D'Attore (PD): università pubblica italiana sotto-finanziata rispetto media Ue
“L’aumento nominale del Fondo di finanziamento ordinario per l’Università di 336 milioni per il 2025 evita un’ulteriore compressione delle risorse per gli atenei pubblici, anche se, in termini reali, considerando l’impatto degli aumenti stipendiali del personale e la riallocazione dei fondi del piano straordinario di reclutamento, consente di recuperare meno della metà delle risorse perse nel 2024.Da questo punto di vista, pur evitando di replicare i pesanti tagli dell’anno scorso, il governo conferma una scelta di fondo profondamente sbagliata. Il percorso di graduale crescita dell’FFO in rapporto al PIL e all’inflazione, avviato a partire dal 2017 dopo la stagione dell’austerità, è stato bruscamente interrotto. L’Università pubblica italiana resta pesantemente sotto-finanziata rispetto alla media europea. L’imminente conclusione del ciclo dei finanziamenti del PNRR rende la situazione ancora più preoccupante, specie per i circa 30.000 giovani ricercatori precari a rischio di una imminente espulsione dal sistema”.
Così in una nota Alfredo D'attorre, responsabile Università e ricerca nella segreteria PD.



