Venerdì, 13 dicembre 2019 - ore 05.42

Il programma di Berlusconi

| Scritto da Redazione
Il programma di Berlusconi

Il programma di Berlusconi:Lavoro- Pensione- Riforme Berlusconi presenta il programma:
«Tasse sotto il 40%, sì al nucleare»«Sette missioni per rilanciare il Paese». E promette di firmare un nuovo
contratto con gli italiani  SONDAGGIO Vi convince il programma presentato da
Berlusconi?
  
ROMA - «Sette missioni per rilanciare l'Italia». All'Auditorium della
Conciliazione di Roma, Silvio Berlusconi presenta il programma del Popolo della
libertà, condensato in dodici pagine. «Altro che le 280 presentate e mai
realizzate dal governo Prodi» afferma il leader del Pdl. Il Cavaliere rivendica
i meriti del suo precedente governo («Vi ricordo che nel 2001 il nostro
programma fu sintetizzato nel contratto con gli italiani, che noi abbiamo
rispettato per l'85 per cento») e annuncia le nuove proposte per il Paese. «Un
impegno morale che assumiamo nei confronti degli italiani», che però non devono
aspettarsi «miracoli». Sette missioni, dunque: la prima è rilanciare lo
sviluppo; la seconda è sostenere la famiglia, la terza punta a maggiore
sicurezza e giustizia, la quarta è relativa ai servizi ai cittadini, la quinta
è dedicata al Sud, la sesta al federalismo e la settima a un piano
straordinario di finanza pubblica. «Ma la nostra prima promessa - ribadisce
Berlusconi - è che non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani e che
abbasseremo la pressione fiscale sotto il 40% del Pil».

CONTRATTO CON GLI ITALIANI – Berlusconi ha anche manifestato l’intenzione di
rispolverare il «contratto con gli italiani», che firmò nel 2001 in tv da Bruno
Vespa. «Alla fine della campagna elettorale farò ancora il contratto con gli
italiani», inserendovi le «cose principali del programma» presentato
ufficialmente venerdì. Il leader del Popolo della Libertà lo ha dichiarato
conversando con i giornalisti al termine della conferenza stampa di sul
programma. «È come l'altra volta - ha aggiunto - adesso depositiamo il
programma che indica le nostre volontà e per quanto riguarda le cose principali
alla fine della campagna elettorale farò il contratto come l'altra volta. I
disegni di legge - ha aggiunto - sono già pronti: quelli sull'Ici, sulla
detassazione degli straordinari e su tutti gli altri argomenti previsti nel
programma».

LA BATTUTA - La conferenza stampa del Cavaliere era iniziata con una battuta
sui presunti problemi di salute di cui alcuni quotidiani avevano parlato:
«Siccome siamo entrati nel pieno della campagna elettorale, mi sono preso una
libertà. Oggi ho fatto disinformazione anch'io. Avevamo detto che la conferenza
stampa era per le ore 12 e invece era fissata alle 12.30». E a questo punto
accenna, scherzosamente, al gesto dell'ombrello.
CONDIZIONI - Subito dopo, Berlusconi passa alla presentazione del programma
del Pdl. Il Cavaliere ribadisce di avere «consapevolezza della situazione
difficile, italiana e internazionale. Speriamo- aggiunge - che non peggiori
sotto l'influsso dell'economia americana. Appena avremo responsabilità di
governo vedremo qual è lo stato conti pubblici, anche perché si è parlato di un
tesoretto che non esiste».
TASSE - Il Cavaliere punta molto sulla riduzione della pressione fiscale. Le
prime misure da prendere, già al primo Consiglio dei ministri, sono
«l'abolizione immediata dell'Ici sulla prima casa, premi e incentivi legati
agli incrementi della produttività, una graduale detassazione delle tredicesime
e degli straordinari». E poi, una novità «importante», secondo il Cavaliere,
sarà il versamento dell'Iva posticipato al «reale incasso della fattura» e i
rimborsi da 60 a 90 giorni. Inoltre Berlusconi promette di abbattere pastoie
burocratiche e fiscali di ogni tipo. Iniziative che avranno i loro effetti
anche a livello locale, dove le tasse, lamenta il leader del Pdl, sono
aumentate quasi ovunque. In particolare, Berlusconi cita Roma dove «mi risulta,
a quanto mi hanno detto, un aumento di 474 euro annui».

