Martedì, 01 dicembre 2020 - ore 21.29

Cremona Il Consiglio Comunale conferisce all’unanimità la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Prima dell'illustrazione della mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Carletti è intervenuto con una riflessione sulla ricorrenza del Giorno della Memoria, istituito in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

| Scritto da Redazione
Cremona Il Consiglio Comunale conferisce all’unanimità la cittadinanza onoraria a Liliana Segre Cremona Il Consiglio Comunale conferisce all’unanimità la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Cremona Il Consiglio Comunale conferisce all’unanimità la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Prima dell'illustrazione della mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Carletti è intervenuto con una riflessione sulla ricorrenza del Giorno della Memoria, istituito in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Mozione presentata in data 18 novembre 2019 dai Capigruppo consiliari Lapo Pasquetti, Roberto Poli ed Enrico Manfredini per il conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Cremona alla Senatrice della Repubblica Liliana Segre.

La Senatrice Liliana Segre, cittadina italiana, nata a Milano il 10 settembre 1930, è testimone vivente di una delle più grandi tragedie collettive prodotte dalla civiltà umana e segnatamente europea. Sebbene cittadina italiana, ma riconosciuta come uno di quei 48.032 cittadini italiani bollati come "di razza ebraica" dalle ignominiose leggi razziali del 1938, subì l'umiliazione della espulsione dalla scuola pubblica all'età di otto anni. Nel momento in cui la discriminazione razziale si tradusse in persecuzione delle vite in Italia come in Europa, nel dicembre del 1943 tentò con il padre e due suoi cugini di cercare la salvezza in Svizzera. Ma dopo un viaggio "in condizioni disperate", fu respinta alla frontiera di Arzo e consegnata alla Guardia di finanza italiana per essere affidata poi ai tedeschi e trasferita nel carcere dei Miogni, a Varese. Accanto al suo nome, a spiegare le ragioni della sua reclusione, era appuntata una sigla: «O.P.». La giovanissima Liliana Segre, che all'epoca aveva appena tredici anni, era stata detenuta per motivi di "Ordine pubblico". Una ragazzina di 13 anni era pericolosa semplicemente perché era nata italiana ed ebrea. Dopo cinque o sei giorni, Liliana Segre fu trasferita presso il carcere di Como e quindi, presso quello milanese di San Vittore. Il 30 gennaio del 1944, Liliana Segre, dal tristemente noto Binario 21 della Stazione centrale di Milano fu caricata su un carro bestiame. Destinazione: Auschwitz. Nel momento in cui varcò i cancelli di Auschwitz cessò di essere una persona e diventò semplicemente, per i suoi aguzzini, un «pezzo», uno «stück», indicato non più con un nome, ma con un numero scritto sulla pelle: il 75190. Uscì da quel luogo, sulla cui soglia sembrò fermarsi la civiltà e la razionalità umane, il 1° maggio del 1945. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni deportati in quel campo di sterminio, Liliana Segre è una dei soli 25 sopravvissuti. Della sua storia, e della storia di quanti come lei subirono quella esperienza e non sopravvissero, Liliana Segre si è fatta, a partire dagli anni Novanta, testimone instancabile. E sempre, nella sua testimonianza, ha cercato di trasmettere due fondamentali insegnamenti civili e morali: non restare indifferenti di fronte all'imbarbarimento e alla violenza, che, in tutte le forme, sempre si riaffacciano nella storia; non coltivare alcun sentimento di odio, anche nei confronti di coloro responsabili della nostra e dell'altrui sofferenza. L'alto valore morale e civile del suo impegno è stato appunto riconosciuto, oltre che da innumerevoli altre istituzioni, anche dal Presidente della Repubblica italiana, che il 19 gennaio del 2018, ad ottant'anni dall'introduzione nel nostro Paese di leggi razziali, ha voluto conferirle il titolo di Senatrice a vita. Pertanto, alla luce della sua storia personale e dell'impegno che Liliana Segre ha profuso nell'educazione morale e civile delle giovani generazioni; in considerazione del valore etico della sua testimonianza, sempre finalizzata ad un agire responsabile e "senza odio"; riconoscendo il valore della memoria come leva fondamentale per "mantenere vivo il ricordo del passato" e per ribadire la nostra avversione "contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia" (come è stato recentemente richiamato dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa); con il presente atto il Consiglio comunale propone di attribuire la cittadinanza onoraria del Comune di Cremona alla Senatrice Liliana Segre e impegna il Sindaco e la Giunta a dare immediata comunicazione della presente mozione alla Senatrice Liliana Segre e ad avviare il percorso amministrativo volto al conferimento dell'onorificenza suddetta con la consegna del documento attestante la conferita cittadinanza onoraria redatto in forma artistica e portante il sigillo del Comune di Cremona nel corso di un'apposita e solenne cerimonia alla presenza della Senatrice Liliana Segre.

Il testo della mozione è stato illustrato dal primo firmatario, il consigliere Lapo Pasquetti. Dopo l'intervento del consigliere Pasquetti si è aperto il dibattito che ha visto intervenire dapprima il consigliere Carlo Malvezzi (Forza Italia) che, sostenendo la mozione della maggioranza, ha dichiarato di volere dare un contributo del suo gruppo con il seguente emendamento: riconoscendo i continui attacchi nei confronti di persone di origine ebrea in tutta Europa, che spingono molti di loro a trasferirsi nell'attuale Stato di Israele, esprimendo vicinanza alla Senatrice Segre, si vuole al contempo esprimere solidarietà nei confronti di tutte le persone ancora oggi colpite da episodi di razzismo e antisemitismo. Un sostegno forte e totale agli ebrei residenti in Europa, nello Stato di Israele e nel mondo. A seguire sono intervenuti i consiglieri Franca Zucchetti (Partito Democratico), Letizia Kakou (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Saverio Simi (Forza Italia), Simona Sommi (Lega Lombarda – Lega Salvini Lombardia), Elisa Chittò (Partito Democratico). L'emendamento proposto è stato accolto dai firmatari della mozione. Piena adesione alla mozione è stata espressa, a nome della Giunta, dal Sindaco Gianluca Galimberti.

La mozione, emendata come da proposta, è stata approvata all'unanimità.

350 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online