Domenica, 19 maggio 2019 - ore 12.31

Cremona dovrebbe intitolare una sala Khaled al-Asaad di Alessandro Tira

Sarebbe bello se la nostra città dimostrasse la sua partecipazione a tutto questo, intitolando a Khaled al-Asaad una lapide o una sala della sezione archeologica del Museo Civico di Crema e del Cremasco

| Scritto da Redazione
Cremona dovrebbe intitolare una sala Khaled al-Asaad di Alessandro Tira

Egregio direttore, pochi giorni fa, in Siria, il responsabile delle antichità greco-romane di Palmira è andato incontro a una morte orribile pur di non rivelare ai miliziani islamici dove avesse fatto nascondere alcuni dei più importanti reperti della città affidata alle sue cure; uno dei siti archeologici più preziosi del mondo. Khaled al-Asaad — questo il nome dell’ex direttore generale delle antichità — è stato decapitato davanti alla folla e il suo corpo è stato appeso a una colonna, in segno di sfregio. È stato il gesto coraggioso di una persona che ha scelto di non sottomettersi al fanatismo religioso del Califfato, di difendere a costo della vita la sua dignità di uomo e di studioso e, non ultimo, di testimoniare il valore a cui aveva dedicato tutta la sua opera: la tutela e la trasmissione di una cultura che — come ha scritto Michele Serra su ‘La Repubblica’ — sarebbe a ben vedere anche la nostra, o almeno così ci dicevano a scuola. Se mai ci fosse stato bisogno di ulteriori dimostrazioni, l’assassinio di al-Asaad è quindi anche un atto di ferocia e disprezzo verso la cultura in quanto tale, il suo significato etico e civile, nonché nei confronti chiunque la ami e ne riconosca l’importanza. Per questo credo che abbia fatto bene il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, a proporre che in segno di lutto tutti i musei italiani tenessero a mezz’asta le bandiere per un giorno. Tuttavia questo rischia di essere un gesto effimero. Presto o tardi vedremo le immagini della distruzione definitiva da parte degli islamisti anche dei grandiosi monumenti di Palmira, e tutto si concluderà nell’indifferenza generale o, al massimo, nell’indignazione passeggera di un servizio del telegiornale (come nel caso della demolizione dell'antichissimo monastero cristiano di Sant’Elian, per citare solo l'esempio più recente). Per queste ragioni, oltre che per ricordare a noi stessi che questi atti di barbarie contro popoli, culture e memorie vengono perpetrati ormai da anni nella colpevole indifferenza delle nazioni che, pur potendo intervenire per contrastarli, non lo fanno, mi permetto di avanzare una piccola proposta. Sarebbe bello se la nostra città dimostrasse la sua partecipazione a tutto questo, intitolando a Khaled al-Asaad una lapide o una sala della sezione archeologica del Museo Civico di Crema e del Cremasco. Un gesto piccolo, che però potrebbe rendere in qualche misura onore alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita a un ideale di cultura e progresso il quale, per il suo carattere universale, chiama in causa le coscienze di tutte le persone civili, ovunque esse si trovino e di qualsiasi religione e appartenenza siano.

Alessandro Tira (Cremona)

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Firma la petizione: Cremona dedichi una sala del museo archeologico a Khaled al-Asaad il martire di Palmira

 

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