Lunedì, 27 aprile 2026 - ore 17.47

Pianeta Migranti. Quando il rimpatrio vale più della dignità

Il nuovo decreto del Governo sui rimpatri sta provocando un’ondata di indignazione tra associazioni

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Quando il rimpatrio vale più della dignità

 Pianeta Migranti. Quando il rimpatrio vale più della dignità

Il nuovo decreto del Governo sui rimpatri sta provocando un’ondata di indignazione tra associazioni, avvocati e realtà impegnate nella tutela dei diritti delle persone migranti.

 Il decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, entrato in vigore il 25 febbraio e approvato dal Senato il 17 aprile, è stato approvato dalla Camera il 22 aprile.

Tra i 33 articoli del provvedimento, quello che ha sollevato le reazioni più forti è l’art. 30bis, che introduceva un compenso di circa 615 euro per i legali che assistono i migranti nei programmi di rimpatrio volontario, compenso riconosciuto solo in caso di esito positivo, cioè se la persona accetta e completa il rimpatrio. LaPresse

Dopo i rilievi del Presidente della Repubblica, il Governo ha approvato un secondo decreto correttivo, che modifica la norma: il compenso non è più legato alla partenza del migrante, ma alla conclusione del procedimento amministrativo; l’assistenza non è più riservata ai soli avvocati; viene eliminato il coinvolgimento diretto del Consiglio Nazionale Forense (CNF) nella gestione dei compensi.

La protesta degli avvocati.

Il Consiglio Nazionale Forense e numerosi ordini e associazioni forensi hanno definito la norma “inaccettabile”, denunciando con parole nette la presenza di un conflitto di interessi, la lesione del diritto di difesa del migrante, la mercificazione della difesa, incentivata economicamente, e il rischio di arrivare a “prestazione a cottimo”.

Secondo l’avvocatura, un compenso legato all’esito del rimpatrio compromette l’indipendenza del difensore e contrasta con i principi costituzionali e con gli standard internazionali che vietano pressioni dirette o indirette sui rimpatri, che tutelano le persone vulnerabili e impongono il rispetto del principio di non respingimento.

Le critiche delle associazioni per i migranti

Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) – che riunisce realtà come ASGI, ARCI, Caritas, Amnesty International, CGIL e Centro Astalli e altri – denunciano che il decreto rappresenta una svolta regressiva, perché accelera i rimpatri tagliando diritti e garanzie, riduce il ruolo dei giudici, affida decisioni cruciali all’amministrazione.

Il Tavolo Minori Migranti in particolare, denuncia che il decreto indebolisce la protezione dei minori non accompagnati, riduce il ruolo dei giudici e affida decisioni cruciali all’amministrazione. Per le organizzazioni, esporre bambini e adolescenti a questo rischio è una vergogna politica e morale.

Quale idea di giustizia traspare da questo provvedimento?

 L’idea di giustizia che traspare è quella di una giustizia che deve cercare di esaudire i desideri del governo: un’idea assolutamente contraria alle regole di base dello stato di diritto. La giustizia non deve dare una mano al governo, deve applicare le leggi e la Costituzione. La giustizia è indipendente dalla politica ed è uguale per tutti.

Come ha potuto il Governo promuovere un decreto del genere?

 

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