Martedì, 07 dicembre 2021 - ore 15.12

Cremona Pianeta Migranti. Ping pong con i migranti al confine Bielorussia Polonia.

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, e l'OIM esprimono profonda apprensione per la situazione al confine tra Bielorussia e Polonia

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Ping pong con i migranti al confine Bielorussia Polonia.

Cremona Pianeta Migranti. Il ping pong dei migranti al confine Bielorussia Polonia.

Ne parlano tanto i media ma le oltre 4000 persone spinte e respinte al confine tra i due Stati per un braccio di ferro geopolitico bivaccano ancora nei boschi, senza cibo e acqua. Sono famiglie di iracheni, afgani, siriani. I residenti lungo confine, per solidarietà, con una luce verde segnalano che lì si può ottenere aiuto.

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni OIM esprimono profonda apprensione per la situazione al confine tra Bielorussia e Polonia e si appellano agli Stati affinché garantiscano l’incolumità ed il rispetto dei diritti umani di migranti e rifugiati.

Per Carlotta Sami, portavoce per l’Italia di UNHCR, le Convenzioni europee prescrivono di lasciare aperto lo spazio alla richiesta d’asilo e di dare assistenza umanitaria. Pertanto OIM e UNHCR chiedono ai governi dei due Paesi l’accesso immediato e incondizionato all’assistenza umanitaria e di identificare e assicurare quanti necessitano di protezione internazionale, dando loro la possibilità di presentare domanda di asilo sul posto.

Considerato l’elevato numero di morti registrato alla frontiera nelle ultime settimane, UNHCR e OIM ricordano a Polonia e Bielorussia l’obbligo prioritario di evitare altri decessi e quello di garantire il rispetto della dignità umana.

Ribadiscono, a gran voce, che i migranti e rifugiati non vanno ‘usati’ a fini politici: avvantaggiarsi della loro disperazione promettendo loro soluzioni ingannevoli, è inaccettabile. Lo fanno le agenzie di viaggio bielorusse che, in accordo col Ministero del Turismo, permettono ai migranti di raggiungere Minsk per tentare l’ingresso in Europa. La Bielorussia li spinge verso l’UE come arma di ricatto per dei precisi scopi politici. Questo gesto deplorevole non autorizza però la Polonia a schierare al confine 27mila uomini armati per respingerli con forza e arrestarli. Nel diritto d’asilo è irrilevante come le persone arrivano a un confine, conta la loro vita: erano in pericolo nel Paese d’origine, lo sono ancora in quello di arrivo (Bielorussia) dove vengono strumentalizzati senza ricevere alcuna protezione.

La spregiudicatezza politica Bielorussa è estrema, ma la crisi non può essere risolta usando migranti e rifugiati come armi, anche da parte dell’Europa. Non c’è nessuna giustificazione a tale deriva.

Se la Polonia continua a respingere, si pone allo stesso livello della Bielorussia; ma se l’Europa rimane ferma, finisce di scrivere una pagina sconcertante della sua storia minando la sua stessa esistenza. Sono già morte per freddo e stenti parecchie persone e il numero potrebbe salire vertiginosamente. La Polonia non chiede l’intervento di Frontex perché sa di commettere non solo gravi illegalità ma persino dei crimini: oltre ad impedire l'accesso alla propria frontiera impedisce anche l'arrivo dei soccorsi e lascia morire le persone, nel timore che distribuire viveri e coperte possa  costituire un fattore di attrazione.

Un obiettivo di questo terribile ping – pong di confine, è premere su un nodo irrisolto della Ue: i migranti. C’è il timore che vi sia un piano di Mosca per gettare scompiglio nell’area circostante, visto che anche l’Ucraina sta raddoppiando i controlli al confine con la Bielorussia.

L’Europa che ha saputo fare accordi con la Turchia e altri Paesi per fermare i flussi migratori pare ora incapace di prendere decisioni comuni. Lo prova il recente Consiglio europeo che è riuscito soltanto a bloccare il tentativo di finanziare coi soldi dei cittadini i muri anti-migranti che sorgono in Europa.

Sorprendente resta invece, la solidarietà degli abitanti lungo il confine polacco: lasciano accesa una luce verde per significare a chi attraversa la frontiera che lì troverà un pasto caldo, coperte, braccia aperte e nessun spione pronto a chiamare la polizia. Hanno aperto anche una pagina sui social con informazioni in arabo, curdo, francese e polacco.

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