Mercoledì, 19 settembre 2018 - ore 10.53

Editoriale di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona ‘FATTI, NON PAROLE!’

“In Coldiretti vale sempre il motto: fatti, non parole!” E’ il titolo dell’editoriale a firma di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona (significativo anche il sottotitolo: “La differenza tra il dire e il fare serve a misurare le persone, ma anche le Organizzazioni”), posto in apertura del nuovo numero del Coltivatore Cremonese, il periodico della Federazione. Riportiamo il testo integrale dell’intervento.

| Scritto da Redazione
 Editoriale di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona  ‘FATTI, NON PAROLE!’  Editoriale di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona  ‘FATTI, NON PAROLE!’

 Editoriale di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona  ‘FATTI, NON PAROLE!’

“In Coldiretti vale sempre il motto: fatti, non parole!” E’ il titolo dell’editoriale a firma di Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona (significativo anche il sottotitolo: “La differenza tra il dire e il fare serve a misurare le persone, ma anche le Organizzazioni”), posto in apertura del nuovo numero del Coltivatore Cremonese, il periodico della Federazione. Riportiamo il testo integrale dell’intervento.

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“Nella società delle apparenze, a volte è difficile riconoscere il vero volto delle persone. Tuttavia, per capire subito con chi abbiamo a che fare è sufficiente tenere a mente il vecchio motto latino, fatto proprio dalla saggezza contadina che dice “fatti, non parole!”. Possiamo infatti scegliere di vedere chi ci circonda per quello che a parole dice di essere, ma che potrebbe non corrispondere alla realtà. Oppure potremo basarci sui fatti, sulle azioni che compie e che sono il vero indicatore dei suoi pensieri. Perché le parole sono gratuite, è facile imparare ad usarle bene per raggirare il prossimo o per apparire diversi da quello che si è in realtà. I fatti invece costano fatica, impegno e non possono essere finzione o almeno non possono esserlo a lungo. Per questo dico che c’è una bella differenza anche tra un’organizzazione che vive di proclami ed una che invece bada al sodo. In Coldiretti c’è una “cultura del fare”. Di fronte ad un problema da risolvere non basta “essere presenti”, è necessario affrontare le cose nel concreto, è indispensabile “sporcarsi le mani” per arrivare ad una soluzione, facendosi sempre carico anche dei rischi conseguenti.

Il discorso vale per ogni ambito e mentre altri chiacchierano…..Coldiretti continua a fare. Ed i numeri sono lì a dimostrarlo.

E per restare nel concreto, dico che si sta concludendo un anno in cui non sono mancate le difficoltà ma che ha dato al nostro settore anche alcuni importanti segnali positivi. Da imprenditori quali siamo dobbiamo ripartire da questi segnali che ci danno forza e fiducia, soprattutto perché confermano giorno dopo giorno la validità della linea di Coldiretti, del modello di agricoltura e del progetto che stiamo realizzando.

Anche questi ultimi mesi sono stati densi di appuntamenti che abbiamo affrontato con l’impegno dei Dirigenti, con la partecipazione dei Soci ed il supporto organizzativo di tutta la struttura di Coldiretti Cremona.

A fine settembre abbiamo realizzato nel cuore di Milano il Villaggio Coldiretti, la più grande manifestazione mai organizzata da Coldiretti. Su un’area di sette ettari abbiamo portato in città un’intera fattoria, per una tre-giorni di percorsi didattici, mostre, laboratori, stand delle più pregiate produzioni made in Italy, un menù gourmet a 5 euro, un mercato agricolo con centinaia di aziende lombarde ma anche con decine di agricoltori provenienti dalle zone terremotate, lezioni di orticoltura, workshop e convegni. E’ stato un successo - decretato dalla presenza di oltre 700mila visitatori - per un evento che ha riaffermato il consenso sui temi e sui valori di Coldiretti e che ci restituisce un eccezionale plus di reputazione che sapremo spendere al meglio nelle nostre battaglie politico-sindacali.

Un paio di settimane dopo siamo stati a Cernobbio, alla sedicesima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione dove è stata annunciata la nascita di Filiera Italia, costituita da Coldiretti ed alcuni importanti gruppi dell’agroalimentare italiano come l’Inalca di Cremonini, il Consorzio Casalasco, l’Ocrim, Bonifiche Ferraresi e molti altri. Si tratta di un nuovo modello di integrazione di filiera che va ben oltre il vecchio e consunto modello di interprofessione e che porta Coldiretti a diventare sempre più il sindacato imprenditoriale della filiera agroalimentare. A conferma di ciò, a Cernobbio vengono anche comunicate le adesioni a Coldiretti di molti big dell’agroalimentare (dai 5.300 ettari dell’azienda Torvis ai 3.600 capi da latte dell’agricola Maccarese; le cantine Mastrobernardino, Donnafugata e Bellavista; l’oleificio Farchioni, la quarta gamma della Dimmidisì ed il Pollo Vallespluga, solo per citarne alcuni).

