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Il 26 giugno è stato un bel sabato per il lavoro e diritti civili | GCStorti

Lo scorso 26 giugno è stato un sabato per il lavoro e diritti civili.

| Scritto da Redazione
Il 26 giugno è stato un bel sabato per il lavoro e diritti civili | GCStorti

Il 26 giugno è stato un bel sabato per il lavoro e diritti civili | GCStorti

Lo scorso 26 giugno è stato un sabato per il lavoro e diritti civili.

Brevemente alcuni richiami

Lavoro Ripartiamo Insieme A Torino, Firenze e Bari manifestazioni unitarie di Cgil, Cisl, Uil. Lo slogan: "Ripartiamo, insieme. Con il lavoro, la coesione e la giustizia sociale per l'Italia di domani". Maurizio Landini(Cgil) a Torino, a Firenze Luigi Sbarra (Cisl) ed  a Bari Pierpaolo Bombardieri (Uil) di fronte a migliaia di lavoratori hanno unitariamente “ la proroga del blocco dei licenziamenti, il governo faccia questo atto di attenzione verso il mondo del lavoro. Bisogna fare attenzione, ci sono crisi e situazioni che rischiano di esplodere, dobbiamo evitare che diventi una bomba sociale”

Ministro Orlando: rischio sociale “esiste, ma strumenti per gestirlo”.

Il blocco dei licenziamenti scade il 30 giugno, dal 1° luglio , secondo i sindacati, rischiano il posto di lavoro circa 500 mila lavoratori.

Il  Gay Pride ha coinvolto queste città: Roma, Milano, Ancona, Faenza, Firenze, Martina Franca, L’Aquila.

A  Milano la manifestazione è stata chiusa dal deputato Zan

All'Arco della Pace, per l'evento conclusivo della Pride week milanese è andata in scena una "manifestazione bellissima, una piazza piena di giovani e giovanissimi che chiedono finalmente all'Italia che venga riconosciuta la libertà di tutti i cittadini". Così il deputato e Alessandro Zan, che oggi ha parlato dal palco dell'evento arcobaleno.

"Noi siamo un paese dell'Unione europea che ancora non si è dotato di una legge contro i crimini di odio. Questo è molto grave - ha detto parlando del ddl che porta la sua firma - Stiamo parlando di violenza, di discriminazione, di bullismo".

"Come ha fatto notare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - ha aggiunto - se qualcuno viene discriminato per la propria condizione personale, cioè solo perché esiste, allora questo è un problema di violazione dei principi di uguaglianza. Ecco perché l'Italia deve decidere se stare con i paesi più avanzati che tutelano i propri cittadini o scivolare rovinosamente verso quei paesi come l'Ungheria e la Polonia che stanno smantellando le libertà individuali e democratiche. L'Italia - ha concluso Zan - deve decidere di stare dalla parte dei diritti e non dalla parte delle discriminazioni".

Considerazioni

Un paese che nonostante la crisi sa andare in piazza per manifestare a sostegno di nuovi diritti ( legge ZAN) e per la difesa del lavoro. Manifestazioni  pacifiche e non scontate dopo la grande paura del Covid.

Ma le forze politiche ed il parlamento sapranno dare una risposta positive a queste istanze? Ci auguriamo di SI.

Gian Carlo Storti

27 giugno 2021

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