ENERGIA - Berlusconi affronta anche il nodo-energia. «Penso che non ci sia
alternativa se non andare in maniera decisa e immediata nella direzione di
nuove fonti energetiche nucleari per l'Italia» afferma. Per il Cavaliere si
tratta di superare i ritardi accumulati in questi decenni dopo la «sciagurata
decisione» degli anni '70 di dire no alla produzione di energia nucleare con il
referendum.
CLANDESTINI - Sul fronte immigrazione, «aumenteremo il numero dei Centri di
permanenza temporanea per l'identificazione e l'espulsione degli
extracomunitari clandestini». Una volta tornato al governo, spiega Berlusconi,
il centrodestra «darà più risorse e mezzi alla polizia per far ritornare le
città quelle che ora non sono più dopo che la sinistra ha spalancato le porte
ai clandestini extracomunitari».
GIUSTIZIA - Secondo il Cavaliere, inoltre, «ci deve essere l'eslcusione degli
sconti di pena per chi è recidivo e chi ha commesso reati di particolare
allarme sociale». E poi «inaspriremo le pene per i reati contro le donne
minori»

Berlusconi durante la presentzione del programma
 
CASA - Il leader del Pdl si impegna poi a varare «un grande piano di edilizia
per i giovani e per il 13% delle famiglie non proprietarie di case». Si tratta,
aggiunge, di un «impegno primario che assumiamo».
GIOVANI - Non solo. Il Pdl prevede «un periodo di no tax assoluto per giovani
che iniziano nuove attività imprenditoriali». La misura, già prevista nel
precedente programma elettorale, sarà affiancata da altre come quella che
prevede «un bonus di locazione per le giovani coppie per creare le condizioni
affinché mettano su famiglia il più presto possibile».
SCUOLA - Berlusconi, affrontando il capitolo scuola del programma del Pdl,
rilancia poi un cavallo di battaglia della campagna elettorale del 2001, ossia
le tre i: inglese, Internet e impresa. L'ex premier sottolinea che questo è da
considerarsi un obiettivo importante, «non era - osserva - solo un pallino di
Tremonti».
INFRASTRUTTURE - Per rilanciare lo sviluppo dell'economia italiana, il Popolo
della libertà prevede «il rilancio e il rifinanziamento della legge obiettivo e
delle grandi opere con priorità alle Pedemontane Lombarda e Veneta, al Ponte
sullo Stretto di Messina e all'alta velocità ferroviaria e il coinvolgimento
delle piccole e medie imprese di costruzione nella realizzazione delle grandi
opere». Con la riapertura di tutti i cantieri accantonati durante il governo di
centrosinistra, ha aggiunto Berlusconi, «possono immediatamente prodursi 300-
350mila posti di lavoro». Nelle 12 pagine di programma elettorale è previsto
anche il rilancio del trasporto aereo «con la valorizzazione e lo sviluppo
degli hub di Malpensa e Fiumicino» e la «partecipazione ai progetti europei di
energia nucleare di ultima generazione» oltre a incentivi all'uso delle fonti
rinnovabili. «Che rimangono - ha sottolineato l'ex premier - perché sono
belle».

SUD - E il Mezzogiorno? «Abbiamo previsto- dice il Cavaliere - un piano
straordinario per il potenziamento delle infrastrutture, la creazione di porti
franchi, una legge obiettivo per i beni culturali». A questo si aggiunge «il
contrasto particolarissimo contro la criminalità organizzata, con un piano
sicurezza per la legalità».

IN PARLAMENTO LAVORANO IN 30 - Ai giornalisti che gli chiedevano un parere
sulle candidature volute da Walter Veltroni di persone provenienti dal mondo
del lavoro, come l'operaio della Thyssen e la precaria di un call center,
Berlusconi ha replicato: «Anche se lo fa non è che cambia niente. In Parlamento
chi lavora sono trenta persone, tutte le altre devono essere lì presenti,
leali, dalle nove della mattina alle nove di sera. Se ce ne sono troppi bravi,
fanno a pugni perché su un argomento vogliono parlare in tre, quattro o cinque:
quindi è molto meglio averne uno e la sua riserva e basta». Secondo l'ex
premier dunque «in Parlamento ci devono essere i rappresentanti della gente, ad
esempio chi ha fatto sport oppure chi rappresenta altre categorie: guardate
cosa ha fatto Fiorella Ceccacci e quante proposte ha portato da parte della
gente di teatro. Perciò credo che serva un rappresentante dei settore dei
trasporti, degli artigiani, dei commercianti, eccetera... Perché queste persone
sono i canali che ci veicolano le esigenze di ogni settore».
VELTRONI COPIA - Non mancano le stoccate al Pd. «Il programma di Veltroni è la
versione statalista del programma del centrodestra» afferma Berlusconi. «Il
nostro programma - spiega - è quello storico programma del centrodestra, quello
che Veltroni e compagnia bella hanno praticamente preso per metterlo nei punti
loro, ma che sono antitetici ai programmi che avevano presentato in passato e
alla loro azione di governo». E sui risultati del governo Prodi, il Cavaliere
ribadisce: «Ha fatto piangere tutti gli italiani».
«STO BENE» - In precedenza, intervendo telefonicamente su Canale 4, Berlusconi
aveva voluto chiarire che la mancata partecipazione ad alcune trasmissioni tv è
dovuta agli impegni di lavoro, e in particolare alla stesura del programma di
governo, e non a problemi di salute («la campagna elettorale è entrata nella
parte pre-finale e si comincia a veder fiorire il fiore della menzogna»). E poi
aveva preannunciato le «sette missioni per rilanciare l'Italia».

