Venerdì, 20 maggio 2022 - ore 13.10

Il Museo del Violino di Cremona mi rifiutò la mostra su Giuseppe Verdi | Virginio Lini

A nulla erano valse le mie considerazioni tese ad evidenziare come potesse giovarne lo stesso complesso museale

| Scritto da Redazione
Il Museo del Violino di Cremona mi rifiutò la mostra su Giuseppe Verdi | Virginio Lini

Egregio direttore, qualche giorno dopo l’inaugurazione del Museo del Violino, dietro mia richiesta ebbi un colloquio con la dottoressa Virginia Villa, direttrice del nuovo complesso museale, per proporle di portare la mia mostra di quadri sul tema del Don Carlo nelle sale del museo al fine di celebrare il bicentenario della nascita del più grande genio musicale: Giuseppe Verdi. I locali di piazza Marconi erano, a mio avviso, la degna cornice per esaltare questo anniversario, sostanzialmente la mia mostra parla di musica e di teatro e di un uomo che può essere considerato quasi cremonese, una città che lui amava particolarmente e così vicina ai suoi luoghi d’origine.

E nonostante mi sforzassi di spiegare quanto questo tema potesse essere più che attinente a quella sede — in fondo il mio progetto non era altro che la sceneggiatura dell’intera dell’opera lirica di Verdi e quindi della musica degli strumenti musicali, violini compresi — dopo una visione alquanto superficiale e sommaria del progetto la dottoressa Villa arrivò a una sua personale convinzione che non era per nulla attinente alla filosofia del museo da lei diretto. A nulla erano valse le mie considerazioni tese ad evidenziare come potesse giovarne lo stesso complesso museale, opera di mirabile bellezza così caparbiamente voluta da quel grande mecenate che è il cavalier Arvedi sino ad investire senza riserva alcuna, per lasciare alla città una fra le opere d’arte più belle del panorama mondiale sulla musica, un centro pulsante degno delle più grandi metropoli. A distanza di un anno chiedo alla dottoressa Villa di illustrare pubblicamente le ragioni di questa sua negata opinione, o se invece, col tempo si sia ravveduta riconsiderando le sue opinioni e possa segnatamente riconoscere in Verdi e nella sua genialità un musicista degno di varcare la soglia del museo sia pure attraverso la raffigurazione artistica di una sua opera (la più imponente forse) facendo la felicità di tutte le associazioni liriche sparse per il mondo che sarebbero ben liete di onorare oltre al grande Stradivari anche Giuseppe Verdi.

Virginio Lini (San Daniele Po)

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