Martedì, 28 giugno 2022 - ore 08.28

Cremona Abeni polemizza con Coppetti per la distinzione fra partigiani ed iscritti all’ANPI

Caro direttore, ho appreso dalla lettura del tuo giornale che Mario Coppetti ha affermato: «Di partigiani ne sono rimasti due o tre, gli altri sono solo iscritti all’Anpi». Circa tale considerazione è già intervenuto opportunamente Giuseppe Azzoni.

| Scritto da Redazione
Cremona Abeni polemizza con Coppetti per la distinzione fra partigiani ed iscritti all’ANPI

Non avrei molto da aggiungere a quanto da lui scritto, se non per ricordare che proprio dall’Anpi cremonese è stata portata avanti la proposta, già negli anni novanta (intervenni io al congresso nazionale tenutosi a Napoli), di prevedere, modificando lo statuto, non solo l’iscrizione ma la presenza negli organi dirigenti,ad ogni livello, di chi partigiano non era stato (soprattutto per ragioni anagrafiche). Coppetti faceva parte degli organi dirigenti cremonesi dell’Associazione (se ben ricordo era vicepresidente) e non dissentì rispetto a tale linea. Che oggi - in ragione di particolari collocazioni politiche (Sì o No al prossimo referendum) - si voglia rimarcare quel ‘solo iscritti ’mi pare del tutto inopportuno. L’affermazione di Coppetti è, dunque, in palese contraddizione con le posizioni da lui in passato sostenute e da me ricordate. Quel ‘solo ’ non vorrà significare una sorta di delegittimazione, ma obiettivamente può configurarsi come sottovalutazione di una parte (che è oggi, per ragioni comprensibili, quella maggioritaria) degli aderenti all’Anpi. Se all’interno dell’associazione abbiamo tutti gli stessi diritti – che si sia partigiani combattenti, esuli, fuoriusciti fuoriusciti, militari che hanno sopportato la prigionia o anche non riconducibili a queste categorie - non è bastante definirci e riconoscerci come antifascisti?

Riflettiamoci. Poi, ognuno faccia liberamente le sue scelte rispetto al referendum o a diverse opzioni politiche. C’è una cosa che non riesco, invece, ad accettare: il tentativo di insinuare che chi nell’Anpi (la stragrande maggioranza) si esprime per il No sia dalla stessa parte di Casa Pound. Questo, più che un errore politico è un’offesa nei confronti di chi - indipendentemente dalla propria età - ha fatto e fa della lotta al fascismo uno dei motivi fondamentali della propria esistenza.

Evelino Abeni ( Cremona)

 

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