Venerdì, 22 gennaio 2021 - ore 00.08

Cremona Pianeta Migranti. Palermo, Caritas e Migrantes contro l’ordinanza Musumeci.

La Caritas e l’ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Palermo in una nota esprimono “forte preoccupazione e fermo dissenso” nei confronti dell’Ordinanza n. 33 del 22 agosto 2020 emanata dal Presidente della Regione Sicilia Musumeci, con la quale si ordina lo sgombero di tutti i migranti ospitati negli hot-spot e nei centri di accoglienza siciliani.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Palermo, Caritas e Migrantes contro l’ordinanza Musumeci. Cremona Pianeta Migranti. Palermo, Caritas e Migrantes contro l’ordinanza Musumeci.

Cremona Pianeta Migranti. Palermo, Caritas e Migrantes contro l’ordinanza Musumeci.

La Caritas e l’ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Palermo in una nota esprimono “forte preoccupazione e fermo dissenso” nei confronti dell’Ordinanza n. 33 del 22 agosto 2020 emanata dal Presidente della Regione Sicilia Musumeci, con la quale si ordina lo sgombero di tutti i migranti ospitati negli hot-spot e nei centri di accoglienza siciliani.

Per la Caritas e l'Ufficio Migrantes di Palermo l'ordinanza trasmette dunque "un messaggio intimamente sbagliato e antropologicamente pericoloso. Intimamente sbagliato, perché si attribuisce ai migranti la responsabilità di una diffusione del contagio che casomai è da attribuire alla mancanza di protocolli e di misure adeguate a tutelare i cittadini dell'Isola e chiunque venga in Sicilia dall'Italia e dall'estero". Un messaggio che è anche "antropologicamente pericoloso", perchè equipara "i poveri agli untori e divide ancora una volta l'umanità in due, inconsapevolmente preparando e non evitando la catastrofe planetaria che verra' da un mondo disunito e disumano".

Dice la nota: "È incredibile, dopo anni di studi e di ricerche sull'invenzione del capro espiatorio quale forma di perversione sociale, come vengano ancor oggi propinate teorie di questo tipo, utili forse demagogicamente sul piano del consenso politico spicciolo”.

Il Signore - ha affermato ieri papa Francesco all'Angelus - ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza. Sono stati vittime della cultura dello scarto".

 “Ciò che preoccupa nel testo del provvedimento - spiegano - è l'argomentazione solo in apparenza logica ma in realtà deficitaria sul piano razionale, nonché su quello umano ed evangelico. Il disagio, il dolore, la fatica vengono giustamente attribuiti agli abitanti delle nostre isole senza prendere però in considerazione anche lo stato e il destino di migliaia di donne, di bambini e di uomini in fuga dalla fame e dalle guerre, che concludono in Sicilia, in maniera indegna, un lungo esodo in cerca di libertà e di vita buona".

Ma se coloro che provengono dai Paesi del Nord del mondo, toccati fortemente dal coronavirus, possono muoversi ed entrare liberamente in Sicilia - si chiedono i due organismi diocesani - perché i migranti no? Di fatto, "quanti provengono dai Paesi del Sud del mondo, quanti sono sottoposti giornalmente allo sfruttamento dell'Occidente, quanti hanno 'ricevuto' il covid dal Nord del pianeta, come un’ennesima piaga, costoro no, non possono muoversi liberamente: rappresentano un pericolo sanitario.

I poveri sono dunque pericolosi, devono essere discriminati, mentre proprio il covid ci ha insegnato che di fronte alla malattia siamo tutti uguali, che il virus non distingue i ricchi dai poveri, e si diffonde tra gli uni e tra gli altri, a causa degli uni e a causa degli altri, senza differenze di sorta".

Tutti sanno -dice la nota- "che la Regione Sicilia nei mesi scorsi, aveva prefigurato misure di controllo severissime anticovid per i turisti arrivati nell’isola. Di queste misure non si è visto nulla… solo l’ordinanza per sgomberare i migranti.

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