Giovedì, 19 maggio 2022 - ore 04.47

''GIOIA. Via Crucis per simulacri'' di e con Livia Gionfrida

In scena venerdì 29 aprile (ore 21) al Teatro Comunale di Casalmaggiore

| Scritto da Redazione
''GIOIA. Via Crucis per simulacri'' di e con Livia Gionfrida ''GIOIA. Via Crucis per simulacri'' di e con Livia Gionfrida ''GIOIA. Via Crucis per simulacri'' di e con Livia Gionfrida ''GIOIA. Via Crucis per simulacri'' di e con Livia Gionfrida

Stagione 2021-2022

Teatro Comunale di Casalmaggiore

Venerdì 29 aprile 2022, ore 21.00

GIOIA

Via Crucis per simulacri

drammaturgia e regia Livia Gionfrida

con Livia Gionfrida 

scene e animazioni Alice Mangano

dipinti Nicola Console

musiche e suoni Andrea Franchi

assistente alla regia Giulia Aiazzi

direzione fotografia animazioni Marianne Boutrit

Nuovo Allestimento

Produzione Metropopolare

un progetto realizzato con la collaborazione della Fondazione Teatro Metastasio di Prato

 


 

 

Un’originale drammaturgia che parla d’amore universale, del mistero della vita, della morte e della sua rappresentazione è “Gioia” drammaturgia e regia di Livia Gionfrida, anche interprete in scena, un nuovo allestimento produzione Metropopolare, realizzato con la collaborazione della Fondazione Teatro Metastasio di Prato, in scena al Teatro Comunale di Casalmaggiore venerdì 29 aprile alle ore 21, nell’ambito della Stagione 2021-2022 diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore, con il sostegno della Regione Lombardia.

Gioia è il modo con cui Maria chiama suo figlio, diventato per le sue scelte di vita motivo di grande sofferenza. Gioia vive da questo rapporto innaturale fra la madre, che sempre vorrebbe il meglio per il proprio figlio, e le personalità borderline, condannate ad una vita “altra”, dei detenuti, che tuttavia a detta della regista-interprete danno al rapporto con la madre un’intensità simbolica, quasi sacrale.

Nello spettacolo troviamo il tema della Pietà cristiana, la suggestione del Pinocchio con la fata, e il destino di queste madri, a volte senza mezzi culturali ed economici, che devono anche sopportare non di rado il maltrattamento dei figli dentro le mura del carcere. Una via Crucis dove è la madre a portare la croce che accompagna il figlio nel supplizio senza poterlo alleviare sviluppando il tema del genitore e del figlio violato. Un rapporto che si alimenta con rimandi ai lai testoriani, ad antiche suggestioni letterarie ribadito anche dai passi di Donna de Paradiso di Jacopone da Todi di cui riverberano le parole che il dolore non permette, da folgoranti animazioni video e simboli provenienti dall’immaginario religioso. 

«Da qualche anno - scrive Livia Gionfrida - ho nella testa l’idea di fare uno spettacolo che parli di morti ammazzati per mano dello Stato. Non è un argomento facile per me. Lavoro in carcere, dove da molto tempo conduco una singolare esperienza di ricerca teatrale. Ho conosciuto in questi anni molti detenuti e conosco il duro impegno di chi, agenti e operatori, opera all’interno degli istituti di pena, ma per mia stessa natura non sono interessata a tracciare un confine netto tra buoni e cattivi e amo semmai interrogarmi intorno alla natura umana. Chissà, forse è proprio per questo che faccio teatro, ed è ancora per questa ragione che negli ultimi anni ho scelto come residenza artistica ideale, un istituto penitenziario. Non ho mai pensato né prodotto spettacoli del genere che viene definito ‘sociale’, né tantomeno mi sono mai occupata del cosiddetto genere ‘civile’, anche se conosco e stimo alcune importanti esperienze che si definiscono così. Ci sono però alcune storie che sento maturare dentro di me e che ho bisogno di trasformare in domande, in immagini e carne.

