PARTITO RADICALE NONVIOLENTO TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO
Delegazione del Partito Radicale in visita alla Casa Circondariale di Cremona
Mercoledì 19 agosto 2026, alle ore 10.00, una delegazione di iscritti al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, autorizzata dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ai sensi dell'art. 117 del D.P.R. 230/2000, visiterà la Casa Circondariale di Cremona.
La delegazione sarà composta dall’avv. Simona Giannetti, Maria Teresa Molaschi, Ermanno De Rosa, Samuele Resmini e Gino Ruggeri.
La visita di Cremona si inserisce nel ciclo di visite che, come ogni anno specialmente nel mese di agosto, vedrà iscritti e dirigenti del Partito Radicale presenti nella quasi totalità degli istituti penitenziari italiani. Un'iniziativa che si rinnova da oltre cinquant'anni e che rappresenta uno degli strumenti più significativi dell'azione politica nonviolenta del Partito Radicale a tutela dei diritti umani, della legalità e dello Stato di diritto.
Le visite non hanno carattere ispettivo.
Sono momenti di osservazione, ascolto e monitoraggio delle condizioni dell'intera comunità penitenziaria: delle persone detenute e delle persone "detenenti", secondo l'espressione coniata da Marco Pannella per ricordare che la crisi del sistema penitenziario investe tanto chi è privato della libertà personale quanto gli appartenenti alla Polizia penitenziaria, i direttori, gli educatori, gli operatori sanitari e tutto il personale che quotidianamente opera negli istituti.
Da oltre mezzo secolo il Partito Radicale denuncia come il continuo ricorso alla categoria dell'"emergenza carceri" rischi di alterare la reale natura del problema. Ciò che si protrae ininterrottamente da decenni non può più essere definito un'emergenza: è una condizione strutturale di persistente illegalità che coinvolge l'intero sistema penitenziario.
Sovraffollamento, carenza di personale, insufficienza dell'assistenza sanitaria, difficoltà trattamentali, condizioni di vita spesso incompatibili con il dettato costituzionale e con gli obblighi internazionali assunti dall'Italia rappresentano una situazione che non può essere accettata come fisiologica.
Per questa ragione Marco Pannella denunciava uno Stato in flagranza di reato, richiamando la responsabilità delle istituzioni di fronte alla sistematica violazione dei principi costituzionali e convenzionali che impongono il rispetto della dignità della persona e della funzione rieducativa della pena.
Una denuncia che, purtroppo, conserva ancora oggi tutta la sua attualità.
Le visite del Partito Radicale intendono documentare questa realtà affinché non venga nascosta dietro l'alibi dell'emergenza permanente. Chiamare "emergenza" ciò che dura da decenni significa, infatti, rinunciare ad affrontarne le cause e le responsabilità.
Lo Stato è chiamato semplicemente a rispettare la legge. La legalità deve tornare a varcare la soglia degli istituti penitenziari, perché il carcere non può essere il luogo nel quale la Repubblica sospende la propria Costituzione.
Questo lo spirito con il quale la delegazione radicale visiterà la Casa Circondariale di Cremona.
Gino Ruggeri