 

A fine ottobre abbiamo organizzato a Malagnino, insieme all’Associazione Italiana Allevatori e presso la sede del CAP, un importante convegno dal titolo “Nuove opportunità per le filiere zootecniche”. Si è trattato di un incontro di alto profilo con circa 300 partecipanti che hanno assistito agli interventi del direttore generale di Ismea Raffaele Borriello, di Gianpiero Calzolari (presidente Granarolo), Federico Vecchioni (Ad Bonifiche Ferraresi), Mario Gasbarrino (Ad Unes), Ettore Prandini (presidente Coldiretti Lombardia) e Claudio Destro (vicepresidente A.I.A.). Le relazioni hanno delineato le traiettorie per una nuova stagione dell’allevamento nazionale con riflessioni di ampio respiro sugli scenari e le opportunità future per le filiere agro-zootecniche, all’indomani dell’entrata in vigore delle nuove norme di attuazione dell’etichettatura di latte e lattiero-caseari con indicazioni più chiare sull’origine dei prodotti e nuovi importanti progetti per la zootecnia da carne.

La Giornata del Ringraziamento – che ha chiuso l’annata agraria – è stata organizzata dalla nostra Federazione nel cuore della città e con grande partecipazione, celebrando la Santa Messa nel Duomo di Cremona. La benedizione di una cinquantina di mezzi agricoli ha successivamente dato il via ai numerosi eventi che hanno caratterizzato l’intera giornata che è stata animata dal Mercato di Campagna Amica, dalla rievocazione degli antichi mestieri da parte del Teatro dei Ricordi di Castelverde, dal coro Le voci della nostra terra, dalla fanfara dei bersaglieri, dalla “polenta pedalata” ai giochi per bimbi.

Cogliendo la preoccupazione dei soci sul problema “aviaria” abbiamo organizzato un incontro a Cremona con il servizio veterinario provinciale per un’analisi della situazione e uno a Brescia, il giorno successivo, insieme alle altre Coldiretti lombarde più interessate, per mettere a punto le azioni e le strategie per affrontare l’emergenza e per ristorare gli allevatori sia per i danni diretti, sia per quelli indiretti. All’incontro erano presenti, oltre ai vertici di Coldiretti regionali e nazionali, anche i massimi dirigenti di Ismea, del Mipaaf, il presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale ed il presidente del Distretto Avicolo lombardo.

Le elezioni per il rinnovo dei Consorzi di Bonifica DUNAS e Navarolo – che hanno decretato il successo delle liste presentate da Coldiretti Cremona – sono state una ulteriore conferma della grande capacità di mobilitazione della nostra Federazione.

Infine, in questi giorni si stanno svolgendo una serie di assemblee zonali, per un dibattito ed un confronto con tutti i soci della Federazione, ed un incontro sulla situazione del settore latte.

Ho voluto ripercorrere brevemente gli appuntamenti più importanti degli ultimi tre mesi per dare il senso e la misura del grande lavoro che si sta facendo, ma soprattutto perché Coldiretti si pesa nei fatti e si misura con i numeri. Ebbene sì, Coldiretti ha anche il vizio di parlare con i dati ed anche questo comportamento non è poi così diffuso in altre organizzazioni.

Quando, recentemente, in un pubblico incontro il presidente di CremonaFiere ha criticato la filiera corta, il Km-Zero di Coldiretti che secondo Piva Antonio sarebbe “dannoso per la nostra economia”. Purtroppo per lui l’affermazione gli è uscita di bocca per carenza di informazioni, senza sapere e senza conoscere i numeri della rete di vendita diretta, degli agrimercato e degli agriturismo. Non sarà certamente una strada adatta per tutte le imprese agricole italiane, ma ad oggi il fatturato di quelle imprese vale circa 8 miliardi di euro. Si tratta di cifre ragguardevoli (più o meno quelli di una buona catena di grande distribuzione italiana!) che fanno onore a tutti gli agricoltori che hanno creduto nella multifunzionalità e che stanno lavorando con successo.

Oltretutto, la vendita diretta rappresenta uno straordinario momento di promozione (gratuita) per il prodotto agricolo italiano.

 

Per questa volta – considerandolo uno svarione dovuto a semplice ignoranza – riteniamo di perdonare l’ex presidente della Libera. Non possiamo però garantire che anche le moltissime aziende della Libera che operano nella vendita diretta dei loro prodotti saranno altrettanto indulgenti verso di lui. Qualcuno potrebbe sentirsi offeso.

E se i numeri rappresentano spesso delle sentenze implacabili, forse anche l’ex direttore dell’APA Gianni Tagliaferri farebbe bene a rifare un po’ i conti. E a dire il vero, forse, sul bilancio di APA avrebbe dovuto farli quand’era ancora in sella! Oggi, il suo grido di dolore per la mancata ribellione di massa dei soci di APA Cremona al commissariamento sembra un clamoroso autogol. Si tratta di numeri che decretano un giudizio anche sul suo operato, o sbaglio?”

“Nel concludere questo editoriale, l’ultimo del 2017 – rimarca Voltini, rivolto ai Soci della Coldiretti, a chiusura del suo intervento sul ‘Coltivatore Cremonese’ – lasciatemi dire che siamo stati bravi. E’ con soddisfazione che ringrazio i dirigenti, i soci ed i collaboratori che hanno contribuito a concludere positivamente questo intenso anno di attività. Mi auguro che il prossimo Santo Natale ed il nuovo anno possano essere ancora più ricchi di impegni e di soddisfazioni, morali e materiali, per tutti noi e per tutte le nostre famiglie e per la nostra grande Coldiretti”.

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