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Dimissioni Draghi E il termovalorizzatore fa esplodere la crisi | Marco Pezzoni

Forse perché Letta voleva favorire più Gualtieri che comprendere il disagio dei 5Stelle?

| Scritto da Redazione
Dimissioni Draghi E il termovalorizzatore fa esplodere la crisi | Marco Pezzoni

La polpetta avvelenato del termovalorizzatore fa esplodere la crisi di Governo | Marco Pezzoni

Ed ecco la crisi di Governo esplodere e far esplodere tutte le contraddizioni che la soluzione "tecnica" di Draghi doveva attenuare/aggirare/nascondere.

 La "causa prossima" della crisi è una "polpetta avvelenata" che nè Conte, nè Draghi nè Letta hanno saputo o voluto gestire. Questa polpetta avvelenata si chiama termovalorizzatore di Roma il cui provvedimento a sostegno del sindaco Gualtieri era inserito nel DL Aiuti e che dal DL Aiuti poteva benissimo essere scorporato e messo in altro provvedimento.

Questa sarebbe stata la scelta più intelligente visto che sul DL Aiuti il Governo era deciso a mettere la fiducia e che il M5Stelle l'avrebbe votata purché il provvedimento non contenesse più quella specifica misura. Perché non lo si è fatto? Forse perché alla fine si pensava che Conte avrebbe ceduto? Forse perché Draghi  voleva riaffermare la sua autorevolezza indiscussa?

Forse perché Letta voleva favorire  più  Gualtieri che comprendere il disagio dei 5Stelle? Sta di fatto che la frittata della crisi ha questi tre padri, tutti e tre non all'altezza della situazione. Draghi ha reagito con coerenza dando le dimissioni o spinto dal suo ego ferito come si trattasse di lesa maestà?

Letta nel suo immobile moderatismo ha capito che gli alleati vanno coltivati e rispettati, non solo utilizzati come portatori di voti? Conte ha colto che la polpetta avvelenata del termovalorizzatore nascondeva una insidia ben maggiore: quella di fargli  assumere la colpa di provocare una crisi di Governo? Adesso per Conte fare marcia indietro risulta molto difficile. Difficile rimettere insieme i cocci della maggioranza di Governo, ma anche il campo largo ne esce con le ossa rotte.

E questo getta una brutta luce sulla prospettiva delle prossime elezioni politiche. Rinviare, rinviare, rinviare il rinnovamento del Pd e il consolidamento del campo largo espone ai colpi e contraccolpi causati da possibili incidenti di percorso. Ma questi incidenti sono la "causa prossima" della crisi, la "causa remota" di fondo è il mancato coraggio del centrosinistra italiano a cambiare, rinnovandosi e affrontando con radicalità la emergenza sociale e quella climatico-ambientale.

Marco Pezzoni (Cremona)

15 luglio 2022

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