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Fondi sulle politiche sociali: l’appello dei comuni lombardi a Regione e Governo

I comuni che hanno firmato l'appello oltre Cremona sono Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese.

| Scritto da Redazione
Fondi sulle politiche sociali: l’appello dei comuni lombardi a Regione e Governo

Fondi sulle politiche sociali: l’appello dei comuni lombardi a Regione e Governo

Sei proposte per il dialogo istituzionale. Della Giovanna: «Occorre valutare le carenze del sistema di welfare»

 

Cremona, 30 settembre 2026 - Un appello a Regione Lombardia, al Governo e ad ANCI da parte dei Comuni lombardi per una programmazione pluriennale e strutturale delle politiche sociali. A sottoscriverlo è stata anche l’Assessora alle Politiche Sociali e Fragilità Marina Della Giovanna insieme agli assessori e alle assessore di Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese. L’obiettivo della lettera è favorire il dibattito tra istituzioni in una logica di collaborazione per venire incontro alle tante esigenze in corso sui territori. “I Comuni - si legge nel documento - si trovano oggi a fronteggiare uno squilibrio strutturale tra entrate certe e spese sociali. Da un lato, si registrano la progressiva riduzione o l'incertezza di alcuni finanziamenti destinati al contrasto della povertà e una significativa frammentazione delle fonti di finanziamento; dall'altro, aumentano gli oneri connessi alla presa in carico delle persone e delle famiglie in condizioni di fragilità”.

 

«L'iniziativa dei Comuni lombardi nasce da una valutazione condivisa delle carenze strutturali del sistema di welfare - sottolinea l’Assessora Della Giovanna -. Quello che chiediamo fortemente ai livelli sovraordinati, a partire da Regione fino al Governo, è il superamento della frammentarietà dei finanziamenti e dei bandi a scadenza. Vogliamo far sentire la voce dei territori perché il welfare locale ha bisogno di certezze per poter garantire risposte continuative a problemi sempre più diffusi e complessi». 

 

L’auspicio dei firmatari è che si ponga particolare attenzione alla posizione delle amministrazioni locali nel sistema di welfare. “I Comuni - si legge nella lettera - sono il primo luogo nel quale emergono i nuovi bisogni sociali e spesso l'ultimo presidio a cui persone e famiglie possono rivolgersi. Per questo non è più rinviabile un quadro nazionale e regionale che garantisca livelli essenziali, responsabilità chiare e risorse strutturali, evitando che l'accesso ai diritti dipenda dalla capacità finanziaria dei singoli territori”. 

 

Gli assessori dei comuni lombardi hanno suggerito la convocazione di un tavolo istituzionale che affronti sei punti complessivi: garantire la continuità dei servizi nati con il PNRR, prevedendo un fondo strutturale dedicato; rafforzare e rendere stabile il Fondo Povertà, assicurando ai Comuni e agli Ambiti risorse adeguate alla crescente domanda sociale; rivedere il sistema di finanziamento degli interventi rivolti ai minori stranieri non accompagnati, ai giovani in prosieguo amministrativo e all'accoglienza, garantendo una copertura adeguata e proporzionata agli oneri effettivamente sostenuti dai territori; rafforzare le politiche per la non autosufficienza, assicurando risorse stabili e adeguate per i servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali rivolti alle persone anziane e con disabilità, nonché per il sostegno ai caregiver familiari; avviare una programmazione finanziaria pluriennale delle politiche sociali e sociosanitarie, che dia certezza ai Comuni e agli Ambiti nella costruzione dei bilanci e dei Piani di zona e definisca con chiarezza responsabilità, livelli essenziali delle prestazioni e modalità di collaborazione tra Stato, Regioni, Comuni, Ambiti territoriali e servizi sanitari; e semplificare e integrare i diversi fondi destinati alle politiche sociali, riducendo la frammentazione delle misure e favorendo una programmazione unitaria e orientata ai bisogni delle persone.

 

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