Governo: Mori (Pd), indebolite reti consigliere di parità, decreto inadeguato e insufficiente
“Siamo di fronte ad un governo e ad una maggioranza che indeboliscono con interpretazioni sbagliate e semplicistiche direttive europee che invece tentano di rafforzare le politiche di genere e antidiscriminatorie. E’ accaduto con il decreto di attuazione della direttiva europea sugli organismi di parità, ma anche con la direttiva sulla trasparenza salariale. Un decreto che poi è stato modificato dal parere di maggioranza, ma che rimane del tutto inadeguato e insufficiente”.
Così Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche durante la conferenza stampa sugli organismi per le parità, alla quale hanno partecipato anche le parlamentari del Pd: Susanna Camusso, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Chiara Gribaudo, Anna Rossomando e la consigliera di parità regionale Tonia Stumpo.
“Di fatto – spiega Mori - si è tentato di cancellare tutta la rete delle consigliere di parità territoriali lasciando un unico organismo nazionale di garanzia. Le direttive europee sugli organismi di parità non chiedono affatto agli Stati membri di cancellare ciò che funziona; al contrario, fissano dei requisiti minimi che ovviamente devono essere rispettati per rafforzare indipendenza, efficacia, autonomia nel rispetto del principio di non regresso che vieta di abbassare le tutele per le persone discriminate. Le consigliere e consiglieri di parità svolgono funzioni di promozione e controllo dell'attuazione del principio di uguaglianza e di non discriminazione tra donne e uomini, in particolare nell'ambito lavorativo. Devono possedere competenze specifiche in materia di lavoro e in materia di pari opportunità. Sono pubblici ufficiali, quindi hanno un potere di interdizione forte rispetto a quest'ambito e a questa materia. L'Europa ha mandato un messaggio opposto a quello che il governo ha recepito. I dati ci dicono che in Italia circa il 15% delle donne lavoratrici ha subito molestie o ricatti sul lavoro e solo poco più del 2% denuncia le istituzioni e quasi una donna su quattro non ne parla con nessuno. Il governo ha cercato di recepire e sta recependo questa direttiva europea con un’idea di parità abbastanza sconfortante, un'idea fredda, burocratica, centralistica, verticale: si opera senza confrontarsi con chi poi opera sul campo. Ci si dimentica della lavoratrice che subisce una discriminazione salariale e non sa a chi rivolgersi, della donna penalizzata dopo una maternità, della dipendente che viene isolata. Tutto questo - conclude Mori - non va incontro ai bisogni delle donne, ma anzi sottrae accessibilità ed esigibilità dei diritti alle donne. Di fatto si tratta di un ulteriore indebolimento da parte del governo delle politiche di genere e di parità”.
Governo: Mori (Pd), indebolite reti consigliere di parità, decreto inadeguato e insufficiente
Di fatto – spiega Mori - si è tentato di cancellare tutta la rete delle consigliere di parità territoriali

Roma, 2 aprile 2026
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