Energia e clima: avviato il percorso per il PAESC di Cremona
Il convegno in Università Cattolica apre il confronto sul futuro della città
Cremona, 19 ottobre 2026 – Si è concluso questo pomeriggio il convegno “Energia e clima: costruiamo la Cremona del futuro”, tenutosi nell’Aula Magna del Campus di Santa Monica, presso la sede cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Organizzato e promosso dal Comune di Cremona, Ufficio Energia del Settore Area Vasta, Ambiente e Transizione Ecologica, l’evento ha segnato il momento pubblico di avvio del percorso che porterà all’elaborazione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC).
L’iniziativa si colloca nel solco degli indirizzi assunti dal Consiglio Comunale che, lo scorso 28 settembre, ha deliberato il rinnovo degli impegni di Cremona nell’ambito del Covenant of Mayors - Europe, in continuità con l’adesione al Patto dei Sindaci del 2009. Il nuovo quadro di riferimento adegua gli obiettivi della città all’attuale politica europea in materia di energia e clima, oltre a prevedere la predisposizione e l’approvazione del PAESC entro due anni. La programmazione locale viene così proiettata verso l’orizzonte della neutralità climatica al 2050, entro una cornice che integra mitigazione, adattamento e contrasto alla povertà energetica, affidando a obiettivi misurabili, azioni verificabili e monitoraggio periodico la concreta attuazione delle scelte assunte.
I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Andrea Virgilio, Sindaco di Cremona, di Matteo Burgazzoli, vicedirettore per la sede di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e di Giuseppe Cabini, presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Cremona. Burgazzoli ha sottolineato l’importanza di eventi simili per gli atenei e la loro missione, mentre Cabini ha ricordato quanto la transizione ecologica e la transizione energetica rappresentino per i tecnici una sfida di pianificazione e di gestione dello spazio urbano.
«Abbiamo voluto questo incontro per aprire un confronto sul futuro di Cremona e dare forza a un percorso che, come Giunta, consideriamo importante. Il PAESC deve aiutarci a tradurre gli obiettivi energetici e climatici in scelte concrete, riconoscibili nella vita della città. Scelte che riguardano le abitazioni, gli spostamenti, gli spazi pubblici, le attività produttive e il costo dell’energia - ha dichiarato il Sindaco Andrea Virgilio -. Anche il nubifragio che ha colpito Cremona ci ha ricordato l’importanza della prevenzione e della cura del territorio. Da questa consapevolezza dobbiamo ricavare indicazioni per programmare gli interventi, rafforzare le infrastrutture e accompagnare la ricostruzione del patrimonio verde. Il nostro compito è tenere insieme la riduzione delle emissioni e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Farlo a Cremona significa partire dalle caratteristiche di una città del Po, nel cuore della Pianura Padana, strettamente legata all’agricoltura, alle filiere agroalimentari e alla manifattura. C’è poi un criterio che deve accompagnare tutte queste scelte: i benefici della transizione devono essere accessibili anche a chi ha meno possibilità di investire. Una famiglia che vive in un’abitazione poco efficiente può pagare bollette elevate senza avere le risorse per migliorarla. Per questo il contrasto alla povertà energetica deve entrare nella progettazione degli interventi. La partecipazione stessa ha bisogno di continuità. Vogliamo costruire rapporti di lavoro stabili con cittadini, associazioni, categorie economiche e mondo della ricerca, dando a ciascuno la possibilità di contribuire e di seguire l’avanzamento delle azioni. Il Comune deve saper tenere insieme questa collaborazione, assumendo la responsabilità delle scelte e rendendo conto dei risultati. Questo è il significato che vogliamo dare all’appuntamento di oggi: raccogliere indicazioni utili e trasformarle in un lavoro condiviso e verificabile. La credibilità del percorso dipenderà dalla capacità di dare seguito agli impegni che assumeremo».
