Martedì, 01 dicembre 2020 - ore 21.54

Diteci perché è stato ucciso Andrea Rocchelli

Importante servizio con le ultime foto di Rocchelli su L’Espresso Per la prima volta parlano Rino Rocchelli ed Elisa Signori, i genitori del fotografo morto nel 2014

| Scritto da Redazione
Diteci perché è stato ucciso Andrea Rocchelli

Le foto, (vai al sito http://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2016/10/06/news/andrea-rocchelli-1.285200 )  tratte dal servizio di Tiziana Faraoni sull’Espresso, appartiene agli ultimi istanti di vita del fotografo che l’ha scattata, Andrea Rocchelli, come pure del giornalista che vi è ritratto, Andrej Mironov. Entrambi, giornalisti inermi, verranno di lì a poco uccisi da una granata o da un colpo di mortaio. Le indagini non dicono molto né sulla dinamica né sulle cause né sulle motivazioni di questo duplice assassinio.

Per la prima volta parlano Rino Rocchelli ed Elisa Signori, i genitori del fotografo morto nel 2014 a Sloviansk . Lucia Sgueglia li ha intervistati sulla situazione delle indagini, che si può riassumere così: “L’Ucraina vuole chiudere l’inchiesta. Senza cercare chi ha sparato”.

Mezz’ora prima dello scatto qui sotto, i due reporter vittime della guerra civile scatenatasi in Ucraina erano scesi dall’auto e avevano iniziato a perlustrare la zona, alla periferia di Sloviansk. Era il 24 maggio del 2014, il luogo appariva tranquillo, il conflitto non aveva iniziato ancora la sua terribile escalation.

All’improvviso la piccola troupe con Rocchelli e Mironov, visibilmente non armata, era stata fatta oggetto di raffiche d’arma da fuoco. Subito l’intero gruppo era corso a rifugiarsi dietro una specie di terrapieno, in un avvallamento del terreno: è il luogo che si vede qui sotto, ormai già offuscato dalla polvere delle granate che piovono sistematicamente per almeno un quarto d’ora.

Alla fine di questo attacco, furioso quanto ingiustificato, rimangono a terra esanimi Andrea Rocchelli e Andrej Mironov, ma forse anche un’altra persona di cui a tutt’oggi non si conosce l’identità: è il “quinto uomo” di cui, a quanto ci risulta, non si fa parola nelle carte delle autorità ucraine.

I genitori di Rocchelli lanciano un appello: «Né noi né sua sorella Lucia né la sua compagna Mariachiara abbiamo obiettivi di vendetta. Vogliamo però certo sapere com’è andata, conoscere la dinamica dei fatti. Che si faccia luce sul caso con serietà e onestà, senza mistificazioni, e venga fatta giustizia. È chiaro che chi fa questo lavoro si espone al rischio. Ma non deve passare con facilità l’idea che l’uccisione di un giornalista venga considerata un rischio fisiologico del mestiere, la sua morte un “danno collaterale”, “normale” in situazioni di pericolo, o in una guerra non dichiarata come questa».

Fonte: L'AVVENIRE DEI LAVORATORI La più antica testata della sinistra italiana, www.avvenirelavoratori.eu

 

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