Giovedì, 13 maggio 2021 - ore 05.22

Crema Quale Area Omogenea ed Area Vasta L’opinione di Stefania Bonaldi

Le parole del Presidente Maroni sulle aree vaste accennano a 8 “cantoni”, più ampi delle attuali province, che sono 12.

| Scritto da Redazione
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Il mio intervento vuole aiutare la riflessione, affinché si arrivi a definire principi inclusivi che soddisfino tutti i protagonisti, nessuno escluso, assecondando le vocazioni presenti nei territori, il tema dei “confini” non può infatti limitarsi a un esercizio geometrico come hanno fatto i colonialisti in Africa, usando riga e squadra.

Se gli enti locali sono comunità naturali, è vitale prendere atto che Crema è vicina a Lodi, Treviglio o Milano, e lontana da Cremona, Mantova o Pavia. Distanze che non si misurano solo coi righelli sulle mappe ma chiamano in causa la vita reale dei cittadini, delle imprese, delle attività dei territori, leggendo i flussi economici e commerciali, così come quelli legati alla professione, allo studio, alla cura, al tempo libero.

Il Cremasco sinora si  è mosso in modo solidale e “dal basso”.  In moltissimi consigli comunali è approdata la delibera di costituzione dell’Area Omogenea Cremasca. Noi miriamo a rafforzarci, a valorizzare tutti i Comuni del Cremasco, a conseguire obiettivi istituzionali, ma non solo. Occorre definire una “visione” per il Cremasco, e poi conseguirla tutti insieme, senza frammentazioni.

 In questo quadro di riforma che abbiamo davanti e che può essere anche una grande opportunità per ridisegnare relazioni e rapporti,  abbiamo varie opzioni. Una prima è quella sostenuta con molta suggestione anche dal consigliere Alloni che per il Cremasco il livello dell’Area Omogenea da noi disegnata coincida con quello dell’Area Vasta, come intesa nelle più recenti interpretazioni, ottimale per l’assegnazione di funzioni delegate, dunque di risorse e per l’interlocuzione con la Regione. L’omogeneità di un territorio è un fattore importante, decisivo per coagulare intorno ad esso risorse, progetti, servizi, infrastrutture.

In questo momento nel quale mancano però certezze nel percorso di costituzione dell’Area Omogenea, i sindaci si sono anche posti l’obiettivo di avviare interlocuzioni con i comuni prossimi ai nostro confini, perché laddove l’Area Omogenea non potesse coincidere con l’Are Vasta, occorre attrezzarsi per una collocazione che possa interpretare al meglio potenzialità, sensibilità, aspirazioni di un Territorio e dei cittadini che lo abitano.

In questa prospettiva, noi riteniamo che il Cremasco come il Lodigiano  registri una fortissima attrazione nella direzione del capoluogo lombardo e questo è  uno dei tratti di omogeneità che dobbiamo considerare, la collocazione prospettica verso Milano. È suggestivo, ma anche  realistico dunque pensare a un’Area Vasta dell’Adda, in grado di comprendere i territori collocati lungo le tre direttrici. La Via Emilia, fino a Lodi. La Paullese, fino al Cremasco. La Rivoltana, sino a Treviglio. Siamo omogenei a queste realtà, assai più che col basso Cremonese o col Mantovano, confinanti con l’Emilia. Con la TEM in 35 minuti siamo a Monza, impieghiamo due ore ad andare a Mantova.

Noi cremaschi riteniamo che oggi si apra una finestra propizia per intrecciare relazioni e riflessioni, esaltando il protagonismo dei territori, con prove di dialogo che il Cremasco ha già avviato con urgenza verso realtà che condividono delle affinità.  Lodi e Crema:

- Guardano entrambe a Milano, come detto. Cremaschi e lodigiani si muovono sull’asse col capoluogo per studiare, per lavorare, per curarsi, per trascorrere il tempo libero

- Condividono una storia di territori con propria identità ed autonomia e voglio ricordare che la provincia di Lodi e Crema è stata una provincia del Regno Lombardo-Veneto, istituita nel 1815 ed esistita dal 1816 al 1859. Legalmente, entrambe le città di Lodi e Crema avevano il titolo di capoluogo.

- Possiedono caratteristiche socio economiche analoghe. Per il cremasco spesso parliamo di "Distretto agro urbano della bellezza", facendo riferimento al tema agroalimentare, all’inurbamento in contesti rurali, alla bellezza dei luoghi, della qualità della vita, ma anche alla bellezza intesa come segmento produttivo della Cosmesi e dell'agroalimentare e caseario (il "Bella Lodi" è sul confine!), elementi che pure caratterizzano il Lodigiano.

- Presentano dimensioni demografiche simili, il lodigiano con i suoi 220mila abitanti ed il cremasco coi suoi 165mila, territori che ben possono integrarsi e allearsi anche nella ricollocazione di alcuni servizi importanti, con minori disagi per i nostri cittadini e per le attività produttive dei nostri territori.

È sui temi che toccano la vita delle persone che dobbiamo ragionare, concentrandoci sulle soluzioni non sulle appartenenze politiche. Pensiamo solo a come sarebbe stato diverso per i Cremaschi, di fronte al furto del tribunale consumatosi nel 2012, poter fruire del servizio giustizia a Lodi, che è a 12 minuti da Crema, piuttosto che a Cremona.

 Ribadisco che ciò che deve contare è l’interesse delle persone che amministriamo, dei nostri concittadini. Il nostro auspicio di Cremaschi è che, come per il percorso fatto per garantire la autonomia della nostra ASST  prevalgano in questa riforma   la forza e la cultura di un Territorio, cioè di un’aggregazione che precede ogni tentativo di fondarlo tecnicamente. 

Stefania Bonaldi, Sindaco di Crema

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