessi e integrati fra loro.Pensiamo ai servizi di trasporto pubblico su gomma e su ferrovia, oppure alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, considerato che siamo finiti, come territorio, nelle braccia de A2A, azienda milanese-bresciana.L’articolo prosegue prevedendo l’adozione di strumenti e procedure finalizzate a garantire forme permanenti di coordinamento tra le attività e le modalità di esercizio delle funzioni di competenza della Città Metropolitana e dei comuni o con le unioni di comuni confinanti. Prevede, inoltre, il reciproco avvalimento degli uffici, o forme di delega finalizzate a massimizzare l’efficienza e l’efficacia dei servizi e delle prestazioni.Pertanto, l’area vasta potrà collaborare con la Città Metropolitana, beneficiando delle dinamiche virtuose, migliorando l’efficienza dei servizi gestiti, mantenendo però la propria autonomia e le proprie peculiarità.

L’AREA VASTA E I FUTURI CANTONI DI MARONI. Non si conosce bene la proposta dell’attuale Presidente della nostra Regione, Roberto Maroni, di suddivisione del territorio regionale in cantoni, sull’esempio svizzero. Se questa proposta vedrà la luce, la verifica si potrà fare solo dopo l’esito del referendum costituzionale, perché nel caso che io auspico della vittoria del NO, le province ritroveranno la loro piena legittimità costituzionale e riprenderanno a svolgere il loro ruolo, un ‘area vasta cremasca – lodigiana – trevigliese potrà candidarsi legittimamente a ricoprire il ruolo di cantone. In conclusione, mi sembra ovvio che il riconoscimento istituzionale dell’Area Omogenea Cremasca, darà al nostro territorio maggior forza nel confronto con tutte le altre istituzioni, provincia, città metropolitana, regione e permetterà al cremasco di operare non in modo conflittuale o in concorrenza, nella ricerca della migliore soluzione per il futuro di un territorio omogeneo e per i cittadini cremaschi.

Piergiuseppe Bettenzoli (Segretario del circolo di Crema del PRC)

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