Sabato, 25 gennaio 2020 - ore 12.32

INFAME DECRETO 130 SIT – SISTEMA INFORMATIVO TRAPIANTI A TRADIMENTO INTRODUCE ESPIANTO A CUORE NON BATTENTE MA CERVELLO VIVO

Il SIT è infrastruttura informatica e telematica del Centro Nazionale Trapianti (CNT), un MOLOC, un mostruoso apparato tecnologico di controllo totale della Rete nazionale trapianti che in forza della sua pervasività ha di fatto modificato, senza dichiararlo

| Scritto da Redazione
INFAME DECRETO 130 SIT – SISTEMA INFORMATIVO TRAPIANTI A TRADIMENTO INTRODUCE ESPIANTO A CUORE NON BATTENTE MA CERVELLO VIVO
Finalmente chiarito il Decreto 20 agosto 2019 n.130 pubblicato in G.U. il 13 novembre, firmato da Giulia Grillo (M5S) proprio il giorno prima delle dimissioni da ministro della Salute per la caduta del governo. Obiettivo incrementare il procacciamento di organi, tessuti e cellule sotto prevaricanti direttive UE per lo scambio d'organi, tessuti e cellule ovvero foraggiare i paesi dell'Unione europea e Paesi terzi.L'infame decreto 130 confuso inizialmente col silenzio-assenso ma rivelatosi subito drammaticamente più pericoloso, recita: “Regolamento recante disciplina degli obiettivi, delle funzioni e della struttura del Sistema Informativo Trapianti (SIT) e del Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive...”
Il SIT è infrastruttura informatica e telematica del Centro Nazionale Trapianti (CNT), un MOLOC, un mostruoso apparato tecnologico di controllo totale della Rete nazionale trapianti che in forza della sua pervasività ha di fatto modificato, senza dichiararlo, senza un dibattito, la Legge 91/99 che falsamente dice di attuare. Fagocita 24 ore su 24 i flussi informativi obbligatori di 19 Centri Regionali per trapianto, aggiornati dai coordinatori di 570 Centri di prelievo, 96 Centri di trapianto, 157 ASL, 30 Istituti/banche di tessuti. Assegna codice identificativo nazionale ed europeo per la tracciabilità dell'organo o pezzo d'organo o tessuto. Registra il costante monitoraggio delle fasi del processo di donazione, espianto, trapianto o eliminazione; pretende una giustificazione qualora un espianto non sia stato attuato (una specie di costrizione dei medici e delle strutture). Controlla gli standard minimi di produttività e qualità e revoca l'idoneità a quelle strutture che abbiano svolto meno del 50 per cento dell'attività minima stabilita.
Nell'infame Decreto 130 i soggetti deputati alla raccolta e registrazione nel SIT delle dichiarazioni di volontà sono tutti di parte a cominciare dal Decreto temporaneo Bindi 8 aprile 2000, fatto passare falsamente per Decreto attuativo, che ha aperto a “chiunque” e su cui si sono agganciati tutti i decreti successivi illeciti e contro-legge. Si tratta di Comuni, ASL, CRT, e delle Associazioni dei donatori. Mentre il Decreto attuativo vero previsto dalla legge, non è mai stato emanato.
Grillo (M5S) dichiara “In un anno abbiamo sbloccato un provvedimento fermo da vent'anni previsto dalla legge 91 del 1 aprile 1999 art.7.” La verità è un'altra: hanno nascosto nel Disciplinare tecnico di oltre 100 pagine (Allegato I del decreto) un protocollo criminale e contro-legge per attuare espianti anche a “cuore non battente ma cervello vivo” contando che nessuno si accorgesse dell'artificio e passasse inosservato anche in considerazione del fatto che il SIT classifica la donazione con le parole DA CADAVERE O DA VIVENTE, anche questo un artificio del linguaggio che crea un immaginario di morte, mentre non sono possibili i trapianti dai cadaveri.