Le storie di Stefano Cucchi e di altri che come lui hanno attraversato insieme alle loro famiglie un terribile calvario, le vicende e i crimini commessi lungo la cattiva strada che alcuni detenuti mi hanno raccontato in questi anni, hanno acceso in me la necessità di provare a scrivere questo monologo. Che non vuole essere ‘civile’ ma che spero diventi, semplicemente ‘teatro’.

Il lavoro qui proposto fa parte di un fecondo progetto che ha dato vita a studi autonomi e molto distanti tra loro. Gioia ne rappresenta lo sviluppo, il punto estremo senza ritorno, in cui nascita e morte si incrociano e perdono i contorni». 

Teatro Metropopolare è un progetto di ricerca, ideato da Livia Gionfrida nel 2006, che si avvale di molte collaborazioni, artisti e compagni di viaggio del mondo del teatro, dell’arte visiva, della danza e della musica che in questi anni ne hanno arricchito il percorso. L’Associazione Metropopolare, a cui il progetto fa capo, ha sede a Prato dal 2007 e svolge attività di produzione, formazione, ospitalità e diffusione nell’ambito della ricerca teatrale. Ad una rigorosa indagine estetica sui linguaggi del contemporaneo, affianca da sempre un’attenzione per spazi e territori di confine. Collabora sia con Teatri e Fondazioni teatrali che con istituti penitenziari per adulti e minori, scuole, anziani, donne vittime di abuso, richiedenti asilo e rifugiati. Dal 2008 porta avanti una residenza artistica all’interno della Casa Circondariale di Prato La Dogaia, carcere maschile dove conduce un progetto di formazione, produzione e ospitalità. Nel 2018 Metropopolare entra a far parte della Rete di sostegno e protezione per il contrasto della violenza alle donne della Provincia di Prato. Si impegna attivamente, attraverso spettacoli ed incontri, nella lotta contro gli stereotipi di genere. Nel 2018 Livia Gionfrida riceve il Premio della Critica – A.N.C.T., riconoscimento assegnato per “la straordinaria densità culturale ed emotiva delle opere di Livia Gionfrida, regista, drammaturga e attrice di magica forza espressiva”. E ancora, per “il coraggio, nell’estrema fedeltà alla propria poetica. Il mettersi alla prova ogni volta in nuovi campi della ricerca, sensibile a ogni forma d’arte, sapendo rendere “popolari” anche le citazioni più colte e raffinate.” Nel 2019 Metropopolare vince il bando Residenze Creative del Comune di Prato, aggiudicandosi gli spazi di lavoro all’interno dei Cantieri Culturali Ex Macelli.

Livia Gionfrida, regista ed attrice di origine siciliana, vive attualmente in Toscana dove ha fondato il collettivo Teatro Metropopolare. Nel 2020 inizia il suo percorso di studio sull’opera di Franco Scaldati che l’ha portata a firmare per Teatro Biondo di Palermo lo studio Inedito Scaldati. Nel luglio 2021 dirige il Pinocchio di Franco Scaldati, prodotto dal Teatro Stabile di Catania. Da anni affianca all’attività produttiva anche una intensa attività formativa in Italia e all’estero; nel 2018 inizia la collaborazione con l’Accademia d’Arte del Dramma Antico (I.N.D.A.) di Siracusa.

Informazioni e prenotazioni Tel. 0375 284496 - csc@comune.casalmaggiore.cr.it

Biglietti Platea e Palchi € 20,00 / Ridotti e Loggione € 15,00 / Biglietto cortesia € 10,00

Acquisto biglietti tramite Internet fino a 24 ore prima di ogni spettacolo viene messo a disposizione del pubblico 

un quantitativo di biglietti per l’acquisto sul sito www.vivaticket.it.

Durata 1 h

Ingresso con Super Green Pass e mascherina Ffp2 obbligatoria per tutto lo spettacolo.

Teatro Comunale di Casalmaggiore

Via Cairoli 57 - Casalmaggiore Tel. 0375 200434

teatro@comune.casalmaggiore.cr.it - www.teatrocasalmaggiore.it

FB @TeatroComunaleCasalmaggiore - Ig @teatrocasalmaggiore

Ufficio Stampa Raffaella Ilari, Mob. (+ 39) 333. 4301603, e-mail raffaella.ilari@gmail.com

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