Domenica, 11 aprile 2021 - ore 22.42

IL PATRONATO CGIL (INCA), LANCIA L’ALLARME SULL’APE SOCIALE: TROPPE RICHIESTE SARANNO RESPINTE

Lunedì l’Inps si esprimerà sulle oltre 60 mila domande di Ape sociale già presentate ma, considerando il numero di quelle respinte, l’appuntamento rischia di svelare amare sorprese per chi ne ha fatto richiesta. Numeri ufficiali non ce ne sono ma, assicura l’Inca, sono tutt’altro che irrisori.

| Scritto da Redazione
IL PATRONATO CGIL (INCA), LANCIA L’ALLARME SULL’APE SOCIALE: TROPPE RICHIESTE SARANNO RESPINTE

Secondo il Patronato della Cgil, ancora una volta, l’Istituto previdenziale pubblico si rende protagonista di interpretazioni eccessivamente restrittive delle norme, tali da ridurre in modo consistente il numero dei beneficiari dell’indennità Ape sociale a 63 anni di età, anche se sono nelle condizioni di particolare fragilità occupazionale. Un flop ampiamente prevedibile, secondo Inca, “a causa delle eccessive rigidità imposte da Inps, in contrasto con le intenzioni del legislatore e in alcuni casi addirittura contro legge, che rischia di vanificare del tutto le pur magre aspettative di reinserire qualche elemento di flessibilità nel sistema previdenziale italiano, più volte richiesto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil”.

Con motivazioni diverse, in contrasto con le disposizioni della norma e del decreto applicativo relativo all’Ape sociale, il rigetto delle richieste da parte di Inps è tutt’altro che circoscritto a casi isolati. L’Inca, nell’analizzare le diverse segnalazioni che arrivano dal territorio, ne elenca alcune. La prima riguarda l’applicazione del requisito di riconoscimento dello stato di disoccupazione, indispensabile per poter anticipare il pensionamento a 63 anni. La norma stabilisce che possono fare domanda coloro che risultino in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale (art. 7 della legge 604/1966) e senza ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi.

Del dossier dell’Inca si parla anche sui quotidiani di oggi. Sul Sole 24 ore scrive Giorgio Pogliotti: “Ape sociale, accesso a ostacoli. No dell’Inps anche per vizi formali” (p.25). Sul Corriere della Sera (p.41): Ape social. Il patronato Cgil accusa l’Inps: troppe domande respinte, basta un voucher per perdere il diritto”. Su Repubblica scrive Valentina Conte: “Ape sociale, respinto il 70%. I sindacatu: Inps troppo rigido”. (p.24). Tra i richiedenti 46 mila non otterranno l’anticipo della pensione riservato a invalidi e disoccupati. Scontro tra l’ente previdenziale e il ministro Poletti. Sul Messaggero il pezzo di Luca Cifoni: “Pensioni, il sindacato sul piede di guerra. Respinte troppe domane di Ape social” (p.17). Su Libero: Inps e governo litigano sulla pelle dei pensionati (p.21). Netto anche il titolo su Nazione, Il Resto del Carlino e Giorno: “Ape social, allarme dei sindacati: respinte otto domande su 10. (Claudia Marin, p.17).

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