Lunedì, 28 novembre 2022 - ore 15.15

L’Anci a ''Global Citie''

| Scritto da Redazione
L’Anci a ''Global Citie''

Vice presidente dell’Anci, Federico Pizzarotti ha partecipato nei giorni scorsi a “Global Cities. La diplomazia della sostenibilità”, evento internazionale organizzato dal Centro Studi Americani via web. Oltre a Pizzarotti, sindaco di Parma, sono intervenuti Penny Abeywardena, Commissario per gli affari internazionali dell’amministrazione De Blasio, Sheila Foster, docente a Georgetown e già a capo del Global Parliament of Mayors ed Ermete Realacci, Presidente di Symbola.

Il dibattito, moderato da Giovanni Antonelli, Coordinatore scientifico del Green Bridge del CSA e Max Weber Fellow EUI, ha affrontato il tema della diplomazia delle città che si sta progressivamente affermando come ulteriore livello di interlocuzione fra nuovi attori globali, molto attivi nell’interpretare le esigenze economiche e sociali delle rispettive comunità di riferimento, nel tentativo di raggiungere gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile in relazione alla riduzione delle emissioni, alla diffusione delle energie rinnovabili e ai programmi di giustizia sociale e lotta alle disuguaglianze.

“In Italia le città, da alcuni anni, stanno attuando politiche di eco-sostenibilità e di digitalizzazione in grado di rispondere alle nuove esigenze dei propri concittadini, a un miglioramento della qualità della vita e dei servizi”, ha affermato Pizzarotti. “Per vincere la sfida – ha proseguito il vice presidente dell’Anci – servono però politiche e riforme nazionali: dobbiamo avviarci tutti con coerenza e pragmatismo nella direzione della transizione ecologica e digitale, serve una visione nazionale omogenea e chiara. Le città hanno raccolto la sfida e sono pronte al cambiamento. Transizione digitale ed ecologica rappresentano due tra le sfide più importanti del prossimo futuro per le nostre città”.

L’attenzione all’ambiente e all’impatto climatico, però, non sono gli unici aspetti da considerare nel cammino verso gli obiettivi di sostenibilità: occorre dare rilevanza alla dimensione della sostenibilità sociale, per colmare i divari in termini di tecnologia e infrastrutture tra i cittadini. Il ruolo della municipalità è centrale in questo, come pratica nazionale ed internazionale, per un’azione che parta dai comuni, dal territorio.

In Italia, ha rimarcato Pizzarotti, solamente sei città superano il mezzo milione di abitanti. Serve perciò lavorare ad un modello differenziato per gli stati, che sappia rispettare e valorizzare i diversi modelli gestionali, i quali possono essere condivisi con realtà differenti, come gli Stati Uniti, nonostante la differenza nel modello culturale.

Le città possiedono un potere collettivo – ha spiegato Penny Abeywardena – che può essere sfruttato per creare una solida rete di cooperazione tra municipi di tutto il mondo. Bisogna lavorare ad un futuro che veda le città più forti, in prima linea nella lotta alle sfide odierne, per risollevarsi dagli effetti della pandemia e per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, utilizzando “le ambizioni comuni come linguaggio globale”.

All’evento, in cui si è discusso di dialogo tra le amministrazioni italiane e quelle statunitensi, approfondendo le sfide e le opportunità della city diplomacy in ambito politico, industriale e sociale, hanno inoltre portato la loro testimonianza personalità di rilevanza internazionale come Sheila Foster, docente a Georgetown e già a capo del Global Parliament of Mayors, ed Ermete Realacci, Presidente di Symbola. (aise) 

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