Lunedì, 23 novembre 2020 - ore 23.09

Cremona Pianeta Migranti. La morte di Joseph di sei mesi e il grido della madre invocano il diritto al soccorso.

Salvato da Open Arms è morto per i ritardi del soccorso. L’indignazione non basta più. Nasce un Comitato per sostenere il diritto ai salvataggi in mare. Ne fanno parte otto ong e varie personalità. Per salvare vite e il senso morale della società.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. La morte di Joseph di sei mesi e il grido della madre invocano il diritto al soccorso. Cremona Pianeta Migranti. La morte di Joseph di sei mesi e il grido della madre invocano il diritto al soccorso.

Cremona Pianeta Migranti. La morte di Joseph di sei mesi e il grido della madre invocano il diritto al soccorso.

Salvato da Open Arms è morto per i ritardi del soccorso. L’indignazione non basta più. Nasce un Comitato per sostenere il diritto ai salvataggi in mare. Ne fanno parte otto ong e varie personalità. Per salvare vite e il senso morale della società.

Di fronte alla terribile vicenda di Youssef, l'opinione pubblica si commuove e si indigna, ma a questa reazione non segue un passo conseguente della Comunità europea sulla necessità di garantire la sicurezza nel Mediterraneo. Per supplire le gravi inadempienze dell’Europa e dell’Italia, otto ong hanno formato un Comitato per difendere e garantire il diritto/dovere di soccorso in mare. Si tratta di Sea Watch, Proactiva, Open Arms, Medici senza frontiere. Mediterranea - Saving Humans, Sos Mediterranée, Emergency e ResQ, Aita Mari e Sea Eye.

E’ noto che dal 2016 una campagna denigratoria colpisce le ong del mare. Viste con sospetto, additate come complici degli scafisti, hanno subito varie indagini da parte della Magistratura, rivelatesi poi inconsistenti. Ancora oggi però, le loro navi sono bloccate nei porti, con vari pretesti, mentre aumentano i naufragi: quattro in questi ultimi due giorni, con più di 100 morti.

La verità è che non vogliono le ong in mare perché l’Europa ha deciso che i migranti devono restare in Libia e perché, essendo un occhio vigile e libero di quanto sta accadendo nel Mediterraneo, danno fastidio. La politica non sta esercitando il dovere del soccorso: un principio del diritto internazionale in forza del quale si dovrebbe sanzionare chi non lo rispetta. Al contrario, si perseguono penalmente le ong che lo praticano e si trasforma la solidarietà in reato; di conseguenza, si educa l’opinione pubblica ad accettare comportamenti illegali ed anche immorali.

Non si può più tollerare questo stato di cose, e per questo si è formato il Comitato delle ong. Si prefiggono di salvare il diritto al soccorso e di aprire canali di comunicazione con le autorità italiane ed europee (a partire dai ministeri dell’Interno e dei Trasporti), al fine di coordinare gli interventi di ricerca e salvataggio. All’interno del Comitato, verranno individuati dei “garanti”, ossia personalità col compito di facilitare i contatti istituzionali e la collaborazione.

Se da una parte è buona cosa che ci si muova per garantire i soccorsi, dall’altra, sa un po’ di amaro che per far rispettare dei principi internazionali e costituzionali si debba ricorrere a un Comitato e a dei garanti! E’ opportuno chiedersi dov’è finito lo Stato di diritto.

 

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