Sabato, 24 agosto 2019 - ore 23.51

Il rilancio di Cremona passa anche dalla proposta di mostre di rilievo nazionale (Enrico Manfredini FNLC)

Confido che si possano mettere a fattor comune tutte le idee potenziali per sviluppare il turismo a Cremona, indipendentemente dalla provenienza: Cremona ci richiede questo!

| Scritto da Redazione
Il rilancio di Cremona passa anche dalla proposta di mostre di rilievo nazionale (Enrico Manfredini FNLC)

Il rilancio di Cremona passa anche dalla proposta di mostre di rilievo nazionale (Enrico Manfredini FNLC)

Confido che si possano mettere a fattor comune tutte le idee potenziali per sviluppare il turismo a Cremona, indipendentemente dalla provenienza: Cremona ci richiede questo!

Desidero fare alcune precisazioni e considerazioni dopo gli interventi dei giorni scorsi dei colleghi consiglieri Ceraso e Sozzi.

È ritornato il tema, più volte discusso a suo tempo, de “Le Corde dell'anima”; Sozzi e Ceraso lamentano che l'Amministrazione Galimberti avrebbe soppresso la manifestazione, solo perché promossa e organizzata dall'Amministrazione Perri.

“Le Corde dell'Anima” è stato senza dubbio un evento interessante. Aveva però un punto debole: non si sosteneva economicamente.

Ricordo che era arrivato a cumulare un deficit di circa 120.000€, nonostante i considerevoli contributi dell'Assessorato alla cultura del Comune, il cui budget annuale era arrivato ad essere destinato, per oltre l'80% , alla sola manifestazione in questione.

Arriviamo al tema Museo del Violino. La nuova sede museale rappresenta certamente uno degli assi portanti per lo sviluppo del turismo a Cremona.

Credo sia superfluo dire che non è sufficiente inaugurare un museo, seppur unico come quello del violino, per veder arrivare frotte di turisti in visita. Il numero raggiunto di 107.000 visitatori in pochi anni non solo non è scontato, ma è un importante risultato, frutto di un intenso lavoro di organizzazione, coordinamento e promozione, anche internazionale; le celebrazioni monteverdiane sono state moto importanti ad esempio e così pure tutte le missioni e le relazioni, anche con tour operator.

Il Museo del violino inoltre non è solo un Museo tradizionale, ma ha laboratori di ricerca e porta avanti un'idea di conservazione e di uso ad un tempo degli strumenti straordinari che custodisce: per questo è fondamentale il suo essere all'interno del Distretto culturale della liuteria, creato proprio in questi anni, che ne sta valorizzando appieno le potenzialità, con i nuovi percorsi delle Università, la scuola di liuteria e l'importantissimo lavoro in atto con i liutai.

Ad esempio, ci sono richieste dall'estero per portare gli strumenti da noi e non il contrario. Il Distretto inoltre ci consente relazioni con altre istituzioni nazionali e internazionali impensabili prima. Ed anche questo è un circolo virtuoso che promuove ancora di più ;  anche questo è un grade risultato ottenuto, per nulla scontato e da continuare.

Questo il lavoro portato avanti dall’Amministrazione Galimberti in questi anni, in collaborazione con il MdV, e pensiamo stia portando i primi frutti. Per quanto riguarda le mostre realizzate a Cremona in questi anni, che secondo Ceraso e Sozzi hanno avuto bassi numeri di affluenza, se confrontate con mostre realizzate in città vicine, farei le seguenti considerazioni. Erano ormai anni che non venivano più proposte in città mostre; l'Amministrazione Galimberti ha ripreso a farle e già questo mi sembra un dato di rilievo!! Si tratta poi di mostre di notevole spessore scientifico e artistico che hanno permesso di approfondire temi rilevanti della cultura cittadina e nazionale, come ha anche ricordato Rodolfo Bona.

Il numero di visitatori delle mostre è quasi sempre strettamente legato a vari fattori: oltre al tema della mostra, notevole influenza assumono i budget promozionali di cui le mostre possono disporre (coperti quasi sempre da sponsor di rilievo) e la possibilità di entrare in un circuito che diffonda ad un pubblico interessato l'evento.  Occorre ricostruire una credibilità in questo ambito, che Cremona anni fa aveva, ma che è stata persa,  non avendo più fatto mostre per anni.

Credo che le mostre fatte vadano in questa direzione, visto anche i servizi giornalistici usciti su riviste di vario genere, che hanno recensito le mostre stesse.

Concludendo, confido che si possano mettere a fattor comune tutte le idee potenziali per sviluppare il turismo a Cremona, indipendentemente dalla provenienza: Cremona ci richiede questo!

Enrico Manfredini  (Fare Nuova la Città)

 

 

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