Martedì, 23 luglio 2019 - ore 19.33

Flc-CGIL L'accusa Autonomia differenziata, è la fine dell'istruzione

Una nota della Flc Cgil, durissima, boccia le intese sull’autonomia tra governo e regioni del Nord: "Tradiscono clamorosamente l'accordo sull’istruzione nazionale sottoscritto a Palazzo Chigi"

| Scritto da Redazione
Flc-CGIL L'accusa Autonomia differenziata, è la fine dell'istruzione

Flc-CGIL L'accusa Autonomia differenziata, è la fine dell'istruzione

Una nota della Flc Cgil, durissima, boccia le intese sull’autonomia tra governo e regioni del Nord: "Tradiscono clamorosamente l'accordo sull’istruzione nazionale sottoscritto a Palazzo Chigi"

La Flc Cgil, il sindacato della conoscenza, boccia senza se e senza ma l'autonomia differenziata che governo e regioni stanno mettendo a punto. "A leggere il testo delle bozze di intesa fra governo e tre regioni del Nord sulla cosiddetta autonomia differenziata, in modo particolare quelle riguardanti Lombardia e Veneto, in materia di scuola e istruzione, vi è una sola valutazione possibile: testi irricevibili, inaccettabili e da respingere senza alcuna incertezza". E' quanto si legge in una nota del sindacato, che prosegue: "In quelle intese, infatti, viene sancita la fine del nostro sistema educativo nazionale di istruzione e formazione che viene sostituito da un fantomatico 'sistema educativo regionale di istruzione e formazione'".

La federazione fa un lungo elenco delle competenze che saranno modificate: "Personale, contratti di lavoro, mobilità, concorsi, organizzazione, valutazione, rete scolastica, università, fabbisogni di organico, formazione, diritto allo studio universitario e non, condizioni per riconoscere la parità scolastica, organi collegiali, ricerca scientifica e tecnologica, tutto ciò che oggi è regolato dalle leggi nazionali e dai contratti, viene intestato alla Regione. E i dirigenti scolastici, tanto perché non esistano equivoci su dove si vuole andare a parare, vengono da subito dichiarati direttamente dipendenti dall’assessore regionale all’istruzione".

"Il testo - prosegue la nota della Flc Cgil - assume poi il tono della beffa laddove non si stanca di ripetere ad ogni passo: 'nel rispetto dei principi fondamentali delle leggi dello Stato', 'nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche', 'nel rispetto dei contratti nazionali di lavoro del comparto scuola e della dirigenza scolastica'. Parole vuote - commenta la Flc -, che cozzano con i contenuti delle intese".

Il sindacato ricorda al premier Conte che "non una di quelle proposizioni contenute nelle intese in materia di istruzione può essere ritenuta compatibile con l’intesa da lui sottoscritta con noi il 24 aprile 2019 a Palazzo Chigi. Le lavoratrici e i lavoratori del mondo dell’istruzione e della ricerca sapranno trarre le dovute conclusioni circa il tasso di affidabilità del governo. Il diritto all’istruzione rappresenta il cardine della coesione nazionale, è un diritto sociale che la Costituzione esige sia garantito in maniera uguale ad ogni cittadino, indipendentemente dalla sua residenza nel territorio nazionale. Il mondo della scuola e dell’istruzione si opporrà con tutte le sue forze a chi questo diritto vuole manomettere e rendere inefficace", conclude la Flc.

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