Mercoledì, 27 maggio 2020 - ore 03.59

L’emersione del lavoro irregolare nel Decreto Legge ‘Rilancio’ .Testo dell’articolato

La ratio dichiarata dell’articolo è “garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante dalla diffusione del contagio da Covid-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari …”

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L’emersione del lavoro irregolare nel Decreto Legge ‘Rilancio’ .Testo dell’articolato

L’emersione del lavoro irregolare nel Decreto Legge ‘Rilancio’ .Testo dell’articolato

Dopo settimane di discussione serrata, il Governo è riuscito a raggiungere un accordo per la regolarizzazione dei migranti presenti sul territorio dello Stato. L’accordo tra le diverse sensibilità politiche è stato trasfuso nel  Decreto Rilancio denominato “Emersione dei rapporti di lavoro”. Si tratta di un testo piuttosto complesso che prevede la regolarizzazione soltanto per alcune precise categorie di persone, che lavorano o intendono lavorare nei settori più problematici: agricoltura e allevamento, assistenza agli anziani e cura della casa.

La ratio dichiarata  dell’articolo è “garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante dalla diffusione del contagio da Covid-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari …”

Una norma che delinea due canali per attuare la regolarizzazione.

Il primo canale prevede che i datori di lavoro possano regolarizzare i lavoratori attualmente irregolari. Nel caso di migranti irregolari, questi riceveranno automaticamente un permesso di soggiorno.

Il secondo canale prevede – per i migranti irregolari che già avevano lavorato nei settori interessati ma hanno perso il lavoro – un permesso temporaneo di sei mesi per cercare un nuovo impiego nei settori concordati.

In altre parole, quella che è stata annunciata come una sanatoria per i lavoratori irregolari soprattutto stranieri (ma non solo), è in verità una sanatoria anche per i datori di lavoro che utilizzano manodopera irregolare.

Cosa prevede  Emersione rapporti di lavoro

La normativa si rivolge sia ai datori di lavoro sia ai lavoratori irregolari.

In forza del comma primo i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso di un titolo di soggiorno ex art. 9 Decreto Legislativo n 286 del 1998, possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti nel territorio italiano o per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare ancora in corso con cittadini italiani o cittadini stranieri.

Allo stesso modo, invece, il comma secondo prevede che i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio italiano della durata di 6 mesi. Tale termine inizia a decorrere dalla presentazione dell’istanza.

Le istanze suddette possono essere presentate previo pagamento di un contributo forfettario di euro 400 da parte del datore di lavoro per ciascun lavoratore che si intende far emergere, mentre di euro 160 per le ipotesi di cui al comma secondo.

Come già detto in precedenza, i casi contemplati dalla normativa in commento sono limitati ai settori espressamente indicati ovvero agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse; assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza; lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Per quanto riguarda i datori di lavoro si prevede che l’istanza debba contenere anche l’indicazione della durata del contratto di lavoro e la retribuzione convenuta (comma 4).

Le istanze devono possono essere presentate ai sensi del comma 5:

– all’INPS nel caso di lavoratori italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea;

– allo Sportello Unico per l’immigrazione, nel caso di lavoratori stranieri;

– alla Questura se riguardano il rilascio di permessi di soggiorno temporaneo.

Nei casi di istanze presentate allo Sportello Unico per l’immigrazione, questo deve verificare l’ammissibilità delle dichiarazioni contenute e acquisire il parere della Questura sulla insussistenza di motivi ostativi e il parere dell’Ispettorato del lavoro territorialmente competente in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro. Dopo queste verifiche preliminari, lo Sportello unico dell’immigrazione convoca i soggetti interessati per la stipula del contratto di soggiorno, per la comunicazione obbligatoria di assunzione e la compilazione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

In allegato  l’articolato dell' emersione, art 103, è dalla pag 116 alla pag 121 Emersione rapporti di lavoro

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Riferimenti : Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19".

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