La sessione plenaria
Il confronto ha assunto quale punto di partenza la necessità di leggere congiuntamente trasformazioni climatiche, sistema energetico, assetti produttivi e capacità di risposta delle città, ponendo in relazione conoscenza scientifica, programmazione pubblica ed esperienze maturate a scala locale e regionale. La sessione plenaria, introdotta e moderata da Marina Venturi, Dirigente del Settore Area Vasta, Ambiente e Transizione Ecologica, ha approfondito le principali componenti che concorreranno alla costruzione del nuovo Piano.
Dino Zardi, professore ordinario dell’Università degli Studi di Trento, ha delineato le evidenze relative all’evoluzione del clima, richiamando l’aumento delle temperature, le modificazioni del ciclo idrologico e dei regimi delle precipitazioni, nonché le conseguenze che tali fenomeni determinano sugli ecosistemi, sulle attività agricole e sui sistemi territoriali. Sul versante energetico, Simone Franzo’, professore associato del Politecnico di Milano, ha affrontato il ruolo delle fonti rinnovabili rispetto alla decarbonizzazione, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla riduzione dell’esposizione alla volatilità dei combustibili fossili, collocandone lo sviluppo entro un sistema nel quale assumono rilievo efficienza energetica, elettrificazione dei consumi, reti, sistemi di accumulo e flessibilità della domanda.
Il rapporto con il sistema agricolo e produttivo è stato sviluppato da Stefano Amaducci e Francesco Timpano, professori ordinari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Amaducci ha approfondito potenzialità e condizioni di sostenibilità delle agroenergie, con particolare riferimento a biogas, biometano e agrivoltaico; Timpano ha esaminato il contributo delle bioenergie alla valorizzazione delle filiere agricole e agroindustriali e le possibili ricadute sul sistema economico, sugli investimenti e sull’occupazione. La prospettiva dell’adattamento è stata affidata a Mita Lapi, responsabile dell’Area di ricerca Sviluppo sostenibile della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, che ha illustrato la Strategia Integrata Regionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico della Lombardia, approvata dalla Giunta regionale nel novembre 2025.
L’intervento, predisposto con Gian Luca Gurrieri, dirigente dell’Unità Organizzativa Clima e qualità dell’aria di Regione Lombardia, ha restituito indirizzi e strumenti attraverso i quali il livello regionale intende rafforzare la capacità dei territori di rispondere agli impatti del cambiamento climatico. La relazione dedicata al percorso verso il PAESC di Cremona, curata da Marina Venturi insieme a Luisa Geronimi e Giuseppe Maffeis di TerrAria S.r.l., ha quindi illustrato l’impostazione assunta per la redazione del Piano, ricostruendo il lavoro già svolto, la base conoscitiva in corso di consolidamento e le successive fasi operative.
La costruzione del PAESC
La costruzione del Piano procederà a partire dall’aggiornamento dell’inventario energetico ed emissivo e dall’analisi dei rischi e delle vulnerabilità climatiche, cui faranno seguito gli approfondimenti del gruppo di lavoro intersettoriale del Comune, la definizione degli obiettivi e l’individuazione delle azioni riferite ai tre ambiti della mitigazione, dell’adattamento e della povertà energetica. Il cronoprogramma prevede il completamento del quadro conoscitivo entro la fine di ottobre, l’avvio da novembre degli incontri con i diversi Settori comunali e, nei mesi successivi, la progressiva definizione e verifica della componente strategica, sino alla formalizzazione del documento prevista nei primi mesi del 2027.
L’impostazione adottata assume carattere trasversale rispetto all’organizzazione dell’Ente. La ricognizione delle misure già attive e delle progettualità in corso sarà affiancata da una valutazione della loro coerenza rispetto ai nuovi obiettivi, così da ricondurre entro una cornice unitaria interventi e strumenti relativi a competenze differenti, individuando successivamente le ulteriori azioni da sviluppare. In questa prospettiva trovano collocazione le iniziative promosse negli ultimi anni sul versante della produzione e della condivisione dell’energia rinnovabile, dell’efficienza dei consumi e del coinvolgimento del sistema locale. Tra queste, la costituzione della Fondazione CER Città di Cremona ETS, il progetto di autoconsumo diffuso collegato al parco fotovoltaico di via Postumia, realizzato con AEM Cremona, oltre alle numerose attività rivolte a cittadini, professionisti e quartieri sui temi del risparmio e dell’efficientamento energetico. Il progetto di sensibilizzazione sulla sostenibilità e la transizione energetica svolto nelle scuole tra gennaio e aprile del corrente anno ha coinvolto oltre 600 studenti in 22 incontri, attraverso percorsi differenziati per età dedicati ai consumi, alle fonti rinnovabili, all’efficienza degli edifici e alle configurazioni di condivisione dell’energia.