L'infame Decreto 130 stravolge la legge 91/99 che disciplina e vincola il prelievo di organi da soggetto di cui sia stata dichiarata la cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente: ”morte che si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo” (L.578/93, DM 582/94). La stravolge limitando la regola vincolante della donazione dopo la “morte cerebrale”, sostituendola con le parole “donatore a cuore battente (HB)” -Heart Beating- e “donatore a cuore non battente (NHB)” -Non Heart Beating- (“HB” e “NHB”, sigle il cui uso è funzionale a nascondere la realtà, per di più attraverso iniziali in lingua estera).
Hanno con artificio omologato due realtà opposte sotto un'unica voce “cadavere”. Hanno scollato il concetto di “donazione dopo la morte” (cerebrale) dall'atto di espianto, di modo che la predazione si esprima liberamente nei tempi del profitto, quindi anche sui moribondi, nella finta morte cerebrale a cuore battente, a cuore fermo ma cervello vivo e sui vivi sani. Una truffa sanitaria che è da galera. Solo una mafia istituzionale poteva forgiare una aggressione così vigliacca contro i cittadini.
Ben sappiamo che una persona dichiarata “Morta cerebrale a cuore battente” non è un cadavere neanche per la legge (Circolare 24 del 24.6.1993), e ben sappiamo che una persona tra 1-5 minuti di arresto cardiaco non è un cadavere in quanto il suo cervello è vivo, infatti, se contrastato, l'arresto cardiaco può essere reversibile.
Finora il prelievo di organi è stato praticato su persone affette da lesioni encefaliche sottoposte a misure rianimatorie e dichiarate in “morte cerebrale” a cuore battente secondo protocolli di Stato, assurdi, ascientifici, ma definiti, con possibilità di opposizione. Ma da qualche tempo alcuni ospedali italiani vantano la pratica, chiaramente illegale e criminale, di espianto di organi in arresto cardiocircolatorio, nascondendo che le dolorose ed invasive “manovre preliminari” iniziano immediatamente tra 1-5 minuti dall'arresto cardiaco, quindi quando il cervello è ancora vivo e non già dopo 20 minuti di elettrocardiogramma (ECG) come viene sbandierato. Un inganno che inizia sui moribondi. E' un terribile protocollo, che si avvale di tecniche di perfusione artificiale (circolazione extracorporea – ECMO) dopo cessazione della circolazione naturale non contrastata.
Si afferma che “E' legittimo per il prelievo in arresto cardiaco che la volontà del soggetto, se non conosciuta, sia ipotizzabile come favorevole alla donazione, per i tempi ristretti dell'intervento” e anche questo contrasta la legge che riconosce il diritto di opposizione.
E' palese che il Decreto 130 è contro-legge come la più parte dei decreti emessi in questi 20 anni, sui quali peraltro poggia la totalitaria nuova struttura SIT, per la quale è autorizzata la spesa di “lire 1.000 milioni annue a decorrere dal 1999”, da allora presumibilmente modificata in rialzo.
Questa prima analisi evidenzia la complessità del provvedimento che nasconde la truffa dietro una selva di norme e accordi, il cui controllo, come per tutti i sistemi complessi, sfugge ai cittadini.
La sovranità sul corpo ci è stata tolta: si muore quando vuole e come vuole lo Stato con le sue lobby sanitarie. Un incubo. Però possiamo non essere complici e non permettere che si lavino la coscienza scaricando su di noi le loro responsabilità, anche di legge.
Confermiamo le linee della Lega Antipredazione. Aver consapevolezza dell'intenzione predatoria della Centrale di potere trapiantistico istituzionale e stare sempre sulla difensiva davanti ad ogni loro proposta, non firmare alcunché, soprattutto in Comune, in situazioni di emergenza sanitaria, con le associazione donazioniste, soprattutto se giovani. In ospedale tallonare i congiunti, restare vigili, non abbandonarli mai in mano all'apparato sanitario. 
Portare con sé la Carta Vita/dichiarazione autografa d'opposizione radicale, sempre.
 
 
 
 
 
fonte
Nerina Negrello
Presidente
Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente
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