Venerdì, 05 marzo 2021 - ore 10.41

Giornata della Memoria a Varese

| Scritto da Redazione
Giornata della Memoria a Varese

Una donna, ex deportata in un campo di concentramento, è invitata in un contesto pubblico a parlare della sua truce esperienza. Accetta con riluttanza, convinta che solo gli uomini sappiano testimoniare mentre alle donne è riservato il racconto dei fatti più che la loro elaborazione.

Si prepara alla serata con cura andando dal parrucchiere e questo gesto fa affiorare tutte le “manie” che il campo di concentramento le ha lasciato nella pelle: odia guardarsi allo specchio, non tocca il suo corpo nemmeno quando si lava, rifugge ogni fragranza o profumo, non si mette in fila al supermercato se deve “prendere” il numero.

Le terribili esperienze vissute da prigioniera si sono conficcate nella pelle e la memoria continua ad attanagliarla rivelando l’orrore subìto proprio attraverso i gesti più domestici che quindi rendono la vita un continuo ricordare.

Il tempo che passa allontana l’esperienza vissuta, l’elaborazione culturale aiuta a collocarla nella Storia, ma le ragioni o tanto meno le giustificazioni -ammesso che ne esistano- non possono soccorrere la mente nell’accettazione dell’Olocausto.

Quando finalmente arriva sul posto e narra la successione dei fatti della sua vita, la sua ansia sembra placarsi: pare che il racconto le dia sollievo anche perché la platea, come solitamente accade, ascolta attenta.

Ma il narrare non basta più. Al giorno d’oggi non è più sufficiente raccontare perché tutto, anche i fatti più terribili, vengono “consumati” come un prodotto temporaneo. Bisogna testimoniare e consegnare a tutti il compito di far vivere la memoria.

Sono le parole di Primo Levi che la soccorrono nel finale aiutandola con forza a passare il testimone al pubblico.

Teatro dei Burattini di Varese snc
di Elisabetta Colombo (nella foto)  & C.
Via Orrigoni 6, 21020 Cazzago Brabbia (Va)
C.F.-P.IVA 00799530126 Tel/Fax 0332 96 44 02
Sito: www.burattini.va.it Email: puppetva@working.it

***

Sulla Giornata deella Memoria abbiamo raccolto le seguenti dichiarazioni:

 

Francesca Brianza, assessore provinciale Cultura e Turismo: «Le iniziative legate alla Giornata della Memoria sono state organizzate in collaborazione con Comune e Ufficio scolastico territoriale a riprova della grande e sempre più efficace collaborazione tra le istituzioni. Tutti hanno dimostrato la volontà di pensare a iniziative in grado di raggiungere soprattutto i nostri giovani. Il programma si svilupperà su due giornate: la prima il 26 gennaio con una rappresentazione teatrale del regista Andrea Chiodi, mentre il 2 febbraio i ragazzi potranno ascoltare la testimonianza di Liliana Segre, oltre che assistere a uno spettacolo di Betty Colombo, che porterà in scena una storia ispirata proprio al racconto della Segre. Oggi, non perdere il ricordo di quanto accaduto e sensibilizzare i nostri giovani è fondamentale».

 

Giorgio Zanzi, Prefetto di Varese: «Sono onorato di rappresentare l’istituzione che guido a questa importante manifestazione. Ho accolto con soddisfazione l’entusiasmo di Provincia, Comune e Ust nell’organizzare una commemorazione che prevede appuntamenti in grado di far riflettere, pensare e toccare la sensibilità di chi vi parteciperà. L’Europa sta vivendo un periodo di pace molto lungo e quei tragici avvenimenti ci sono stati raccontati dai nostri padri che li hanno vissuti e noi abbiamo il dovere di raccontarli ai nostri figli, affinché non accadano più».

 

Enrico Angelini, assessore comunale Politiche educative: «Commemorare la Giornata della Memoria non è mai un’inutile ripetizione, anche perché ogni anno, magari aiutati da alcuni appuntamenti culturali, vi sono sempre spunti di profonda riflessione. La memoria non è un optional, soprattutto in questo momento di profonda crisi che stiamo attraversando».

 

Simone Longhini, assessore comunale alla Cultura: «Mi piace sottolineare il grande coinvolgimento delle scuole e dei nostri studenti. Sappiamo poi che questa giornata diventa ancor più importante e significativa nel momento in cui riusciamo a trasmettere ai ragazzi messaggi profondi».

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