Domenica, 23 giugno 2024 - ore 09.17

Il castello di Torre dé Picenardi era chiuso perchè?

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

| Scritto da Redazione
Il castello di Torre dé Picenardi era chiuso perchè?

Gentile direttore, le scrivo con il cuore pieno di rammarico e premetto che la mia non vuole essere una lettera di protesta, sicuramente il mio stato d’animo più vicino all’indignazione. La vicenda purtroppo poco nota, almeno in apparenza, è la seguente: domenica 11 ottobre si è svolta nel nostro territorio. La giornata delle chiese e dei castelli è all’ interno de «Il circuito Città murate e castellate» della provincia di Cremona; come si sa il nostro piccolo paese, Torre de’Picenardi, è fortunatissimo e possiede due «Castelli». Beh, incredibilmente, uno dei due, il più antico, è rimasto chiuso. La Villa Sommi Picenardi, oggi di proprietà della famiglia Cassani, è un bene culturale giustamente riconosciuto dallo Stato Italiano, perciò dovrebbe essere fruibile da tutti i cittadini perché facente parte del patrimonio comune a tutti noi. Ma cosa non è. Ci sarà chi verrà a parlare di convenzioni, di proprietà privata e di altre baggianate quantomeno burocratiche, se non classiste. Si perché non c’è legge o accordo che tenga testa alla supremazia della nostra Costituzione, che perfortuna esiste e resiste.In particolare l’art. 9, uno dei principi fondamentali su cui si regge la nostra Res-Publica: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Per non parlare dell’art. 33: «L’arte e la scienza sono libere e libero nell’insegnamento». Dunque questi «maledetti beni culturali» non possono essere lasciati nelle mani di proprietari disinteressati a mantenerne il pregio. Forse non li si apre per la vergogna dello Stato in cui si trovano? Perché «Questo castello» è mio e non fatemi discorsi sugli obblighi verso la comunità, non solo è un discorso sbagliato, ma è pure molto ignorante e falso. Come ho specificato inizialmente, la mia non è una lettera d’attacco, ma di indignazione. Indignazione verso tutti noi cittadini di Torre che abbiamo nel Castello (e ormai nell’irre - cuperabile Ristorante Italia) il simbolo del nostro paese. Un simbolo che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi e che non possiamo abbandonare perché così facendo abbandoneremmo una parte di noi stessi, la più bella della nostra storia e della nostra tradizione.

G.V. (Torre de’Picenardi) 

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