NESSUNA VELINA - E le liste? «Da lunedì - dice Berlusconi - cominceremo a
parlare di candidature». Il leader del Pdl, rispetto alle indiscrezioni
giornalistiche secondo cui al Circolo della Libertà andrebbero solo tre seggi,
ribatte: «È una cosa folle, che non esiste. Anche perché di candidature
cominceremo a parlare lunedì. Veline in lista? Non ce ne saranno. Ci sarà
invece posto per molti giovani, e per l'altra parte del cielo, le donne, ci
sarà spazio per il 30%. Le associazioni avranno adeguata rappresentanza».

Cos’è la politica? La democrazia è il metodo politico migliore?
La politica è lo strumento

di organizzazione di una società con comune o compatibile cultura e
tradizione.

Essa si struttura intorno all’interesse dell’individuo, della comunità e
quindi dell’intera popolazione.

Gli interessi dell’individuo non possono però più essere soddisfatti quando
vanno contro gli interessi di un altro individuo o della comunità e gli
interessi della comunità non possono essere soddisfatti quando vanno contro gli
interessi di una altra comunità o dell’intera popolazione.

Perciò scopo della politica non è soddisfare gli interessi della comunità più
grande se questi si oppongono agli interessi della comunità più piccola
altrimenti si verrebbe a creare una popolazione in cui una comunità verrebbe
esclusa dalla politica e dallo stato non potendo essere oggetto di
organizzazione. Quindi lo scopo della politica è di salvaguardare gli interessi
comuni dei diversi individui e quindi delle diverse comunità che costituiscono
l’intera popolazione.

Gli interessi comuni di una popolazione vengono considerati i valori su cui
essa si fonda, perciò si può affermare che la politica è il mezzo o lo
strumento per salvaguardare i valori di una popolazione. Ma anche la politica
in se è interesse comune e quindi valore dell’intera popolazione.

Infatti essere organizzati in una struttura fondata su dei principi condivisi
giova a ogni singolo individuo ed è per questo che la politica può essere
definita un valore o meglio il valore primo di una popolazione; ma ampliando l’
analisi questa può essere anche definita il valore universale della popolazione
mondiale essendo la politica l’unico valore indipendente dalla cultura e dalle
tradizioni specifiche di una popolazione.

La difficoltà maggiore che la politica incontra è quello di individuare i
valori di una popolazione e di non confondere questi con gli interessi della
maggior parte della popolazione. Questo non significa che la democrazia non è
il metodo politico più adatto. Infatti la democrazia non fa gli interessi della
maggioranza ma struttura il dibattito politico(dibattito che ha il fine di
individuare i valori di una popolazione) in maniera che ci sia all’interno
della struttura politica una proporzione che rispecchia la proporzione delle
diverse comunità di una popolazione.

Ma il dibattito politico è anch’esso organizzato e l’organizzazione di questo
dibattito è affidato a delle cariche ricoperte da individui della maggioranza.
Questa è una condizione indispensabile affinché il dibattito possa essere
strutturato. Quindi la democrazia non è sicuramente il metodo politico per
eccellenza ma sicuramente è il migliore mai inventato.

Che cos’è la politica per un giovane
 
Politica come "arte di governare la società". Oppure “la sfera delle decisioni
collettive sovrane”, “l’arte di costituire, organizzare, amministrare lo Stato
e di dirigere la vita pubblica”. Comunque la si voglia intendere, certo è che
nessun fatto di vita si sottrae alla politica

fonte: miguel1947@libero.it

 

 

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