Mercoledì, 08 dicembre 2021 - ore 10.59

Cremona Pianeta migranti. Il Mondiale calcio Qatar rende schiavi i migranti.

Dopo giornate di lavoro estenuante, tornano ai loro squallidi campi dove vivono in spazi sovraffollati e in condizioni terribili.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta migranti. Il Mondiale calcio Qatar rende schiavi i migranti.

Cremona Pianeta migranti. Il Mondiale di calcio in Qatar rende schiavi i lavoratori migranti.

 Amnesty International denuncia le condizioni in cui sono costretti a vivere gli operai che stanno costruendo le strutture per il 2022, dal mancato pagamento dei salari agli alloggi fatiscenti. "La Fifa ha il dovere di intervenire”. Amnesty invita a firmare un appello.

 E' già stato soprannominato il mondiale degli schiavi dopo l'inchiesta del Guardian che ha rivelato le disumane condizioni di lavoro e gli spaventosi abusi sulla manodopera impiegata nella costruzione delle infrastrutture per i Mondiali di calcio 2022 in Qatar.

 I lavoratori migranti sono al centro della realizzazione del sogno del Qatar di ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2022. Ma 10 anni dopo che la FIFA ha assegnato il torneo al Qatar destinato a generare enormi entrate, migliaia di migranti vengono ancora sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli che possono costringerli a lavorare un numero di ore eccessive o impedire loro di cambiare lavoro.

 Per i lavoratori migranti sfruttati, è molto difficile ottenere giustizia o risarcimenti. Non possono aderire ai sindacati, quindi non possono lottare per migliorare le condizioni di lavoro.

 Sono oltre 6500 gli operai che hanno perso la vita in Qatar, impegnati nella costruzione di stadi, strade, aeroporti, hotel e altre infrastrutture che renderanno possibile lo svolgimento del Mondiale di calcio del 2022. E l’80% di loro sono lavoratori stranieri provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka.

 Una cifra mostruosa, venuta a galla lo scorso febbraio grazie a un’inchiesta del quotidiano britannico Guardian che ha messo ancora una volta in discussione le condizioni pessime dei cantieri e gli scarsi diritti di cui dispongono questi lavoratori molti dei quali muoiono a causa  del grande caldo e umidità che compromettono la salute in modo fatale.

 Dopo giornate di lavoro estenuante, tornano ai loro squallidi campi dove vivono in spazi sovraffollati e in condizioni terribili.

 Allora capita che qualcuno di loro cominci ad annaspare e non riesca più a respirare, finendo poi col rantolare sul pavimento sotto lo sguardo sconcertato dei compagni che si chiedono a chi toccherà, la prossima volta, questa brutta fine .

 Quando la FIFA ha deciso di far svolgere le gare della Coppa del Mondo in Qatar sapeva – o avrebbe dovuto sapere – dei rischi intrinseci nell’ospitare il torneo lì, a causa della forte dipendenza del paese dai lavoratori migranti e del grave sfruttamento che essi devono affrontare.

 Secondo Amnesty International, la FIFA ha la responsabilità di intervenire in difesa dei lavoratori  a rischio di abuso sul lavoro e dovrebbe usare la sua influenza per sollecitare il Qatar a proteggere adeguatamente la manodopera migrante.

 Uno sport d’alto livello come un Mondiale, che per fare giganteschi profitti e gloria sportiva si appoggia su cariatidi umane e su lager di sfruttamento fa tornare alla memoria i campi di concentramento nazisti; va pertanto denunciato, condannato e non applaudito o osannato come sta avvenendo, oscurando la strage di lavoratori che produce.

Per questo, Amnesty invita tutti a firmare l’appello “Insieme, possiamo rendere Qatar 2022 un punto di svolta per i lavoratori migranti” 

L’appello è in:

https://www.amnesty.it/appelli/qatar-stop-allo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti/ 

 

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