Le relazioni consolidate con ordini professionali, università e scuole, categorie economiche e sociali, associazioni, quartieri e competenze tecniche costituiscono un patrimonio che sarà valorizzato durante l’elaborazione del PAESC. Il contributo apportato dagli stakeholder accompagnerà le diverse fasi di definizione delle priorità e delle azioni, integrando la lettura tecnico-conoscitiva con esigenze, esperienze e progettualità espresse dai soggetti che operano sul territorio.
La tavola rotonda
La seconda parte della giornata, introdotta e moderata dall’assessora all’Ambiente, Protezione civile e Risorse umane Simona Pasquali, ha posto a confronto esperienze amministrative e contributi riferiti ad alcuni degli ambiti maggiormente interessati dai processi di transizione. Particolare rilievo ha assunto l’intervento di Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e già Ministro dell’Ambiente dal 1996 al 2000, dedicato al ruolo delle città nell’attuazione delle politiche di transizione ecologica. L’aggravarsi degli eventi meteorologici estremi, richiamati anche con riferimento a quanto registrato a Cremona durante l’estate, è stato posto in relazione con la necessità di rafforzare le misure di adattamento e di riduzione delle emissioni, unitamente alla progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e al rafforzamento della sicurezza energetica.
«Parlare del cambiamento climatico, approfondire gli studi e capire come affrontarlo è il compito che abbiamo per il futuro delle nostre città - ha evidenziato l’assessora Simona Pasquali -. È necessario condividere sempre di più con i cittadini queste considerazioni. Il convegno di oggi rappresenta l’avvio del percorso della redazione del PAESC, un piano che integrerà azioni sovrasettoriali proprio in una visione integrata di energia e clima».
Il confronto tra amministrazioni locali ha restituito differenti modalità di traduzione degli obiettivi climatici entro gli strumenti ordinari di governo urbano. Camilla Bianchi ha illustrato l’esperienza del Piano Aria e Clima di Brescia, città presso la quale ricopre l’incarico di Assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde, orientato all’integrazione tra pianificazione urbanistica, mobilità, energia, verde, biodiversità e rigenerazione dello spazio pubblico. Il funzionario tecnico Ilaria Fumagalli ha presentato il percorso di Bergamo verso la neutralità climatica nell’ambito della Missione europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities” e del relativo Climate City Contract. Serena Trussardi ha approfondito la Strategia di Transizione Climatica sviluppata sul territorio di Monza, Comune presso il quale ricopre l’incarico di Dirigente del Settore Ambiente ed Energia, fondata sull’analisi delle vulnerabilità e sull’integrazione tra pianificazione, infrastrutture verdi e blu, risorse idriche ed energie rinnovabili.
La tavola rotonda ha successivamente esteso l’analisi alle principali componenti del sistema territoriale. Silvia Motta di ERSAF Lombardia ha affrontato il ruolo dell’agricoltura, del suolo e della gestione delle risorse naturali nella mitigazione e nell’adattamento; Giuseppe Dasti, per la Fondazione CER Città di Cremona, ha illustrato obiettivi e prospettive della Comunità Energetica cittadina; Alessandro Lanfranchi, amministratore delegato di Padania Acque, ha richiamato le implicazioni del cambiamento climatico sulla gestione della risorsa idrica e sulla resilienza delle infrastrutture; Alberto Comi di A2A ha infine approfondito il rapporto tra decarbonizzazione, transizione energetica ed economia circolare, nonché le relative declinazioni nel contesto cremonese.
Il convegno, si è svolto con il patrocinio e la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Regione Lombardia ed è stato accreditato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Cremona.


