Sabato, 20 giugno 2026 - ore 06.07

Da Cremona a Torino, presentato oggi lo studio ‘Antonio Stradivari archettaio’

Lo studio, promosso dal Museo del Violino e realizzato in collaborazione con Università di Pavia e Cr.Forma, presentato nell’ambito del 23° Congresso IGIIC

| Scritto da Redazione
Da Cremona a Torino, presentato oggi lo studio ‘Antonio Stradivari archettaio’

È un Antonio Stradivari inedito il protagonista delle ricerche promosse dal Museo del Violino Antonio Stradivari, in collaborazione con il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali della Università di Pavia e Cr.Forma, Azienda Speciale Servizi di Formazione della Provincia di Cremona, presentate oggi a Torino al Centro Conservazione e Restauro presso Venaria Reale, a Torino, nell’ambito del XIII Congresso dell’International Institute for Conservation sul tema Lo stato dell’Arte. Lo studio del Conservatore delle Collezioni MdV, Fausto Cacciatori – svolto con la collaborazione del paleografo Marco D’Agostino dell’Università di Pavia e dei docenti di Cr.Forma Mario Amedeo Lazzari, Donatella Melini, Curzio Merlo, Elisa Mosconi ed Emilio Slaviero – documenta, partendo dai reperti della collezione Fiorini, l’attività di Stradivari come archettaio.

Attraverso un approccio multidisciplinare, la ricerca vuole affrontare e rispondere alle questioni correlate all’autenticità dei modelli e degli archetti donati a Cremona da Giuseppe Fiorini e oggi conservati presso il Museo del Violino. Il risultato porta all’attribuzione a Stradivari di un arco (N. 477), databile fra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Tanto più che uno dei modelli dei nasetti parte della collezione stradivariana, il N. 483, si adatta perfettamente alla bacchetta e l’annotazione presente è attribuita, dall’indagine paleografica, a uno dei figli del liutaio.

Il percorso di ricerca dell’equipe cremonese si è sviluppato attraverso un’approfondita ricerca bibliografica e iconografica relativa alla caratterizzazione degli archetti costruiti nel periodo 1650-1750: luoghi di produzione, autori, caratteristiche tecniche e loro evoluzione. Alla documentazione fotografica degli archetti e dei modelli è seguito il rilievo dimensionale; in particolare, per i due archi si è proceduto alla compilazione di schede descrittive dettagliate. Le indagini realizzate sui archetti e modelli hanno mirato alla identificazione delle essenze lignee; sui modelli, in particolare, un contributo essenziale è venuto dalle indagini paleografiche delle annotazioni e dalla caratterizzazione chimico-fisica degli inchiostri.

Infine, utilizzando i rilievi di Mosconi e sotto la guida di Slaviero, gli allievi di Cr.Forma hanno realizzato una copia dell’archetto e del nasetto. La ricostruzione sarà esposta al Museo del Violino sabato 7 novembre in occasione dell’incontro di studio dedicato agli archi delle Collezioni Civiche liutarie del Comune di Cremona.

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