Lunedì, 26 agosto 2019 - ore 00.31

Franco Bordo (Democratici e Progressisti): ‘Sui voucher si consuma un grave strappo’

Il Deputato: «Nessuno nega che vi siano lavori occasionali da regolamentare. Altra cosa è invece la precarizzazione di massa»

| Scritto da Redazione
Franco Bordo (Democratici e Progressisti): ‘Sui voucher si consuma un grave strappo’

«Sui voucher si sta consumando un grave strappo, con i giovani precari, con i lavoratori e gli elettori, con il sindacato e con le regole democratiche»: così Franco Bordo, Deputato di Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista. «La furbata del Governo è stata di aver abolito i voucher con un decreto per far saltare il referendum, salvo poi, a distanza di poche settimane, inserire in un altro decreto sulla manovra economica una normativa che nei fatti resuscita i voucher. Si viola così la volontà dei cittadini che hanno sottoscritto la richiesta di referendum abrogativo. Quando la Costituzione viene violata, il Presidente della Repubblica ha il dovere, se interpellato, di garantirne il rispetto. Allo stesso modo, se ci sarà un ricorso, la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi», aggiunge il Deputato.

«Siamo in presenza del conflitto tra il potere dei cittadini di svolgere un referendum costituzionale e il potere del Governo e del Parlamento di non poterlo impedire con un colpo evidentemente strumentale», attacca Bordo. «Il Governo poteva e può, invece, presentare una sua proposta, dopo averla confrontata con i proponenti il referendum e le parti sociali, con un’iniziativa autonoma. Nessuno nega che vi siano lavori occasionali da regolamentare. Pensiamo alle ripetizioni private, ai lavori nei giardini di casa, alle babysitter, alle pulizie straordinarie. Altra cosa è estendere i nuovi voucher a tutte le aziende sino a cinque dipendenti, cioè alla maggioranza delle imprese italiane, quando queste hanno vari altri strumenti contrattuali e di legge per ricorrere al lavoro a termine e a chiamata. Con questa precarizzazione di massa si arriva persino a peggiorare la situazione precedente, da tutti definita l’abuso dei voucher», prosegue il parlamentare.

«Un altro grave strappo lo si fa alla strada maestra della concertazione tra Governo e parti sociali. Siamo in presenza di una variante della linea della rottamazione: in questo caso non delle persone, ma di un grande sindacato come la CGIL e della sua volontà di incidere sulle scelte politiche rispetto a temi sempre più condizionati dalla precarizzazione dei rapporti di lavoro e dalla demolizione dei diritti contrattuali», spiega il Deputato MDP.

«Infine, l’ultimo strappo è con la stabilità politica e sociale dell’Italia. Renzi e il PD sanno benissimo che Articolo uno non può accettare questa strada antidemocratica. Il Governo, almeno al Senato, corre dei rischi e a Renzi non spiace un incidente per spingersi verso elezioni anticipate: rimpiange troppo i tempi in cui era a Palazzo Chigi. L’orchestra del potere suona e Renzi gioca le sue partite in tutte le direzioni: mercato del lavoro, aggressione al sindacato, svilimento della Costituzione che non è riuscito a cambiare, legge elettorale a suo uso e consumo, liquidazione del centrosinistra, isolamento di Articolo Uno e della sinistra», conclude Franco Bordo. «Ma non è detto che il gioco renziano riesca. Esistono ancora poteri che garantiscono la democrazia, i lavoratori e i cittadini si mobilitano, le forze della ragione e della libertà sono in campo. E, nonostante tutto, esiste la volontà di rilanciare un progetto progressista di cambiamento per il Paese».

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